del 11/07/2012

Per questa amministrazione esiste una priorità: la tutela dei diritti dei bambini e nel contempo dei lavoratori, fondamento di uno stato democratico.

Per questo ci stiamo battendo, in sede di confronto col governo, per difendere le 350 lavoratrici precarie della scuola comunale di Napoli che vedono, a causa della questione dei limiti della spesa del personale, messo in pericolo il proprio posto di impiego.

Il rischio infatti è che a settembre, in assenza di una deroga, si possa verificare non solo la perdita di posti di lavoro, ma anche una drastica riduzione del tempo scuola per materne e asili nido comunali.

Il che provocherebbe una drammatica ricaduta sulle famiglie e in particolare sulle donne di questa città, le quali stanno già pagando doppiamente la crisi.

Questa amministrazione sin dall'inizio ha affrontato il tema dell'educazione proponendosi di ampliare l'offerta, aprendo nuovi asili, in modo da allineare Napoli alle esperienze delle più importanti città educative italiane.

I tagli costituirebbero dunque un colpo al cuore per gli sforzi dell'amministrazione.

Risulterebbe paradossale, poi, che mentre il Comune combatte contro la scarsa copertura del servizio di asili nido, il governo, che col piano di coesione promette risorse fondamentali a tal fine, lo costringa ad agire in senso contrario.

Per questo siamo fiduciosi che l'esecutivo si dimostri disponibile supportandoci in questo momento difficile e in questo sforzo democratico, come è quello di garantire il diritto essenziale di ogni bambino alla formazione e all'inclusione.

E' indispensabile dunque che il Governo conceda una deroga al limite posto dal patto di stabilità, considerato che la scuola materna comunale e gli asili nido sono, in questa città, il riferimento delle fasce sociali più deboli e vulnerabili e che la loro gestione pubblica ha consentito, fino ad ora, di mantenere il servizio economicamente accessibile ai più poveri, cosa che non accade in tante altre realtà.
Silvia Dima  13/09/12, 06:24
A quanto pare non vi sono state vittorie ma solo una prevedibile sconfitta che penalizza sopratutto le mamme che lavorano:
la retta del nido e' quasi raddoppiata (il nido comunale costa quanto il privato)
Le insegnanti della mia bimba ,giovani e tanto prepàrate ,dopo 8 anni di servizio ,spedite chissa' dove ............per cui stesso numero di bimbi ma meno maestre .
Mi riferisco al niido Fata Colorella , un oasi felice ,per i nostri figli.Grazie
Giuseppe Romano  23/07/12, 18:15
Godere di diritti, esercitare diritti, tutelare diritti, sanciti dalla legge, costa. Un parlamento e un governo di sinistra troverebbero le risorse per rendere effettivi i diritti. Qualunque parlamento e governo non di sinistra, ma liberista e capitalista, lascia all'individuo la capacità e la possibilità di godere, esercitare e tutelare i propri diritti. Diminuiscono i salari, per numero e consistenza, si riducono gli stipendi, manca sempre di più il lavoro per quantità e qualità e, quindi, i diritti vanno a farsi friggere. Ecco perchè serve una svolta politica di sinistra a livello parlamentare e di governo. Altrimenti la situazione diventa ancora più nera di quella che è, a livello collettivo, a livello generale di massa.
alfonso pescatore  23/07/12, 11:45
Buongiorno,
premesso che ho 52 anni e ritengo di essere un Napoletano Virtuoso anzi virtuosissimo perchè pago la tarsu da sempre e non faccio un sinistro da circa 30 anni con la mia auto.. ma veniamo al dunque ho deciso visto il traffico crescente in città di comprare uno scooter, niente di troppa potenza... un 150 di cilindrata che ho pagato 2.000 compreso di casco, bauletto etc. etc... bene ho fatto un preventivo per assicurarlo con la convenzione napoli virtuosa e mi esce fuori un preventivo di euro 3296.... ma... dico... sindaco l'iniziativa è ammirevole ma il 20% di sconto su una tariffa stratosferica è da ridere....
Giuseppe Romano  21/07/12, 19:16
Anzi, dirò di più: i comuni non virtuosi, viziosi, quelli che rasentano il codice penale, farei in modo di mandarli a casa, sciogliendoli, dall'alto, ove possibile, sinergicamente alla spinta politica popolare e proletaria di carattere elettorale. Penso che già si sia in tale direzione, sento che il trend sia questo: da SEL all'IDV, dal PCL al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
Giuseppe Romano  21/07/12, 18:47

I SINDACI DI CENTROSINISTRA DEL SUD

L'asse portante di una nuova classe dirigente nazionale e di un nuovo indirizzo politico popolare e proletario.

Chi meglio dei sindaci del Mezzogiorno e di area di centrosinistra, eletti direttamente dal corpo elettorale, può conoscere i problemi del Sud?! Chi meglio di chi vive il Sud può farsi suo rappresentante in sede parlamentare?! Quando una cosa la chiede un sindaco da solo rischia di non ottenerla. Quando la stessa cosa è chiesta al governo da tanti, tutti, i sindaci di area di centrosinistra del Sud il peso politico della stessa è tale da poter essere ottenuta: abbattere i tagli contro la spesa sociale dei comuni, specialmente quelli virtuosi. E' compito politico-amministrativo, quindi, dei sindaci di centrosinistra del Sud fare in modo che la loro gestione sia virtuosa e che il virtuosismo politico-amministrativo venga premiato in sede parlamentare e governativa. Oggi manca il governo politico del Paese che abbia tale indirizzo politico. Perchè un giorno sia possibile avere anche un governo nazionale che favorisca i comuni virtuosi occorre prepararsi coinvolgendo sinergicamente i sindaci del Sud, il movimento dei sindaci del Sud. Da Palermo a Gela, da Napoli a Salerno, da Bari a Cosenza. Siano i migliori sindaci del Sud l'avanguardia politica di un movimento intrapartitico ed interpartitico che sappia riscattare il Mezzogiorno e, per transitività, l'Italia intera, sfociando successivamente nella nuova classe politica di governo e nel relativo nuovo indirizzo politico. Il cittadino comune generalmente non ha voce, il sindaco sì, i sindaci in movimento possono dare luogo ad una corale, ad un concerto, che cancelli finalmente la decretazione d'agosto di un Parlamento e di un Governo che agiscono in maniera antipopolare e antiproletaria proprio allora, tra la disattenzione della gente. Chi, oggi, non ha voce l'avrà, in Parlamento e al Governo.
Giuseppe Romano  18/07/12, 10:48

LA SUPREMAZIA DEL LIVELLO POLITICO

La lotta delle masse per raggiungerlo.

La supremazia del livello politico nella gestione del Potere dello Stato è la caratteristica di ogni Sistema politico liberale, liberista e capitalista. Due vicende lo confermano: scuola Diaz, Genova G8 2001, e lo scontro senza precedenti tra il Quirinale e i magistrati siciliani che indagano sulla presunta trattativa tra Stato e Mafia. Rispetto ai fatti di Genova è stato evidente che punendo appena formalmente i poliziotti, da un lato, si è voluto punire e pesantemente anche i manifestanti, il vero obiettivo della strategìa del livello politico, senza voler tenere conto delle dinamiche causa-effetto, senza considerare chi e cosa abbia generato la folla in tumulto e chi ha subito il tumulto della folla, senza far capire chi il casino l'ha programmato a tavolino e chi ne è stato vittima. Dalla mattanza di Genova ne esce penalizzata se non sconfitta la giustizia, perchè quella di classe ha avuto la meglio. Un pò di pene simboliche per gli apparati di sicurezza dello Stato e mano pesante per chi ha danneggiato la proprietà privata. La proprietà privata, appunto, il dio di ogni ideologìa liberale, liberista e capitalista, proprio ciò che 300mila manifestanti intendevano mettere in discussione. La vita di Carlo Giuliani, il manifestante morto, e quella dei condannati per danneggiamenti, colpiti da pesantissime pene, sono apparse valere ideologicamente meno dei danni arrecati a beni mobili ed immobili. Chi si approria del presente e del futuro esistenziale di milioni di cittadini, attraverso scelte politiche di governo devastanti, è rimasto sostanzialmente impunito. Nel conflitto tra Quirinale e giudici che indagano sulla presunta trattativa tra Stato e Mafia appare evidente che la prima carica dello Stato intende prevalere in nome della supremazia del livello politico che rappresenta e che, in quanto tale, non intende essere condizionata da qualsiasi incrinatura (politica e giuridica) che possa mettere in dubbio facoltà (politiche) che la Costituzione prescrive. In sintesi: i giudici non invadano, attraverso la loro attività investigativa, il sommo livello politico rappresentato dal Quirinale. O le masse popolari e proletarie raggiungono il livello politico, attraverso il conflitto di classe e la democrazia, e ne diventano l'essenza (lo sspirito del livello politico) oppure nessun altro Potere può metterlo in discussione, nemmeno quello giudiziario. Ecco perchè la lotta continua, fino alla vittoria: livello politico=volontà generale delle masse popolari e proletarie.

Giuseppe Romano

pubblicato sul bolg di de Magistris
Giuseppe Romano  15/07/12, 22:11

CONTRO I BUFFONI DI REGIME

L'unità delle sinistre politiche

I movimenti rivoluzionari definiscono ufficiosamente buffoni quelli che appoggiano idealmente la guerriglia ma continuano a muoversi nel solco del riformismo politico. Quando una persona scopre che conduce una vita che nel frattempo passa e che non è molto dignitosa o adeguata alle proprie aspirazioni e capacità si pone il problema del perchè ciò sia possibile. I partiti di centrodestra ragionano sempre in termini feudali: prima la riconoscenza e poi l'ambizione. Le masse popolari e proletarie, invece, dovrebbero rivendicare prima l'ambizione e poi la riconocenza che, al massimo, dovrebbe andare alle proprie lotte e ai propri sacrifici. Il Potere, al contrario, ti pone tutto in un meccanismo di do ut des, proprio come nel Medioevo: in cambio della tua sottomissione esistenziale e politica ti lancio qualche mollica di benessere. Lo scambio è sempre diseguale ed è sempre a vantaggio del dominus, di chi tiene banco, di chi comanda, di chi sa perchè compra i canali di comunicazione pubblica e privata, di chi può esercitare in regime di monopolio violenza impunemente, di chi ha Potere, prima economico-finanziario e poi politico. Lo scambio fondato sul ricatto è la chiave di lettura prevalente delle relazioni interpersonali tra cittadini e tra cittadini e Potere. A chi mi chiede d'impazzire senza spiegare anche perchè vorrei opporre una mobilitazione popolare e proletaria che non sia contemplata nell'ottica dei buffoni ma, radicalmente parlando, nella visione rivoluzionaria ed insurrezionalista. Alt! Ciò non è possibile! Perchè per definizione o un movimento rivoluzionario trionfa oppure, al contrario, viene stroncato sotto tutti i punti di vista: dalle minacce agli arresti, dalle offese alle aggressioni fisiche tipo 10 contro 1, dall'isolamento all'omicidio, magari mascherato per incidente. E' dalla soggettiva consapevolezza di queste dinamiche socio-politiche che nasce l'oggettiva sofferenza che è prima mentale e poi fisica. Lo stolto, completamente stolto, campa cent'anni, si suol dire, perchè non capisce niente, non ha consapevolezza. Lo stolto non lo invidio al contrario di quanti, nonostante una sostanziale consapevolezza, fanno finta di niente. I buffoni, appunto. Le risate grosse e grasse delle peripatetiche di quartiere, per strada o dai balconi o dalle finestre, rappresentano la cifra formale di un disagio vissuto quotidianamente che ferisce e chiede risposte il più possibilmente razionali. Se ti comporti bene tutta la vita avrai una ricompensa nell'altra, recita un brocardo pubblicitario. Credo che sia un pò troppo poco, a dire il vero. Sarebbe meglio ricevere il centuplo quaggiù e, semmai, ma con calma e il più tardi possibile, la salvezza nel Regno dei Cieli. Ma guarda un pò! Rivendico l'unità delle sinistre politiche!
Giuseppe Romano  14/07/12, 20:47
Generalmente sono suggestionato dalle cause che spingono la folla in tumulto, non del tumulto in se, perchè difficilmente mi lascio suggestionare dalla folla, men che meno in tumulto. Anzi, ciò che mi suggestiona di più, è capire come fare per portare la folla in tumulto al Potere. Democraticamente, naturalmente. Ma cosa fare quando la Democrazia pare limitata, bloccata, inficiata da condizionamenti che tanto democratici non sono? Ecco il problema di fondo per la sinistra politica. Da risolvere. Magari con le elezioni politiche.
Giuseppe Romano  13/07/12, 17:04

LA LEZIONE POLITICA DEL G8 DI GENOVA DEL 2001

Per chi non l'ha capita ancora.

Ma lascia stare! I cani si arrabbiano! Una volta, da sinistra, si sarebbe detto: liberale sarà lei! Oggi tutti, anche a sinistra, si dicono liberali. La cultura che è alla base dello Stato di diritto è una cultura liberale, quindi liberista e quindi capitalista. Non incartiamoci sulle parole e cerchiamo di chiarire i concetti. Modestamente. Oggi la cultura dello Stato di diritto è la cultura liberale delle migliori democrazie. Fermi! Lo Stato applica il diritto, attraverso le sue sovrastrutture giuridiche, che viene prodotto dalle sue sovrastrutture politiche che sono emanazione della struttura economica liberista e capitalista del Sistema. Tutto ciò in linea teorica, perchè in pratica è la struttura economica liberista e capitalista che tende a negare, attraverso le sue sovrastrutture giuridiche e politiche, il suo stesso diritto positivo, le sue stesse leggi, i suoi stessi principi costituzionali. A Genova nel 2001, in occasione del G8, ci fu la manifestazione plateale del conflitto di classe relativo alla struttura liberista e capitalista del Sistema. La repressione che ne seguì fu dovuta alla necessità politica di soffocare questa verità che avrebbe potuto conquistare le masse popolari e proletarie in funzione antisistema liberista e capitalista. Negare l'istituzione della Commissione Parlamentare d'inchiesta sui crimini della polizia, braccio armato delle sovrastrutture giuridiche e politiche del liberismo capitalista, è la logica conseguenza di quella necessità politica che, per essere efficace ed efficiente, doveva godere anche della relativa copertura in termini d'immunità e d'impunità politica e giuridica. Lo Stato di diritto, negando il suo stesso diritto formale, figlio della cultura liberale propria dei Paesi liberisti e capitalisti, abdica al suo ruolo di mediatore del conflitto di classe e subisce il dominio della struttura economica liberista e capitalista internazionale schiacciando nel sangue gli issues dei movimenti popolari e proletari in manifestazione pubblica. Criminalizzare i movimenti di protesta antiliberista e anticapitalista e arrivare addirittura a chiederne le scuse, come ha fatto l'Onorevole Di Pietro dell'IDV, significa contribuire a quella copertura politica di quella necessità illustrata in precedenza che è fondata sulla negazione della verità di matrice strutturale, il conflitto di classe, e sovrastrutturale, di matrice politica e giuridica. Che il PCL avesse, anche in questo caso, ragione? Può sembrare scomodo ma pare proprio sì! Invece di arrabbiarsi certe sinistre politiche in Italia farebbero bene a considerare la natura del conflitto di classe e la strategìa politica per il suo superamento. Allora sì che conosceremo giorni migliori. E quelli vissuti a Genova non furono di certo i migliori.

Giuseppe Romano
Giuseppe Romano  12/07/12, 10:56

CONTRO IGNORANZA E SILENZIO

I pilastri del Potere.

E sempre l'ignoranza fa paura e il silenzio è uguale a morte. Ignoranza e silenzio sono i pilastri su cui si basa l'esercizio del Potere. Se tutti sapessero, se tutti parlassero il Potere non avrebbe ragione dei suoi abusi. La Giustizia farebbe meglio il proprio corso e tanti ragazzi e ragazze non finirebbero in malo modo. La conocenza, la cultura salva, l'ignoranza rende schiavi e vittime del Sistema. Mai più ignoranti! Mai più servi del Sistema! No ai tagli indiscriminati funzionali al capitale!
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