Deluso e dispiaciuto per Narducci >
del 18/06/2012
Anche in politica i sentimenti contano.
Voglio allora iniziare da questi.
Sono deluso e dispiaciuto sul piano umano della decisione e della modalità con cui l'assessore Pino Narducci ha deciso di lasciare il suo incarico in Giunta.
Pino era infatti un collega che stimavo ed anche un amico. Sul piano professionale e politico, nutro la stessa delusione e lo stesso dispiacere. Perchè questo ho provato nel leggere la lettera di dimissioni e le motivazioni che le sostengono.
L'ho scelto, infatti, perchè garantisse a questa amministrazione di essere totalmente impermeabile al crimine organizzato e alla corruzione, lavorando sul tema dei contratti e delle gare, terreno in cui da sempre si annida il rischio del malaffare e che alimenta il circuito criminale.
Su questo tema, quello che doveva essere il suo principale campo di intervento, non ho potuto registrare un significativo contributo da parte sua, tanto che personalmente sto operando per introdurre cambiamenti fondamentali su tale fronte e, ad oggi, l'ho fatto senza il suo apporto.
Doveva realizzare una struttura efficace contro la corruzione e il malaffare ma non ha portato nessun risultato in tal senso: il protocollo anticorruzione firmato col Governo e la riforma della macchina organizzativa, non a caso, sono il frutto dell'attività dall'amministrazione a prescindere dal suo contributo, mai arrivato.
Anche il potenziamento e il miglioramento dell'Avvocatura, che ponesse un freno alle spese superflue e inutili, non sono stati condotti in porto.
Molto, inoltre, avevo investito sul ruolo di Narducci in merito alla lotta all'evasione fiscale per favorire la riscossione tributaria, attraverso una sinergia fra il suo assessorato e la polizia municipale. Nessuna proposta politica rilevante anche da questo punto di vista.
Ecco la delusione politica che si affianca a quella personale e che speravo di superare, in vista di un nuovo anno di governo, grazie ad un rinnovato impegno da parte di un assessore in cui riponevo la massima fiducia professionale e personale, rilanciando la necessità di un suo intervento maggiore su questi temi.
Narducci è sempre stato coinvolto e ascoltato. Da me e da tutta la Giunta, la quale non è mai venuta meno al sentimento di rispetto e di fiducia nei suoi confronti. Così come mai è venuta meno la pratica del dibattito e del confronto sui provvedimenti e sugli atti dell'amministrazione, rispetto a cui si è sempre perseguito l'obiettivo di una sintesi tesa all'interesse della città.
Sulla vicenda della transazione con la Romeo Spa, abbiamo registrato anche il suo contributo alla stesura dell'atto deliberativo, nato con lo scopo di sfruttare al meglio il rapporto ereditato con il gestore. Le sentenze definitive infatti condannano il Comune al pagamento dei crediti. Si è dunque cercato l'accordo per far in modo che la Romeo incentivasse la vendita del patrimonio immobiliare consentendoci di ottenere la liquidità necessaria da impegnare negli investimenti, in un quadro politico nazionale che vede gli enti locali drammaticamente penalizzati dai tagli del governo.
Stesso spirito di salvaguardia dell'interesse pubblico ci ha guidati nella scelta dell'internalizzazioni dei lavoratori dell'Asia: si è deciso infatti di rompere con la politica dei subappalti privati che in questi anni ha alimentato la corruzione e l'infiltrazione, all'interno della pubblica amministrazione, soprattutto da parte delle mafie, garantendo in questo modo la pulizia della città che, non a caso, è da un anno libera dai rifiuti.
Infine il tema del bilancio, approvato in Giunta con l'unanime condivisione di dover tener conto di quanto rilevato dalla Corte dei Conti, come testimonia l'adozione di una delibera specifica a riprova che, pur nelle grandi difficoltà finanziarie ereditate, mai è stata offuscata l'attenzione verso l'accertamento della verità nei conti. Si tratta di provvedimenti presi sempre nel rispetto della legge, rispetto a cui questa amministrazione non prende e non prenderà mai da nessuno lezioni 'ex cathedra', soprattutto tenendo conto che la legalità non si strumentalizza a fine politico ma si pratica nell'interesse collettivo.
E' invece accaduto, e lo dico con grande amarezza umana, che l'assessore prendesse però le distanze dagli atti approvati a mezzo stampa, disconoscendo il confronto e la mediazione raggiunta con tutta la squadra di governo.
Probabilmente con l'intento di gestire in proprio la sua immagine sfruttando i media e privilegiando, quindi, il suo rapporto con i mezzi di informazione rispetto a quello con il sindaco, con cui non ha avuto il buon senso e il buon gusto di parlare nemmeno in questo frangente, nemmeno quando ha scelto di dimettersi, per altro con una tempistica che può anche lasciar pensare ad una volontà di colpire l'amministrazione in un passaggio delicato come quello che stiamo vivendo: la discussione e l'approvazione del bilancio in Consiglio Comunale.
Abbandonare la nave nel momento di difficoltà è semplice, ma non è un comportamento che può essere compatibile con la nostra sfida: dare a Napoli un nuovo volto, dare a Napoli una nuova speranza.
Non nascondo l'amarezza provata: per me era un assessore di punta e di riferimento, che ho difeso anche quando il suo operato era lesivo per la compattezza della stessa Giunta, oppure quando cozzava con la città dei diritti, soprattutto dei più deboli, che vogliamo realizzare.
E' accaduto spesso, infatti, che Narducci travalicasse il mandato dell'indirizzo politico spettantegli, interferendo con la legittima azione amministrativa, tanto da essere soggetto, seppur indirettamente, ad una sentenza critica in sede giudiziaria che ha infatti riconosciuto la legittimità dell'azione amministrativa stigmatizzando il comportamento dello stesso assesore.
Così come spesso è accaduto che declinasse la politica non come risoluzione dei problemi volta alla tutela dei più deboli nell'orizzonte della legalità e del diritto, ma come cieca intransigenza e furioso formalismo della norma, spesso paradossalmente accanendosi con i più deboli, arrivando a confondere legalità formale con legalità sostanziale, strumentalizzando politicamente il rispetto della legge e della Costituzione che devono necessariamente realizzare la giustizia sociale (penso a quanto accaduto con la vicenda di via Bologna).
Unica attenzione, infine, era da lui rivolta ad un 'certo modo' di intendere la polizia municipale, rispetto a cui il suo operato non sempre ha prodotto risultati apprezzabili, arrivando perfino a criticare, in totale isolamento, il progetto di pedonalizzazione del Lungomare, attuato con uno straordinario e meritorio impegno del corpo a cui va tutta la mia gratitudine.
Nonostante tutto, fino alla fine, fino ad oggi, anche in vista del raggiungimento di un anno di governo che deve spingere tutti, in primis il sindaco, ad una riflessione per il miglioramento, ho creduto fosse possibile un cambiamento nell'atteggiamento umano e nel comportamento politico, sperando si potesse arrivare ad una sintesi nell'interesse della città.
Certo non su quei valori e quei principi che non si perseguono solo in magistratura, ma anche e soprattutto in politica, quando la politica si realizza come noi la intendiamo: discontinuità col passato, legalità sostanziale, diritti di tutti, giustizia sociale.
Se ho citato correttamente, dichiaro di essere d'accordo con Narducci, perchè via Partenope pedonalizzata è tristissima, e l'albergo è bellissimo.
Cisarà pure una soluzione meno estrema per entrambi i casi! Oppure il Sindaco si è incaponito e non vuol fare concessioni al buon senso?
dubbiosa, ringrazio per l'attenzione
vitt manino
MASSA CRITICA E IL RUOLO DEL PENSATORE
L'intellettuale e la ricerca continua
L'intellettuale è una figura strategica di primaria importanza nel dipanare nuove politiche e pratiche inclusive di democrazia. Il grande PPP, Pier Paolo Pasolini, ebbe il merito di essere dotato di un pensiero autonomo e libero, onesto e progrediente. Si da il caso che il Sistema liberista e capitalista mi spinga più che a diventare una sorta di PPP una sorta di Pelosi. Naturalmente ognuno è una storia a se e nessuno è uguale ad un altro. In entrambi i casi ci sarebbe da preoccuparsi. Di PPP intendo apprezzarne la vivacità del pensiero e nient'altro. Di Pelosi è bene apprezzarne le caratteristiche cinematografiche e nient'altro. Ma dove stà scritto che per vivere bisogna mutuare per forza il peggio degli altri e non il meglio? C'è, invece, una sorta di forza occulta che soffia per alimentare il fuoco della instabilità emotiva al fine d'impedire quello che è il normale sviluppo politico e civile di un comune cittadino. Per me il senso dei commenti è più importante sia della loro forma, sia della loro portata persuadente. In realtà ciò che a me interessa è che possano servire a fare massa critica, l'unica cosa essenziale per determinare progresso. Come le scoperte scientifiche avvengono, talvolta, per caso, così anche una semplice parola può consentire a chi la legge o la sente di aprire nuovi scenari mentali, nuovi orizzonti concettuali, nuove prospettive politiche. E' ciò che è alla base della ricerca ed è ciò che è all'origine dell'innovazione in tutti i settori della vita.
LEGGE ELETTORALE
E programmi di governo.
Le cruente azioni del finanz-capitalismo impongono all'agenda politica nazionale una sana riflessione. E' vero, di liberismo capitalista, ormai si parla abbastanza. Si sa, ci sono i collusi, i corrotti, la zona grigia. Insomma, le solite storie, si dirà. No! Perchè bisogna capire cosa c'è dietro. Lo scenario! E lo devono capire le masse nella loro maggioranza. Facciamo un test alle forze politiche nazionali e vediamo chi è per il Memorandum della Troika e chi no. Chiediamo ai gruppi dirigenti dei partiti chi è per la rinegoziazione del debito pubblico verso le banche e chi, invece, è per la sua completa abolizione. Domandiamo chi è a favore del controllo pubblico sulle banche private e chi è per la loro nazionalizzazione senza indennizzo. Proviamo a vedere chi è per rimanere, con costi altissimi, nella NATO e chi, invece, intende investire quel denaro in ricerca e sviluppo ecocompatibile. Testiamo la volontà politica generale nel formulare una nuova legge elettorale rappresentativa e democratica che ancora non si vede all'orizzonte. Su tutti questi issues, temi da programma di governo, finirebbe, finalmente, la discrasìa dicotomica tra parole e cose, tra poesia e prosa nel dibattito politico. Il giudice erotomane che si vende per qualche escort e un pò di affari è solo l'aspetto residuale di tutti questi temi politici di assoluta rilevanza. L'Italia non può essere un porto franco per la legalità e la democrazia. Questa è la battaglia più dura, che tocca ai cittadini comuni combattere. La sanità è un bene collettivo che deve essere tutelato al di là dei tagli di bilancio indiscriminati. Gli intrecci fra massoneria, Servizi Segreti, manager corrotti, stimati commercialisti contigui alle forze dell'ordine e contemporaneamente venduti ai boss devono conoscere una opposizione di massa non più moderata, ma radicale come radicale è la loro offensiva contro la democrazia e i suoi protagonisti. Così il nemico di classe, stanato ad ascoltare indebitamente per colpire cittadini ignari e sinceramente democratici, sarà affrontato in pubblica piazza e colpito dalle masse senza mediazioni! La controffensiva politica popolare e proletaria riparta così. Dalle piazze alle urne.
IL LAVORO DELLE AVANGUARDIE
Per una nuova coscienza di classe collettiva
Nella vita chi si pone delle domande generalmente ha anche delle risposte ma non sa, fino in fondo, se siano giuste oppure parziali o sbagliate. Da quì nasce il dibattito. Sulla Diaz ciò a cui abbiamo assistito negli anni è che le responsabilità politico-criminali dei vertici della polizia nell'irruzione di stampo cileno degli anni '70 apparvero chiare a tanti osservatori attenti in quel momento e solo di recente hanno trovato conferma nella pronuncia della Cassazione. Oggi l'Onorevole De Gennaro è l'Autorità Delegata del Governo Monti nel Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, il che sottolinea e conferma una diffusa copertura politica generalizzata di quelle cruenti azioni e dei relativi responsabili. In Italia le due sinistre politiche, di governo e rivoluzionaria, sono intrinsecamente tra di loro alternative ma, per vincere le elezioni, divise non raggiungono, ad oggi, la maggioranza dei voti nel Paese. Ecco perchè c'è una parte della sinistra che intende andare a rimorchio di quella di governo: per battere le destre. Il che non è poco, vista la situazione. Una volta battute le destre si pone il problema del programma di governo. Questa è l'altra questione spinosa della faccenda. Ci si unisce per battere le destre, programma di minima, per poi fare cosa? Quel cosa è ciò che divide. Se quel cosa serve per battere le destre deve servire anche per governare stabilmente. La stabilità di governo è la successiva questione spinosa della faccenda. Da questo punto di vista il nodo politico resta irrisolto nella generale inconsapevolezza delle masse che ignorano questa verità e a cui rispondono, tendenzialmente, con un arretramento profondo della propria coscienza politica. Si salvi chi può e chi se ne frega più di tanto! E' quì che deve entrare in scena il ruolo delle avanguardie politiche per cercare la quadratura del cerchio, per elevare la coscienza delle masse al livello di verità e non per rimuovere la verità, come fanno le destre, per adattarsi alla coscienza data che è quella del finaz-capitalismo fallimentare delle classi dominanti. Se le destre comandano ed a volte ritornano, attraverso operazioni trasformistiche, a dettare l'agenda del Potere è perchè il lavoro politico delle avanguardie di massa è insufficiente o non riesce a passare nella coscienza collettiva della maggioranza del Paese. E' su questo che dobbiamo lavorare. E lavorare di più.
PROTAGONISMO POPOLARE E PROLETARIO
Issues al Potere!
Non era possibile dichiarare guerra alla Germania, passando direttamente da alleato a nemico, durante la Seconda Guerra Mondiale, e solo perchè si stava perdendo. Si ricordi quanto accaduto a Cefalonia, ad esempio. L'armistizio comunque reclamava la resa senza condizioni. Drammatico. Il Re, Badoglio e Supermarina spostarono l'asse e la Regia Marina fu spacciata. Questa è la Storia! Le due sinistre politiche, una di governo e una rivoluzionaria, in Italia, devono essere alleate o, tra di loro, alternative? Se devono essere alleate allora tutti nel PD. E il PD c'è. Se devono essere alternative allora tutti a sinistra del PD. E il contenitore di riferimento non c'è. Non si tratta di alchimìe, né di politicismo, e nemmeno di calcoli di bottega partitica, ma di strategìa politica e visione del futuro. Il problema che abbiamo tra le mani in Italia e in Europa è: come fare a superare questa fase neoliberista del capitalismo-mondo? Subito dopo ne deriva una seconda questione: è possibile superare crisi economica, crisi politica, crisi sociale ed istituzionale da sinistra? Quale sinistra? E' da quì che bisogna ripartire nell'ampio dibattito politico a livello nazionale. Serve dare una risposta politica credibile e di ampio respiro che, per gli Stati Socialisti Uniti d'Europa, cerchi di superare l'atomizzazone del corpo sociale che ha logorato e reso inefficace lo storico ruolo di mediatore dei partiti e dei sindacati tra società civile e istituzioni democratiche. Perchè la sinistra, storicamente, da sola è vocata alla sconfitta? Aver introiettato 30 anni di sconfitte politiche senza domandarsi il perchè di tanti fallimenti è il nodo politico da affrontare e superare con il dibattito attuale. A questo punto, perciò, le idee vanno chiarite. Primo: come il PD serve costruire il partito egemone alla sua sinistra e che ancora non si vede. Secondo: ed è questa la novità, serve, per combattere disaffezione e sfiducia nei partiti, chiamare il popolo, il corpo elettorale ad un nuovo protagonimo diretto: primarie, referendum, petizioni, mobilitazioni per temi, per issues, come direbbero gli Americani. I problemi della gente nell'agenda politica e le mobilitazioni tematiche la loro soluzione. Quello che vogliamo fare come gente comune lo dobbiamo dire e manifestare, poi trovare il consenso pubblico per realizzarlo. Solo così potremmo superare la lesione che esiste tra apparati di partito sempre più screditati e società civile di sinistra. Mentre in tutta Europa ci si divide tra partiti di sinistra e partiti di destra, in Italia ci si divide tra tutti i partiti e la società civile. Così non va. Ed è da quì che bisogna ripartire.
Un uomo potentissimo che unitamente al gruppo di potere organizzato dentro e fuori il PD -Antonio Bassolino - ha comandato a Napoli e nell'intera Regione Campania per oltre 20 anni costruendo inceneritori ed aprendo miriadi di discarica, all'improvviso viene colto da un malore che lo costringe ad un ricovero improvviso da bollino rosso in uno degli ospedali di frontiera del Comune di Napoli oggetto di tanta cronoca non proprio bella. Un uomo potentissimo, arrogante, presuntuoso che esercitava il potere guardando dall'alto verso il basso i cittadini considerandoli sudditi. L'esercizio del potere trasforma le persone, per conservarlo ed accrescerlo ha subito una trasformazione notevole, da sinistra verso destra.Ha condiviso e realizzato da governatore della regione campania il piano rifiuti di rastrelli che prevedeva inceneritori e discariche e niente raccolta differenziata e impiantistica industriale per il trattamento dei rifiuti. Quanto il potere svanisce questi vicerè ritornarnano umani, finiscono le alchimie e la geometrica ricerca delle alleanze per conservare e riprodurre il potere.Solidarietà umana all'uomo e giudizio sprezzante e negativo sul modo di gestire e conservare il potere in danno della democrazia e della partecipazione che questo signore e i suoi uomini e alleati hanno esercitato a Napoli e in Campania. Nessuna dimentica la Napoli piena di immondizia, la sanità da 4 mondo, l'emergenza criminale con centinaia di morti, bagnoli e Napoli est e nord lasciate in uno stato pietoso. Non ha lesinato un'attimo anche recentemente di schierarsi con Lettieri contro De Magistris e di sostenere dentro il PD tutte le posizioni politiche che vanno contro l'attuale amministrazione comunale scelta dai cittadini.Un pessimo amministratore del bene pubblico, questo è un giudizio politico che niente a che fare con gli auguri che tutti gli facciamo di una pronta guarigione.
EUROPEI DI CALCIO
Spagna campione.
Chi guarda lo spettacolo sportivo del torneo di calcio europeo ha una visione disincantata, da un lato, e dall'altro romantica. L'Italia ha pareggiato nella prima partita con la Spagna delle furie rosse, uno a uno. Il valore delle due squadre in campo ha espresso una equivalenza, l'equilibrio di un pareggio. Mi domando: come è stato possibile, nella sperata ma non scontata finale, osservare la Spagna prevalere per ben quattro gol a zero contro l'Italia? Cosa è accaduto? In pochi giorni gli Spagnoli sono diventati stratosferici e gl'Italiani brocchi, dopo aver eliminato Inghilterra e Germania? E' questo che non comprendo fino in fondo. Si dirà, visione romantica, che la palla è rotonda e ogni partita è una storia a sé. Aggiungo: magari! La Grecia fu sconfitta alla grande dalla Germania, allora significa che in una prossima partita la Grecia può sconfiggere alla grande la Germania? Quanta relatività! Visione disincantata! Razionalmente le società di calcio sono generalmente Società Per Azioni, SPA, con fini di lucro. Il mondo del calcio è un'industria con entrate ed uscite, bilanci, contratti, e quant'altro, nella piena logica liberista e capitalista, da questo punto di vista il disincanto aumenta a danno della visione romantica. Le emozioni, le passioni, le lacrime, lo slancio atletico, la trovata tecnica, la genialata tattica sono tutte cose che fanno parte di quella sovrastruttura dipendente, in maniera dialettica e non meccanicistica, dalle Società Per Azioni. Complimenti alla Spagna del calcio per la vittoria finale! Viva la paella come la pizza! Non possiamo dire, relativamente, altrettanto dell'Italia che, comunque, è da ringraziare per essere arrivata così in alto. Viva il calcio, sì, ma con razionale disincanto. Peccato per i nostri beniamini! Grazie Italia!
NOTA
Emotivamente e razionalmente esulto alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis! Grandissimo! Nel giorno in cui si è riunito il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal Sig. Presidente della Repubblica, Onorevole Giorgio Napolitano, dare pane al pane e vino al vino è un diritto-dovere civico, politico, etico, umano, morale d'indubbio valore! Parlare solo di soldi è miope quando non si ha una visione strategica e prospettica del divenire, della realtà nella sua essenza progrediente, degli obiettivi che s'intendono raggiungere. A cosa servono i soldi e parlare di essi se non sai come e dove andare? I giornalisti del calcio sono dei gran cafoni perchè sono interessati solo ai soldi! E' verissimo. Come sono, aggiungo, cafoni tutti quelli che si limitano a vedere il reale unicamente nella dimensione materialistica dei soldi! Grandissimo Presidente!
MANIFESTARE A VITA
Per non uccidere la speranza
Stai tranquillo, gentile lettore, è frutto esclusivo del mio sacco quanto scriva e commenti! Tra luglio e settembre, quando il caldo favorisce le ferie per chi può, si scatena l'offensiva di atti e provvedimenti legislativi da parte del governo e della sua maggioranza che, nella diffusa disattenzione delle masse, sprigionano tutta la loro potenza liberista e capitalista, antipopolare, antiproletaria, squisitamente di classe. Altro che vuoto di potere, in questo periodo si scatena la zampata decisiva nel relativo vuoto di opposizione reale nel paese. Il tutto è propeduetico all'autunno caldo. La scure dei tagli procede inesorabile: sanità, statali, esodati, scelte di produzione industriale sempre più orientate alla massimizzazione dei profitti a danno dei diritti dei lavoratori. E proprio quando la gente che può è al mare. C'è chi, al ritorno dalle vacanze, non troverà neppure il proprio lavoro ad attenderlo. Allora mi chiedo: si può immaginare di passare gran parte della propria vita in piazza, tra cortei e proteste, tra scioperi e rivendicazioni politico-salariali, tra occupazioni e blocchi stradali? Questo è il punto! L'alternativa al procedere inesorabile del governo e della sua maggioranza trova la sua realizzazione unicamente nella ciclica partecipazione di massa alle seriali manifestazioni pubbliche. Ripartire dal sud per rivoltare il paese è l'aspirazione delle masse, farlo concretamente è il difficile da realizzare. Disaffezione, sfiducia, pessimismo cronico caratterizzano i sentimenti di tanti che vivacchiano aspettando chissà cosa. Si tratta di seguire almeno l'ira dei sindacati: sciopero. E non ci stanno Santi! O così o niente! La strada è una sola: piazza, sciopero, via, contestazioni, strada, rivendicazioni politico-salariali, in una ciclicità che può durare pure tutta una vita. Come dire? Almeno uno lo dice che non è d'accordo. Vogliono toglierci anche quello. Vassalli del capitale? No, grazie!
ROMA HA VINTO!
Berlino no.
Abbiamo vendicato i Greci, Roma ha vinto! La straodinaria classe tecnica di Cassano ha posizionato sulla testa di Balotelli il primo pallone da gol: rete! Dopo un pò è arrivato il secondo gol su azione, lungo lancio di Montolivo e controllo in corsa di Supermario Balotelli che, ancora una volta, realizza in rete! I due gol su azione che sono bastati all'Italia per battere una Germania dell'unico rigore. Tecnica, tattica, spirito di squadra hanno confermato un vecchio adagio degl'Italiani residenti, per lavoro, in Germania: kartoffeln immer im keller, spaghetti immer in teller, che significa: patate, tanto care ai Tedeschi, sempre giù in cantina, gli spaghetti, simbolo degli Italiani, sempre nel piatto sulla tavola, in un posto d'onore, diciamo. Tedeschi giù, Italiani su. E così è stato. Lo spirito gladiatorio ha vinto, Roma ha vinto, i maestri del calcio si sono riconfermati gli Italiani, tifati dal resto del mondo, c'è da giurarci. Oracolare a favore della Germania è stato l'esercizio dell'arte del vaticinare, giocare e vincere contro la Germania è stato l'esercizio della valentìa tecnica e tattica della nostra scuola calcistica. Di primissimo ordine. Complimenti Italia! Ci hai regalato una bellissima serata all'insegna dello sport e della socializzazione di massa in festa scacciapensieri negativi e deprimenti. Grazie Supermario! Grazie Italia!
L'ORACOLO SPORTIVO
Italia contro Germania
Vaticinare non è una scienza esatta. E' un fatto tendenziale, è un fatto spirituale. Ci sono tanti motivi per ritenere verosimile una vittoria sul campo della Germania. Fare contento il Papa tedesco, per cui, questa sera, sul Vaticano sventolerà la bandiera a strisce orizzontali sovrapposte: nera, rossa e gialla. Non è mai successo, potrebbe accadere. Riaffermare il Gott mitt uns, infatti Dio è con il Papa. La Germania è oggi finalmente unita, dal dopoguerra. Sarebbe un modo per festeggiare nuovamente la riunificazione politica e territoriale. La guardiana dei cancelli davanti alle banche, pardon, la Cancelliera Angela Merkel, vincendo la Germania, potrebbe riaffermare il suo ruolo di capotreno della locomotiva economico-finanziaria tedesca. In tutte le competizioni ufficiali i maestri del calcio siamo sempre stati noi Italiani e i Tedeschi lo sanno. Potrebbe essere il giorno in cui la Germania si tolga finalmente lo sfizio e la soddisfazione di battere l'Italia, cosa stata storicamente sempre assurda. Che senso ha giocare la finale con la Spagna per noi Italiani se c'abbiamo già giocato all'inizio degli Europei e abbiamo semplicemente pareggiato? E' come ripetere una partita con le stesse squadre nello stesso torneo. Non c'è sfizio! Giocare col Portogallo già sarebbe una novità. Spagna contro Germania suona meglio in finale. Le ultime partite agli Europei hanno un pò annoiato gli spettatori perchè i ventidue attori del calcio in campo hanno praticato un noiosissimo possesso-palla, calci piazzati, marcature strette a uomo e qualche emozione. I contropiedi? Le azioni in velocità? Non se ne sono tanto viste. Che noia! Gli attori in campo si sono voluti troppo bene nelle ultime partite del torneo europeo e hanno giochicchiato fino al novantesimo per poi assegnare, con scarse responsabilità, al formale caso l'esito della partita. Noia e qualche emozione, giusto per accontentare gli spettatori. Il tifoso resta tifoso. I Tedeschi tiferanno Germania, gli Italiani tiferanno Italia che potrà prevalere principalmente da un punto di vista tecnico e tattico essendo gli avversari atleticamente molto forti. Vinca il migliore! Vinca la squadra che darà più spettacolo. Come nell'arena i gladiatori che dimostravano di volersi troppo bene venivano separati e affidati a combattimenti con le fiere, se non uccisi al momento, così se Italia e Germania faranno possesso-palla fino al novantesimo dovranno essere riempite di fischi! Vogliamo vedere il gioco, il bel gioco, aperto, leale, spettacolare e vinca chi sarà più forte! Viva lo sport senza condizionamenti politici ed economici allora sì che sarà una grande e bella partita di calcio stasera!
Se non ci sono motivi economici non vedo la logica di questa cosa.
Si può fare la manutenzione ordinaria della funicolare in giorni differenziati.Oppure bisogna favorire le lobbies dei tassisti il martedì ?(Scherzo), tanto il risultato di non potersi spostare il martedì ,se non con l'auto ,è che nessuno si muove,di tutto abbiamo bisogno in questa città ,tranne che vedere strade deserte!
AVANGUARDIE
E masse.
Nella teoria e pratica della Rivoluzione c'è una visione particolare che inquieta e lascia pensare. Le masse fanno la Rivoluzione? O, piuttosto, sono, storicamente, delle ridotte numericamente avanguardie altamente politicizzate che, preso il potere, trascinano le masse al governo? Le avanguardie lavorano per determinare un vuoto di potere costituito, da riempire, aggravando le contraddizioni del Sistema liberista e capitalista. La loro iniziativa tende a colmare il vuoto e a prendere il potere. In Grecia le masse non hanno prodotto la Rivoluzione perchè il momentaneo vuoto di potere è stato, relativamente presto, riempito con grandi operazioni economico-finanziarie internazionali, ai limiti del trasformismo. In Egitto il potere è stato preso a Morsi. I Fratelli Musulmani hanno finalmente preso il posto dei militari al governo. Quanto le elites delle moschee hanno influito per quest'esito? Moltissimo. Si può dire che proprio le avanguardie politico-religiose islamiche e musulmane hanno fatto detonare la Rivoluzione. La polarizzazione nel conflitto sociale ha pagato. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha successo perchè polarizza al massimo la sua politica. Non appena dovesse ridurre la sua polarizzazione in nome di alleanze politiche di governo perderà il suo fascino sulle masse e l'efficacia della sua proposta politica che si snaturerà nella compromissoria e inefficiente mediazione di eventuali alleanze per il governo. L'Italia del calcio ha normalizzato i conflitti sociali con la vittoria di rigore. Una metafora che indica al popolo italiano che di rigore si vince. Sembra un paradosso in quanto il rigore è sempre orientato verso le masse popolari e proletarie. Un rigore a senso unico. Il passaggio in semifinale è il ringraziamento che le elites di potere, le sovrastrutture politiche, fanno al popolo italiano per essersi piegato alle scelte di rigore economico-finanziarie della trojka. Festa, farina e forca, dove è la farina quella che scarseggia non in termini assoluti ma relativi, in terimini, cioè, di redistribuzione collettiva. Tutti in piazza a sventolar bandiere tricolori per la vittoria dell'Italia del calcio sì, non per uno sciopero generale ad oltranza perchè le elites politiche dominanti non vogliono. E le masse? Seguono, appunto. Acriticamente in prevalenza. Il pensatore no! Il pensatore, il filosofo, l'avanguardia intellettuale ragiona, critica, suppone, apre scenari, immagina prospettive, offre proposte alternative. Veni, vidi, vici è la logica delle classi dominanti. Quella di Cesare. Quale la logica degli schiavi dell'anno 2012? E' su questo che dobbiamo intellettualmente lavorare. Chi ha tempo pensi. Chi ne ha facoltà ragioni. Chi sente impellente l'esigenza di cambire in meglio l'Italia s'impegni. Le masse seguiranno.
SO DI NON ESSERE
Dunque sono.
Io sono completamente sconosciuto agli ambienti politici, locali e nazionali, perchè a livello locale e nazionale la casta mi ha anticipato, travolgendomi ed isolandomi, facendo nascere il problema, tenendomi squisitamente out. La casta coopta. La casta include arbitrariamente ed esclude. Da questo punto di vista l'oggettivo anonimato favorisce i giochi della casta che può fare e dire di me ciò che vuole, arrivando finanche a scrivere il mio destino. A tutto ciò si contrappone il fare massa critica che in certe zone del Paese viene scientificamente impedita. Non sono riconosciuto dagli ambienti politici perchè s'impedisce da un lato di costruire la mia storia politica e dall'altro non si vuole affatto che vi sia alcuna storia politica vivente da scrivere. Una volta cercai di entrare in una sezione di partito ma mi sussurrarono per strada che all'uscita sarei stato aggredito. Vero? Falso? Chi può dirlo? Resta il fatto di una gravissima intimidazione denunciabile solo così. Tu sei ciò che il Sistema liberista e capitalista nelle sue sovrastrutture giuridiche e politiche vuole che tu sia nel bene e nel male, questa è la sensazione che si prova nella mia condizione sociale e politica. Nessun politico, a livello locale, accetta mai di dialogare in maniera interattiva. Semplicemente non esisto. Perchè? Questa è la domanda che mi faccio ed a cui non trovo mai una risposta certa. E' la cifra dell'individualismo liberista e capitalista. E' la copia di un girone infernale dantesco. E' la misura di una incomunicabilità che non è profitto, non è denaro, non è banche, non è Potere. Solo se riuscirò ad essere interessante e strumentalizzabile, purtroppo, dalla casta esisterò, altrimenti finirò nel dimenticatoio della Storia, tra i marginali, tra gli ultimi della società, con gl'invisibili, proprio dove sono.
buona serata
-Rossi ha lavorato bene per questa città "difficile"poi se n'è andato quando ha constatato che era troppo difficile (questo è il mio retro-pensiero)...
-Vecchioni cosa ci sia venuto a fare non mi è mai stato chiaro,con tutto il rispetto avremmo avuto bisogno di ben altro,fantasticando penso a grandi cantanti o registi...ma quelli se ne stanno alla larga magari facendo i napoletani a Roma o Milano...che è sempre più comodo ;-)....beh così siamo tutti bravi !!
-Narducci è un altro caso ancora...ma in sostanza, pur se i dettagli non sono chiari a chi è al di fuori dai giochi,a me sembra che Narducci abbia mollato...sul più bello...
In sintesi :siamo tutti bravi a giudicare...questo sì ,questo no, questo l'avrei fatto così...ma poi chi si mette in gioco ...chi ci mette la faccia in questo periodo così tragico e difficile ???
p.s. sia ben chiaro non conosco Narducci..non ho sposato la sua causa ...però se volesse ritornare...verrebbe accolto a braccia aperte ? ;-)
Egregio Carmine Stabile, sono pronto a giurare sulla sua buona fede. Non fosse così ci sarebbe da rabbrividire al pensiero che, come lei scrive, “chi con condivide la linea dettata dal Sindaco” deve farsi da parte. E’ un teorema che fu caro ai grandi dittatori del passato che almeno avevano la giustificazione di dichiarare apertamente la loro dittatura. Ai nostri tempi di questo privilegio ne ha potuto godere solo Berlusconi. Riguardo al fatto che tale provvedimento sia “garanzia contro l’immobilismo” è vero solo nella misura in cui l’immobilismo (inteso come non rimozione) riguarda solo chi detta le regole. La democrazia è altro, è confronto ed anche scontro ma leale. La democrazia è anche educazione, quella che non ha avuto il tuo caro sindaco nel momento in cui, invece di spiegare “democraticamente” le vere cause che hanno portato alla rottura del rapporto tra i due limitandosi ad una incomprensibile quanto criptica accusa di aver fallito sulla legalità , ha tentato puerilmente di dileggiare “il suo caro vecchio amico” (?) rivelando urbi et orbi che gli aveva chiesto di collaborare con lui tramite un sms. Manco glielo avesse inviato con tassa a carico del destinatario.
Forse, molti non si aspettavano un Sindaco determinato e competente, pensavano di poterlo manovrare a loro favore.
Luigi de Magistris ha trovato una città che sembra uscita da una guerra, ora ci vuole un pò di tempo, risorse economiche ma, soprattutto, la collaborazione di tutta la cittadinanza ed questa la componente più difficile perchè una parte dei napoletani ama molto lamentarsi, poi, se le istituzioni si muovono, dà fastidio perchè non vogliono mettersi in discussione e cambiare le vecchie abitudini. La differenziata viene ritenuta un fastidio, spostarsi con la propria auto irrinunciabile.
Io sono contentissima dell'atteggiamento determinato del Sindaco perchè è vero che i cittadini vanno ascoltati purtroppo, però, a Napoli, spesso se cento persone si oppongono si ferma qualunque iniziativa. Invece, ora,si tiene conto, per quanto possibile, dei suggerimenti poi si decide e basta. Chi è contento bene chi è scontento si deve arrendere, fine delle diatribe.
Auguri Sindaco, buon compleanno e vai avanti.
Luciana
Buon lavoro Sindaco e le auguro di poter contare su collaboratori onesti e coraggiosi come Lei
Con Affetto.
Marco Tullio Cicerone
Grazie, chi vuol capire e andare oltre la faccia.
lei vuole cambiare Napoli avendo la mentalità di un napoletano, il piglio di un saccente, il fare di un arrogante.
Capre!
lei vuole cambiare Napoli avendo la mentalità di un napoletano, il piglio di un saccente, il fare di un arrogante.
io l'ho votata tanto per chiarire, e onestamente visti i suoi concorrenti sarei costretta a rivotarla ma....
lei mi sembra solo uno che chiacchiera troppo.
l'immondizia continua ad essere una minaccia, le discariche bruciano...ma noi "amm'scassat'" no?
la ztl del lungo mare?...bellissima se ci si potesse arrivare in tranquillità...
quella del centro storico? ha visto quante serrande si stanno abbassando complici la crisi e lei signor sindaco con "il teatro che mi scorre nelle vene" (da ciao Al)
Napoli come Barcellona con gli artisti in strada...a Gratis ovviamente.
la pista ciclabile che si riduce ad una pittata arancione (guarda caso...mi sembra un po' da dittatore ma ci rido su) su un marciapiede che non è più possibile percorrere a piedi. (ma dove le ha viste le piste ciclabili?)
lei dice che bisogna per forza fare così, che poi uno si abitua.
io a lei non riesco ad abituarmi, alla sua teatralità soprattutto.
al suo modo "gggiovane" di comunicare...a giovani che ha deluso.
per caso si è fatto un giro a Piazza Garibaldi a vedere che bel biglietto da visita presentiamo ai turisti?
nel calcolo della sua bellissima ztl al centro storico (che rende piazza dante e via duomo "deserte") ha tenuto conto di tutti gli studenti che pagano un fitto "a nero" e magari hanno un motorino e non riescono più a tornare a casa se non circumnavigando l'intero perimetro della città?
vogliamo parlare dei parcheggiatori abusivi che lei ha detto di voler eliminare?
com'è che al Policlinico vecchio (via del sole) ne vedo sempre tre...e la cosa più spaventosa è che a 10 mt c'è quasi sempre una pattuglia della Municipale?
perchè a Roma in centro pago un grattino di 1 euro (ho detto uno) fino alle 19
e a Via Costantinopoli (tra abusivi e barboni) devo pagare 2 euro la prima ora e 2 e 50 le successive?...
ha poi notato che le mutle della napoli park in via bellini non le elevano mai?
le devo raccontare la favoletta del parchggiatore e dell'ausiliare del traffico che si prendono il caffè e quant altro assieme?
lei non ne sa niente suppongo...
ma io non le credo.
vuole cambiare Napoli?
cominci a cambiare il suo modo di agire..finto-comunicativo.
uno che fa vedere di essere aperto al dialogo se la pensi come lui, sennò sei "inefficiente" "inadeguato" "inascoltabile"
ciao Al
Ecco il vero motivo delle sue dimissioni: in una perfetta cornice da “Gattopardo”, il sindaco Luigi de Magistris e, considerando la lettera di appoggio a lui dato da tutta la giunta (veniamo con questa mia addirvi?), chiedevano sì a Giuseppe Narducci di cambiare tutto, ma di farlo in modo che, in una città come Napoli, nulla cambiasse. E quell’accusa, poi, di “aver fallito sulla Legalità”. Sindaco, per favore, un po’ di serietà.
Ecco il vero motivo delle sue dimissioni: in una perfetta cornice da “Gattopardo”, il sindaco Luigi de Magistris e, considerando la lettera di appoggio a lui dato da tutta la giunta (veniamo con questa mia addirvi?), chiedevano sì a Giuseppe Narducci di cambiare tutto, ma di farlo in modo che, in una città come Napoli, nulla cambiasse. E quell’accusa, poi, di “aver fallito sulla Legalità”. Sindaco, per favore, un po’ di serietà.
Uno in meno.
Il Dott. Narducci è sicuramente persona perbene con un'esperienza da Mgistrato lodevole , penso semplicemente che la politica non è per tutti.
Da ciò che lei scrive, mi pongo e le pongo una domanda: se lei aveva ravvisato nell'assessore un comportamento discutibile, spesso non in linea con gli orientamenti della Giunta e addirittura dannoso per la comunità napoletana, perchè ha atteso le dimissioni volontarie e non lo ha sostituito subito?
Sono daccordo con lei che gli interessi dei cittadini vanno ben oltre i sentimenti personali e la mia domanda vuole una risposta coerente con questo pensiero.
Desidero precisare che non ho mai conosciuto questo assessore e poco mi interessa sapere se abbia torto o ragione e che chi le scrive è un napoletano che, pur vivendo da quindici anni a Roma, ama Napoli ed i Napoletani come pochissimi e si danna l'anima nel vedere ancora irrisolti i problemi di questa meravigliosa e fantastica città, unica al mondo.
Mi auguro che lei riesca a fare qualcosa di positivo e che la squadra che lei ha formato sia(?) la migliore!
Con affetto
In questa città è fondamentale ricordarsi che il rigore ed il rispetto della norma, anche a scapito di qualcuno, è un valore in quanto tale.
Lei ha ottenuto la sua nomina su una grande voglia di rinnovamento che faceva e fa fede principalmente sul bisogno, quasi disperato, di legalità ed il dottor Narducci di questo era garante.
Per il resto, come dice Pasquale qualche commento più sopra, morto un Narducci se ne fa un altro!
VIVA LA ZTL (PER ADESSO)