del 23/07/2012

Un sindaco si aspetta che un ministro della Giustizia metta in campo tutte le iniziative possibili per rafforzare le strutture giudiziarie che operano contro il crimine e il crimine organizzato, invece il ministro Severino agisce in senso contrario, si veda il provvedimento della spending review in materia.

Come sindaco di Napoli non posso accettare la legalità predicata, cioè esplicata solo per mezzo di parole roboanti che poi trovano smentita nei fatti, cioè nelle scelte politiche operate che certo non sostengono l'attività giudiziaria.

Come sindaco di Napoli non posso accettare che queste parole roboanti precipitino dall'alto e da Roma mentre sul territorio e in prima fila ci sono le istituzioni, le associazioni e gli stessi cittadini che lavorano, tra mille difficoltà ma con grande coraggio, per un cambiamento etico-politico che vedo in parte già iniziato.

Un tema importante, su cui si dovrebbe compiere una riflessione collettiva, è anche quello relativo ai luoghi comuni e agli stereotipi che infarciscono ancora oggi alcune descrizioni di Napoli, perfino da parte di esponenti politici ed intellettuali raffinati che avrebbero tutti gli strumenti per sapere che questa città non è la periferia etico-politica del pianeta e che è stanca di essere dipinta come tale, poiché sta realizzando un cambiamento che è tangibile anche semplicemente visitandola.

Ma forse è proprio questo cambiamento che ad 'alcuni' non piace e che li spinge a rappresentazioni non veritiere della nostra città, che strumentalmente vorrebbero restasse sempre 'sott'acqua' perché la crescita di Napoli, capace di far da traino alla riscossa dell'intero Sud, è una minaccia agli interessi in alcuni casi lobbistici e, mutatis mutandis, anche un po' para-leghisti.
fulvio imparato  30/07/12, 11:06
parole sante
gianfranco iacobelli  26/07/12, 22:26
Perfettamente d'accordo.
Avv. Gianfranco Iacobelli.
marius  23/07/12, 20:26
Da scritti del genere (sempre più frequenti) si intuisce perchè il sindaco Luigi de Magistris ce l'ha su con il "governo delle banche": le sue chiacchiere e tabacchiere il Banco di Napoli non le impegna.
Giuseppe Romano  23/07/12, 19:12
Il Ministro della Giustizia di un Governo, Monti, liberista e capitalista pensa ed agisce secondo una logica ben nota, ben chiara, ben evidente.

Garantire i diritti costa. Un parlamento e un governo di sinistra, non liberista e non capitalista, troverebbe le risorse necessarie per garantirli. Un parlamento e un governo liberista e capitalista lascia all'individuo la capacità e la possibilità di esercitare e tutelare i propri diritti.

In barba al dettato della Costituzione e delle leggi dello Stato di diritto, pur sempre borghese, il liberismo capitalista di governo opera secondo una visione classista che penalizza le masse popolari e proletarie, specialmente sotto il profilo delle garanzie democratiche e dei diritti.

Il TAV, la TAV, ciò che accade a Chiomonte in Val di Susa è la patata politica bollente di tale contraddizione: gli interessi di classe del liberismo capitalista contro gl'interessi delle classi popolari e proletarie. Un conflitto che nella logica di questo governo può essere risolto unicamente con lo sgombero forzato di chi protesta, anche violentemente, contro il cantiere.

La violenza è insita nel Sistema liberista e capitalista, è endemica e fa riferimento al conflitto di classe, all'antagonismo strutturale tra le classi sociali che solo in sede politica democratica può essere affrontato. In questo caso si nota che il conflitto tende essere semplicemente ad essere rimosso, soffocato, cancellato, sgomberato, appunto.

Il problema è dunque la democrazia e i suoi meccanismi di funzionamento. Dalla critica del Sistema liberista e capitalista al suo superamento.

Non è certo riducendo gli spazi di esercizio di democrazia, attraverso l'unico strumento della repressione, che si produce progresso. E il progresso non può essere unicamente quello funzionale al liberismo capitalista e alle sue classi dirigenti politiche.

La questione TAV può essere affrontata e risolta unicamente da un parlamento e da un governo di sinistra che sappia coniugare tutela dell'ambiente e diritti costituzionali in una logica antiliberista e anticapitalista. Solo in quel caso potremmo, da citadini comuni, accettare le parole di un Ministro della Giustizia e solo in quel caso potremmo riscontrare coerenza tra annunci verbali e voti per atti parlamentari e di governo.

Abbi pazienza Sindaco e lotti in termini di Resistenza Democratica.
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