“Per Berlusconi il Parlamento e' un grande discount dove i deputati sono merce che si ...
* Dibattito sullo Stato dell'Unione col Presidente Barroso &n...







La principale giustificazione della partecipazione occidentale alla guerra in Afghanistan – perché di guerra si tratta, non certo di una missione di pace – è stata quella della lotta al terrorismo e, quindi, ai signori della guerra, talebani in testa. La situazione appare ogni giorno più complessa. Troppi affari sporchi gli occidentali stanno facendo in Afghanistan. La Commissione controllo bilanci del Parlamento europeo, che presiedo, ha aperto un dossier sulla gestione dei finanziamenti pubblici destinati negli anni della guerra. Fiumi pieni di denaro. I primi accertamenti evidenziano danni agghiaccianti. Circa il 70% delle somme non sarebbero mai pervenute alle autorità governative afghane. I soldi sarebbero stati prosciugati dalle centrali internazionali della corruzione in mano a società e persone operanti in Occidente. Denaro pubblico destinato alla ricostruzione, ma in raffronto alle risorse formalmente inviate, si hanno poche tracce di scuole, edifici pubblici altrettanto, infrastrutture idem. Soldi destinati alla sicurezza, ai trasporti militari e alla formazione delle forze di polizia che sembrerebbero controllati, almeno in parte, dagli stessi signori della guerra. Quindi, alla fine, talebani finanziati dallo stesso Occidente. Per non parlare del controllo del mercato della droga che appare ancora in mano a trafficanti pericolosissimi. La guerra come occasione per fare profitto, così come le calamità naturali e le tragedie sono motivi per condurre affari e trarre guadagno. In questo contesto si inserisce la pervicacia con cui il Governo italiano insiste per la partecipazione al conflitto afghano, in un contesto sempre più torbido. Si comprende forse meglio sia la privatizzazione del ministero della Difesa -la Difesa Spa tanto voluta dal berlusconiano La Russa- sia l’aumento delle esportazioni di armi dal nostro Paese per circa 3 miliardi di euro, solo per commesse di Finmeccanica. Società sotto inchiesta per grumi di potere politico-imprenditoriali. Affari, sempre affari. Cricche nazionali ed internazionali. In Afghanistan ogni giorno muoiono tanti bambini e si registra un tasso di mancata alfabetizzazione infantile intollerabile se si tiene conto della quantità di risorse ivi destinate per la tutela dei più deboli. Si muore ancora per fame. Eppure miliardi di dollari e di euro sono stati destinati a questo Paese e sembrano essere serviti per arricchire le corruzioni dell’opulento Occidente e i signori della guerra: questi ultimi spesso a braccetto, anche se formalmente in conflitto gli uni contro gli altri. Il malaffare, del resto, è un collante che tiene uniti. Quanto importante allora è la battaglia per la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici? E’ qui che si annida il principale bubbone che unisce politici, imprenditori, faccendieri, mafie e, come in questo caso, signori della guerra. Con le tragedie teatro in cui costruire ragnatele di malaffare e non ricostruzione di profonda solidarietà.