del 7/06/2012

Scene da colpi di coda di una Seconda Repubblica.

Parlamentari di Pdl, Lega, Terzo polo, e di buona parte del Pd, hanno giocato al peggior esercizio consociativo nel nominare (e non eleggere, perché il merito non è stato preso minimamente in considerazione) i componenti delle authority sulla comunicazione e sulla privacy.

Durante la rassegna stampa mattutina di Radio tre un ascoltatore commentava: «Ieri la classe politica ha posto un altro miglio di distanza tra se stessa e i cittadini. C'è una crisi spaventosa: abbandono scolastico, disoccupazione e i partiti si baloccano con queste questioni». Per non parlare del voto contrario del Senato all'autorizzazione a procedere all'arresto di De Gregorio.

Si sa, la casta si autoconserva.

Ma stupisce l'autolesionismo di parte di quella che dovrebbe essere la sinistra parlamentare su un argomento in Italia così delicato come le telecomunicazioni.

Perfino in un clima come quello attuale, dove la sfiducia verso la politica e i partiti da parte della società civile ha raggiunto un tale apice, la politica e i partiti hanno perseverato nell'errore. Ma si sa, "la storia insegna ma non ha scolari" (Gramsci).

L'AgCom avrà una maggioranza di centrodestra per i prossimi sette anni. Schiacciata a destra fra modesti burocrati e guardiani degli interessi "del monopolista" per eccellenza. Che si tratti di frequenza televisive, della rete di comunicazione telefonica o di internet, in questi anni abbiamo assistito alla svendita a buon mercato di un patrimonio pubblico preziosissimo.

Per le frequenze televisive abbiamo assistito, non senza l'accondiscendenza del principale partito di sinistra, all'elaborazione di un finto mercato, viziato finanche nella finzione, al solo fine di favorire "il monopolista".

Per la rete telefonica abbiamo assistito allo smembramento della rete per un mercato non così competitivo come si auspicava. Proprio sulle comunicazioni si sono abbattute le cattive gestione aziendali coltivate con proficue cessioni di rami di azienda che hanno generato solo precariato e mobilità per i lavoratori.

Quello che era, e sarebbe ancora, un comparto fortunato adesso è annoverabile fra i disgraziati. Ma sembra che in pochi lo abbiano capito all'interno del parlamento. Un ceto politico che si autoconserva per scommettere sull'immobilismo. Mentre dalla rete arrivavano pressanti segnali chiari: valutate i curricula, ci sono persone competenti che oltre a salvaguardare il mercato e i lavoratori sanno come coniugare libertà digitali, sicurezza e progresso.

Non una battaglia ideologica, erano infatti giunti nomi di persone che hanno lavorato in importanti aziende di Confindustria come nelle esperienze di sinistra.

Nomi tutti validi che avrebbero dato a un comparto di primaria importanza dignità di controllo.

Tutto lavoro sprecato, tutta partecipazione buttata al macero. Peccato.

Una preziosa occasione è stata sprecata.
Giuseppe Romano  18/06/12, 18:03

GIURAMENTO D'IPPOCRATE E LIBERISMO CAPITALISTA

Contro i medici di regime e i loro complici.

Il mio medico non curante, incurante, mutatis mutandis, Michele Navarra, ha prescritto un'esame clinico a mio padre, al secolo di nome Raffaele, per altri (poco onorevole) Raffaella Mariani, mutatis mutandis: ecografìa addome completo reni e vie urinarie. Si dà il caso che tale esame clinico, così particolareggiato, sarebbe dovuto spettare soprattutto a me che, dagli avvelenamenti in poi, non ho mai avuto prescritto alcunchè che potesse, direttamente o indirettamente, accertare lo stato di eventuali danni al mio apparato digerente e stabilire misure idonee a scongiurare malanni peggiori. Sulle orecchie e dietro ai padiglioni auricolari ho ancora fenomeni di pelle secca e desquamante, all'interno dei padiglioni auricolari secerne periodicamente sostanza puteolente. Ad ogni buon conto Michele Navarra, mutatis mutandis, a me dice di non mangiare, di non bere, di non fumare e, niente di meno, prescrive, secondo me non in scienza e non in coscienza, esami clinici accurati ed approfonditi a mio padre! Come la vedete? Qualcosa che non và c'è. Siano reclusi entrambi, visto che vivono in regime di complicità di classe liberista e capitalista contro di me, contro la classe operaia! Alle barricate! Povera Italia e, perciò, speriamo che stasera vinca!
Gaetano Esposito  15/06/12, 20:19
Scusi Signor Sindaco ma la Sua giunta chi la regge,la Divina Provvidenza?
Forse è un pettegolezzo ma mi pare che sia sostenuta da quella stessa maggioranza che sosteneva il Suo predessessore e quello precedente che mi rifiuto persino di pronunciarne il nome.
Vespasiano diceva "pecunia non olet" e parafrasandolo,evidentemente anche i voti non puzzano.

Lei usufruisce di quella casta da cui prende le distanze.
Mi pare che in Italia solo uno possa dire questo e certo non Lei:Beppe Grillo.

Ero venuto sul Suo blog per cercare di capire se per questa città sempre più degradata,ci siano novità concrete in vista.Trovo solo unterventi in perfetto stile "culturalese" in linea coi Suoi predecessori e nessuna parola su cosa è stato fatto e cosa Si propone di fare.Io abito in una laterale del Corso Garibaldi,non la degradata periferia e dopo oltre un anno,l'unica raccolta differenziata che abbiamo è solo il prelievo dei rifiuti che avviene in giorni sempre diversi della settimana ma non tutti i giorni,ovviamente,sarebbe chiedere troppo e la distoglierebbe dai suoi temi preferiti (vedi blog).

PS:sono stato un Suo elettore,sono stato.
Giuseppe Romano  15/06/12, 11:26

NOTA TECNICA

Segnalo che da alcuni giorni da questo sito non mi vengono più recapitate le e-mail dei miei commenti come di solito accade. Tale fatto tecnico è da intendersi come? Cosa è accaduto perchè i commenti da me postati non mi vengono rispediti nella mia casella di posta elettronica? Chi, devo supporre, ha messo una sorta di flitro in entrata alla mia casella di posta elettronica? Quale il senso di tale sorta di boicottaggio? Da parte di chi e perchè? Procuratore Capo, indaghi anche lei.
Giuseppe Romano  15/06/12, 10:02

MOVIMENTO 18 GIUGNO

E' tempo di lottare!

L'inizio di una fase rivendicativa prerivoluzionaria è sempre casuale. Le masse si accorgono che le politiche governative assumono una tendenza antiproletaria, antipopolare, antioperaia e scendono in piazza per cominciare a far sapere alla controparte che non sono d'accordo. Da lì, poi, il movimento di massa può conoscere un'evoluzione che può condurlo al Potere, conquistando nuove simpatìe e consensi, o un'involuzione che può farlo riassorbire alla logica liberista e capitalista. Oggi è evidente che il Governo Monti, sostenuto da centrodestra e centrosinistra, fronteggia la crisi economico-finanziaria con nuove tasse che ricadono sulla maggioranza della popolazione italiana: IVA, IMU, nuove accise sui carburanti, aumento dell'età pensionabile, cancellazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori nella prospettiva di un suo completo superamento al fine di assecondare politicamente chi detiene il debito pubblico, cioè le grandi banche e le grandi industrie. Questa è la premessa. I lavoratori, le lavoratrici non sono d'accordo e come unico strumento serio nelle proprie mani chiedono di praticare lo SCIOPERO GENERALE AD OLTRANZA contro le misure di austerità messe in campo dal Governo. Le controproposte si cominciano ad intravedere: scala mobile dell'orario di lavoro, lavorare tutti, lavorare meno a parità di salario; aumento di almeno 300 euro netti mensili per salari e pensioni minime; un salario minimo intercategoriale di almeno 1500 euro, totalmente detassati; l'esproprio senza indennizzo delle aziende che licenziano, che sfruttano il lavoro nero, che inquinano e la loro nazionalizzazione sotto il controllo dei lavoratori. Lunedì 18 giugno è il tempo in cui la lotta si radicalizza: FINCANTIERI ED INDOTTO di Castellammare di Stabia entrano, per tutte queste ragioni, in SCIOPERO GENERALE AD OLTRANZA. Può essere l'inizio del MOVIMENTO 18 GIUGNO, allorchè lo sciopero diventi ad oltranza e conquisti nuove simpatìe e nuovi consensi politici tra le masse popolari e proletarie, come auspica il Partito Comunista dei Lavoratori. Dall'area stabiese può scoccare la scintilla del cambiamento per la Campania e per l'Italia.
alessandro castori  14/06/12, 12:54
Sindaco lei che professa sempre la legalita' dappertuto come fa ad annoverare nella sua giunta, un signor come Giuseppe Narducci, che ha dichiarato il falso in una udienza penale e successivamente ha ricusato un giudice intimorendola prima di una sentenza
Giuseppe Romano  14/06/12, 11:32
Non fare politica significa subirla. Lotta continua e parità di classe! No alle prolunghe di Sistema. No alla intermediazione delle burocrazie partitiche e sindacali. No alle ruote degl'ingranaggi del Sistema liberista e capitalista che per funzionare devono essere oleate. Le masse al Potere! Viva i Movimenti di Liberazione Nazionali. Tutto alle masse.
Giuseppe Romano  13/06/12, 20:59

IL NUOVO PROCURATORE COLANGELO

Per quale equilibrio di Sistema?

Il nuovo capo della Procura di Napoli, Giovanni Colangelo, si è insediato. Massimo sostegno assicurano i vertici della magistratura napoletana al lavoro del nuovo Procuratore capo dell'ufficio inquirente che è già al lavoro per una giustizia tempestiva, per un processo equo, per curare il tema delle intercettazioni e per porre in grande evidenza il problema delle esigue risorse a disposizione della Procura di Napoli. Benvenuto e buon lavoro. Il cittadino comune desidera che la giustizia non sia nelle mani esclusive delle classi dirigenti del Paese, dei liberisti e dei capitalisti. Il cittadino comune vuole che la legge rispetti i diritti e i doveri che indica la Carta Costituzionale, favorisca i ceti meno abbienti, le classi popolari e proletarie e, di rilevante importanza, sappia arginare gli usi e gli abusi che della legge fanno le classi agiate della società. L'equilibrio, concetto delicato e astratto, del ruolo della Procura napoletana deve ispirarsi a logiche che vadano incontro alle esigenze degli ultimi e non dei primi della classe, di chi non ha mezzi, di chi non ha voce. Darla vinta sempre a chi può non sarebbe equilibrio ma esercizio del Potere fine a e stesso. Se possibile l'equilibrio, questa volta, sia spostato più a favore delle classi più esposte alla crisi economico-finanziaria e politica e non, ancora una volta, a beneficio dei Potenti del Sistema. E' l'augurio affettuoso che sale dal basso della società civile e politica campana al nuovo Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, Giovanni Colangelo.

Buon lavoro!
Giuseppe Romano  13/06/12, 12:45
Mi dispiace di essere come un povero ragazzo Mapuche: impallinato dalle guardie di Sistema, circondato dalla logica liberista e capitalista, bloccato dalle Procure. Mala cosa nascer povero, mio caro Renzo, diceva il Manzoni, ma, aggiungo io, meglio povero e pulito che ricco e sporco. Meglio solo che male accompagnato. E' brutto però.
Giuseppe Romano  12/06/12, 20:49

CONTRO LA CHIUSURA DELL'OSPEDALE DI SCAFATI

Ma dal versante dei lavoratori e non delle lobbies liberiste e capitaliste dei medici e delle case farmaceutiche.

C'è un momento nella vita di una città nel quale occorre aver coraggio di far sentire la propria voce. E' trascorso, ormai, un anno dalla chiusura dei reparti del nostro ospedale, dopo il sequetro delle sale operatorie da parte della Procura. Nel frattempo si è tentato di definire una riconversione in grado di soddifare le esigenze della città. L'esito raggiunto, finora, prevede la nascita di un polo d'eccellenza nel campo della Pneumologìa. Un primo risultato ma TUTTO QUESTO NON BASTA! Chiediamo che l'ospedale rientri anche nella rete dell'emergenza, attraverso la modifica del decreto 49, perchè abbiamo bisogno di garantire alla popolazione, come in passato, interventi h24 immediati e capaci di stabilizzare ogni caso clinico. Per raggiungere questi obiettivi, è opportuno che tutte le forze politiche e la società civile mettano in campo una grande maturità, al di là delle proprie responsabilità e delle appartenenze. La questione dell'ospedale non deve essere strumento di lotta politica, ma una battaglia di civiltà, condivisa da tutti, nell'interesse della nostra Scafati. SOLO INSIEME POSSIAMO FARCELA! Adesso scendiamo in piazza e dimostriamo di essere una grande città, che vuole far valere il suo diritto alla salute.

Questo è quanto proposto dall'Amministrazione del Sig. Sindaco Pasquale Aliberti (PDL) e dal Comitato NO alla chiusura dell'ospedale.

Da parte mia (ecco il senso del mio sottotitolo) non sono dell'avviso che il diritto alla salute possa essere difeso da tutti indistintamente perchè una cosa è chi vuole la sanità privata (proprio il PDL e le sue leggi in Parlamento e in Regione Campania) e un'altra è chi difende il sacrosanto diritto alla salute dal versante dei lavoratori contro le lobbies dei medici e delle case farmaceutiche. La questione dell'ospedale è soprattutto una questione di lotta politica perchè chi la pensa come me non vuole un'altro carrozzone politico, un'altra mucca da mungere tra diseconomìe, sprechi e baronìe tra primari, medici e paramedici a benefici di pochi e a danno della collettività! Il diritto alla salute è di tutti e da tutti, democraticamente nella legalità costituzionale, deve essere amministrato contro le ammucchiate politico-partitiche e dal versante delle classi lavoratrici popolari e proletarie, antifasciste e comuniste, ove presenti. Insieme sì per il comune diritto alla salute, ma su piattaforme politiche opposte.
Giuseppe Romano  12/06/12, 11:00

I TRE GIORNI ROSSI

13,14 e 15 giugno

Ci fanno scannare mettendoci l'uno contro l'altro, mettono in opposta fazione lavoratori garantiti e non garantiti, si comprano i genitori ed isolano i figli, giovani contro adulti, riducono il diritto al lavoro ad una merce da comprare sotto ricatto, le politiche neoliberiste e capitaliste del Governo dividono per comandare nella riduzione degli spazi di democrazia reale. Servono nuove politiche industriali per combattere la crisi economico-finanziaria, serve garantire i diritti, estenderli, non certo cancellarli o ridurli. Bisogna rilanciare la crescita attraverso l'intervento pubblico: stanziare più risorse per la sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni, per la mobilità sostenibile, per modificare il piano di Finmeccanica. Invece vogliono cancellare il portato dell' art. 8 dello Statuto dei Lavoratori, quello che tutela la democrazia nei luoghi di lavoro, ci vuole una nuova legge sulla rappresentanza, in osservanza dell'art. 19 dello Statuto dei Lavoratori per il pluralismo sindacale, contro la precarietà si deve proteggere l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, serve contrastare la controriforma delle pensioni proprio mentre si rischia di non avere né un lavoro né, in prospettiva, una pensione. La contrattazione separata favorisce il liberismo anarchico e capitalista, mentre il ricorso al Contratto Nazionale difende i diritti di tutti i lavoratori e le lavoratrici. Per tutte queste ragioni nei prossimi giorni ci saranno mobilitazioni in tutta Italia, con iniziative a livello locale e nazionale, a difesa delle ragioni dei metalmeccanici e delle metalmeccaniche, in senso lato per tutte le classi popolari e proletarie italiane. Nell'attesa che una mia vicina, Laura, prenda la sua strada, quella per la Casa Circondariale di Fuorni (SA), ad esempio, mobilitiamoci convintamente nei tre giorni rossi: 13,14 e 15 giorni rossi.
Giuseppe Romano  08/06/12, 18:39

IL POPOLO DELLA FOTO AL POTERE

Contro la CASTA e per la sinistra politica

Una commentatrice in TV oggi ha, molto saccentemente a mio sommesso avviso, dichiarato che chi, soprattutto in tenera età, entra in certi meccanismi illegali ha due sensazioni: o quella di morire finendo ammazzato o quella di finire in carcere, il tutto seguito da una bella risata. Nessun riferimento ai certi meccanismi illegali, nessuna analisi sulle dinamiche che producono quegl'esiti negativi per la società. Semplice descrizione. Pure è una cosa, ma non basta. Guardando la foto in alto ravviso proprio in quel popolo che dice BASTA CASTA e nella soave espressione di quel viso non a caso in primissimo piano, in basso a destra per chi osserva, tutta un'analisi, tutt'un programma, tutto il modello politico vincente amministrativo de Magistris. Claudio Fava, per le regionali, può essere l'interprete del modello de Magistris in terra siciliana: portare quel popolo ben raffigurato in foto, la versione moderna del famoso quadro di Giueppe Pellizza da Volpedo tratteggiante il quarto stato, al governo della cosa pubblica. Non è certo un fatto personale ma ciò che le persone, quelle persone come de Magistris e Claudio Fava e il loro popolo ad esempio, possono incarnare attraverso posizioni politiche ben precise, ben collocate, chiaramente schierate da un parte sola: proprio quella di quel popolo nella foto.
Antonio Farinaccio  08/06/12, 13:59
Non si puo lavorare insieme con loro bisogna prendere in mano il nostro destino sono 151 anni e si ripetono gli stessi errori di sempre.
Cacciateli.De Magistris crediamo in te ma destra,sinistra, camorra e la stessa cosa.
Antonio
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