Guerra e corruzioni
da Agenda Rossa del 18 luglio 2010

La principale giustificazione della partecipazione occidentale alla guerra in Afghanistan – perché di guerra si tratta, non certo di una missione di pace – è stata quella della lotta al terrorismo e, quindi, ai signori della guerra, talebani in testa. La situazione appare ogni giorno più complessa. Troppi affari sporchi gli occidentali stanno facendo in Afghanistan. La Commissione controllo bilanci del Parlamento europeo, che presiedo, ha aperto un dossier sulla gestione dei finanziamenti pubblici destinati negli anni della guerra. Fiumi pieni di denaro. I primi accertamenti evidenziano danni agghiaccianti. Circa il 70% delle somme non sarebbero mai pervenute alle autorità governative afghane. I soldi sarebbero stati prosciugati dalle centrali internazionali della corruzione in mano a società e persone operanti in Occidente. Denaro pubblico destinato alla ricostruzione, ma in raffronto alle risorse formalmente inviate, si hanno poche tracce di scuole, edifici pubblici altrettanto, infrastrutture idem. Soldi destinati alla sicurezza, ai trasporti militari e alla formazione delle forze di polizia che sembrerebbero controllati, almeno in parte, dagli stessi signori della guerra. Quindi, alla fine, talebani finanziati dallo stesso Occidente. Per non parlare del controllo del mercato della droga che appare ancora in mano a trafficanti pericolosissimi. La guerra come occasione per fare profitto, così come le calamità naturali e le tragedie sono motivi per condurre affari e trarre guadagno. In questo contesto si inserisce la pervicacia con cui il Governo italiano insiste per la partecipazione al conflitto afghano, in un contesto sempre più torbido. Si comprende forse meglio sia la privatizzazione del ministero della Difesa -la Difesa Spa tanto voluta dal berlusconiano La Russa- sia l’aumento delle esportazioni di armi dal nostro Paese per circa 3 miliardi di euro, solo per commesse di Finmeccanica. Società sotto inchiesta per grumi di potere politico-imprenditoriali. Affari, sempre affari. Cricche nazionali ed internazionali. In Afghanistan ogni giorno muoiono tanti bambini e si registra un tasso di mancata alfabetizzazione infantile intollerabile se si tiene conto della quantità di risorse ivi destinate per la tutela dei più deboli. Si muore ancora per fame. Eppure miliardi di dollari e di euro sono stati destinati a questo Paese e sembrano essere serviti per arricchire le corruzioni dell’opulento Occidente e i signori della guerra: questi ultimi spesso a braccetto, anche se formalmente in conflitto gli uni contro gli altri. Il malaffare, del resto, è un collante che tiene uniti. Quanto importante allora è la battaglia per la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici? E’ qui che si annida il principale bubbone che unisce politici, imprenditori, faccendieri, mafie e, come in questo caso, signori della guerra. Con le tragedie teatro in cui costruire ragnatele di malaffare e non ricostruzione di profonda solidarietà.

 24/07/10, 11:17
c'è qualcosa o qualcuno che sottrae al testo scritto vocali e consonanti, non è errore di battitura.
Mi chiedo perchè.
Giuseppe Romano  24/07/10, 09:49

ANCORA SULLA FIAT

La FIAT delocalizzi, seguendo la sua logica strategica, in Africa. Se il suo problema è abbattere il costo del lavoro. Vitto e alloggio rappresentano un manna caduta dal cielo per milioni di africani. Davvero!
In realtà, se una volta di cantava : PRIMO MAGGIO, BANDIERE ROSSE AL VENTO, UCCIDONO UN COMPAGNO, NE NASCONO ALTRI CENTO, in riferimento alla repressione delle lotte operaie, oggi pare che la musica è cambiata e la canzone è diventata : BANDIERE NERE AL VENTO (al massimo tricolori), ARRESTANO UN MAFIOSO, NE NASCONO ALTRI CENTO. Rivendicare un socialismo "italiano" rischia di significare scivolare su posizioni da socialismo nazionale, il che è alquanto inquietante. Non so se mi spiego?! Contro le mafie, italiane e straniere, socialismo sì, ma internazionale!
Roberto Misiano  24/07/10, 08:39
Oggi tutti intenti a parlare delle guerre fuori territorio e si tolgono un sacco di risorse economiche al nostro paese per finanziare le missioni in quei luoghi e poi si parla di missioni di pace e ci ritroviamo a dover contare i morti dei nostri militari caduti in guerra ; forse nessuno riesce a comprendere effettivamente cosa stia succedendo nel nostro paese, sembrerà strano, ma vi garantisco che noi siamo già una nazione invasa e occupata da molto tempo ormai e se si usasse un po’ di materia grigia molti si renderebbero conto che i fatti sono molto più devastanti di quanto in realtà potrebbe sembrare – il fatto che in molti non se ne rendono conto è perché fin dalla storia remota dell’uomo le guerre si sono combattute sempre con le armi e quindi in mancanza di tale ingrediente nessuno comprende che c’è stato e continua ad esserci nel nostro paese un fenomeno strategico militare di invasione e di appropriazione del nostro territorio da parte degli stranieri cinesi che con molta intelligenza e in maniera silenziosa invece delle armi hanno usato e continuano ad usare indisturbatamente il contante per invaderci e conquistare man mano la nazione e parliamo dell’intera nazione a partire dal Nord(vedi chanataon) all’ultima spiaggia desolata del Sud (vedi Ionica),quindi i risultati di questa atroce e silenziosa guerra oggi sono più tangibili che mai e soprattutto palesi, in effetti le grandi e piccole imprese italiane sono in ginocchio e falliscono giorno dopo giorno e i morti per i suicidi di gente disperata portata all’elemosina perché rimasta disoccupata a causa di questi fallimenti con i relativi licenziamenti sono ormai altrettanto quotidiani e assurdamente regolari e spesso anche i proprietari finiscono per togliersi la vita a causa della disperazione di non poter pagare i dipendenti. Naturalmente è impossibile da parte dei commercianti italiani competere con i prezzi sottocosto dei negozi contraddistinti dalle “Palle Rosse Infuocate”cinesi che come per incanto vendono intorno ad una media dei € 5,00 i loro prodotti e parliamo dall’abbigliamento agli accessori di elettronica e comunque come oggi nelle loro fiorenti catene di commercio ,sempre in via d’espansione, si trova tutto dalla A alla Z – al contrario i cittadini e imprenditori italiani ormai sconfitti e demoralizzati nemmeno “osano” più aprire qualche attività sapendo di finire schiacciati da questa guerra politica-economica e di competizione assurda che sembra aver incentivato in maniera brillante il mondo cinese e messo in ginocchio il nostro “venduto paese” . Come dicevo per chi non si sia ancora reso conto siamo dinanzi ad una guerra intelligente e silenziosa di occupazione e di conquista del nostro territorio da parte di un popolo che non capisce la nostra lingua quando gli conviene non capirla ma che in realtà anche questo è una caratteristica loro di strategia per conseguire la meta finale, pensate loro non ci capiscono , hanno difficoltà con la nostra lingua eppure in un paese di nemmeno 10.000 abitanti hanno più di 70 esercizi commerciali ed soprattutto ubicati nei migliori e grandi edifici punti vendita, cosa che molti italiani si sognerebbero di fare pur essendo nati e cresciuti in Italia. Ma dico io i nostri politici cosa gli passa per la testa e soprattutto che strani accordi hanno intrapreso con i signori politici cinesi ,eppure è abbastanza evidente la catastrofe che si sta realizzando a causa degli effetti di questa nuova forma di guerra. Credo in tutta sincerità ci fosse una sola persona che abbia rispetto del paese e profonda dignità di essere un cittadino italiano e soprattutto di presiedere al governo riuscirebbe a cambiare questa tendenza di occupazione e di conquista nell’arco di un mese salvando il nostro paese da una sconfitta ormai certa e sicura. Forse non ci si sta rendendo conto della gravità e soprattutto saper dare una giusta interpretazione a questo schiacciante problema tradotto in povertà e miseria con le conseguenti morti per noi italiani e al contrario enorme espansione di potere e di ricchezza per loro , di questo passo possiamo stare tranquilli che a breve la bandiera italiana sarà sostituita con l’ormai classica e conosciutissima “palla rossa di fuoco”, simbolo di potere e di conquista del nostro territorio e dei nostri mercati da parte del mondo cinese. Forse ancora si potrebbe salvare molto ma per farlo ci vuole la volontà da parte di chi ha il potere e il dovere di intervenire ,ma a me sinceramente sembra che il problema sta proprio nel fatto che questa volontà sia orientata in senso opposto che porterà sicuramente a breve la nostra acquistata nazione a toccare il “fondo estremo”.
Distinti saluti da
Roberto .
Giovanni Esposto  23/07/10, 23:40
Se Di Pietro abbandonasse tutti gli immobili comprati a Roma durante le sue candidature saremmo un pò più tranquilli non catalogandovi come gli altri politici.
Giovanni Esposto  23/07/10, 23:37
Se Di Pietro abbandonasse tutti gli immobili comprati a Roma nel periodo delle sue candidature potremmo anche a volte pensare un pò meglio di voi non catalogandovi come gli altri.
Giuseppe Romano  23/07/10, 19:32
... mentre l'esercito israeliano contro i pacifisti ferma e rilascia Luisa Morgantini, attivista per la pace ed ex vice-presidente del Parlamento Europeo... vedi : http://www.liberazione.it/news-file/Israele--esercito-contro-pacifisti--Fermata-e-rilasciata-Luisa-Morgantini---LIBERAZIONE-IT.htm

occorre

PREPARARE L’OCCUPAZIONE DEGLI STABILIMENTI FIAT, A DIFESA DEL LAVORO.

La Fiat ha aperto la guerra al movimento operaio italiano. Deve trovare pane per i suoi denti. Non contenta di chiudere Termini Imerese, di liquidare i diritti costituzionali degli operai di Pomigliano, di riesumare i licenziamenti politici e la rappresaglia, la “borghesia buona” minaccia di fatto lo smantellamento di Mirafiori per inseguire i salari serbi da 400 euro e le regalie fiscali di Belgrado. Sergio Marchionne, fustigatore “morale” del fantomatico “assistenzialismo improduttivo” di Pomigliano, rincorre come sempre l’assistenza dello Stato, alla ricerca del miglior offerente: in Italia, in Usa, in Serbia. Le ricchezze della Fiat si appoggiano sul supersfruttamento degli operai e sulle risorse pubbliche, pagate dai lavoratori di mezzo mondo. Mentre crescono i dividendi per gli azionisti. E’ la misura del parassitismo del capitalismo.

Proponiamo a tutte le sinistre politiche e sindacali di preparare una risposta all’altezza della sfida. Non contestiamo investimenti esteri, perché non partecipiamo alla guerra tra lavoratori italiani, serbi, americani, ad esclusivo vantaggio della Fiat. Semplicemente diciamo che nessun posto di lavoro Fiat va toccato: né in Italia, né in Serbia, né negli Usa; che è necessaria la ricerca di un unità di lotta tra i lavoratori Fiat dei diversi stabilimenti e dei diversi paesi, come richiesto da operai polacchi di Tichy, per definire una piattaforma comune; che il lavoro che c’è nell’industria automobilistica va ripartito tra tutti, con la riduzione dell’orario a parità di paga; che a parità di lavoro deve corrispondere parità di salario in tutti gli stabilimenti Fiat, al livello più alto.
L’occupazione operaia degli stabilimenti Fiat, in Italia, è la forma di lotta necessaria a sostegno di questa prospettiva di svolta.

Non è più tempo delle chiacchere o di iniziative rituali. Come ha dichiarato Callieri, ex dirigente del Lingotto, “a volte serve la mano pesante”. Ha ragione. Alla mano pesante della Fiat va contrapposta la mano pesante dei lavoratori. Il risultato del No a Pomigliano, la ripresa di lotta operaia in queste settimane negli stabilimenti Fiat dimostrano dopo tanto tempo l’affacciarsi di una nuova generazione e di nuove energie. I timori di Marcegaglia per “i rischi di conflitto”, le preoccupazioni di Sacconi per il clima sociale, le paure di Bonanni e del PD, sono la misura delle potenzialità di un’esplosione sociale alla Fiat, e di una più generale ribellione operaia.

Il prossimo autunno può riservare brutte sorprese al padronato italiano.

Il PCL lavorerà in questo senso con tutte le proprie forze. Con la consapevolezza che solo una rivolta operaia può aprire la via ad un alternativa di classe al berlusconismo in crisi.

MARCO FERRANDO

tratto da : http://www.pclavoratori.it/files/index.php?c3:o1819:e1
mario bulgarelli  23/07/10, 14:38
caro de magistris,
quello che dici e che attesti in prima persona è gravissimo e non può restare solo per pochi iscritti idv che ti leggono.
Propongo di comperare, con i milioni di euro provenienti dal finanziamento pubblico al partito idv, una pagina sui più importanti quotidiani europei e internazionali ed esporre quanto tu hai detto, altrimenti tutto resta lettera morta e i soliti furbi nazionali ed internazionali continuano nelle loro manovre e le commissioni europee, che costano non poco al contribuente, possono chiudere i battenti.
Giuseppe Romano  23/07/10, 10:16

BRUTTA FOTO!

Ma molto significativa.


Potremmo intitolarla "Il porco delle forze dell'ordine" oppure "Il Capitalismo difeso dalle forze dell'ordine" oppure "La sintesi del Regime" oppure "Il Capitalismo e le sue milizie".
E' il "porco" che bisogna abbattere!
Per fronteggiare la crisi di sottoconsumo i grandi paesi liberaldemocratici e capitalisti ricorrono alla guerra come volano di sviluppo e alla riduzione dei diritti in qualità e quantità in politica interna. Questo è un tratto distintivo nei paesi liberali. L'alternativa sarebbe, diciamolo, il Socialismo di Stato.

vedi : http://www.pinoarlacchi.it/
Francesco Sarli  23/07/10, 07:46
Quello che dici è vangelo. E non è un caso che i paesi liberisti e mercantili, quando sono in crisi economica, che fanno? La guerra, mascherandola come rimedio per esportare la loro democrazia.
Purtroppo guerra e mercato rappresentano le facce di un'unica medaglia. Ma questa è una verità troppo scomoda per essere condivisa.
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