L'outsourcing, la nuova frontiera dello sfruttamento

C'e' una parola che appena la sentono i lavoratori, iniziano a tremare. E' un inglese difficile da pronunciare, si scrive "outsourcing". Nel rampante capitalismo finanziario dell'ultimo decennio, quello che in sostanza ci ha condotto alla macerie di oggi, l'outsourcing e' stato molto in voga. Il corrispondente italiano e' "esternalizzazione". Le aziende esternalizzano attivita' o parti dell'impresa, affidano cioe' servizi a società  esterne. Spesso le societa' esterne le creano apposta, a volte no. Qual e' lo scopo, c'e' da chiedersi. Nessun scopo nobile, utilitarismo massimo: i lavoratori che finiscono sotto l'ala delle societa' "esterne" sono, in estrema sintesi, piu' facili da licenziare. E hanno meno tutele.

L'outsourcing e' sinonimo di precarieta', perche' le aziende che esternalizzano a societa' create apposta hanno il vantaggio di continuare a controllare le attivita', ma si liberano nello stesso tempo del fastidio di essere la controparte dei dipendenti.

Il fenomeno dell'outsourcing e' particolarmente in voga, nel Paese dei telefoni cellulari, tra le societa' che si contendono il mercato della telefonia mobile. La piu' importante di queste, la Telecom, negli ultimi otto anni ha ceduto 15 rami d'azienda e 2700 lavoratori, continuando pero' a controllare tutto. Con l'outsourcing, appunto. Vodafone ha fatto lo stesso con un migliaio di lavoratori creando la Comdata Care Srl, controllata a sua volta dalla Comdata Spa.

Il mercato, famigerato, dei call center e' poi tutto in outsourcing. Circa 75mila operatori che lavorano quasi sempre per multinazionali o aziende importanti senza tutele perche' il loro lavoro e' "appaltato" a precari gruppi esterni.

Si dilettano nell'outosourcing anche gruppi che sono, sui media, il fiore all'occhiello del nostro capitalismo, come la Pirelli o la Fiat, e spesso e volentieri le cessioni sfociano in licenziamenti di massa.

Emblematico il dramma che dall'estate scorsa stanno vivendo i lavoratori del ramo dell'information technology dell'Eutelia. 'Ceduti' a una societa' creata apposta dai vertici societari, la Agile, che ha a sua volta venduto a Omega, praticamente una rottamatrice di aziende. Si tratta di duemila persone che, a quanto pare, non potranno piu' far valere i loro diritti" dalla buonuscita alle indennita' di disoccupazione" nei confronti di quella che e' sempre stata la loro azienda di riferimento, l'Eutelia.

Possibile che si debba assistere a questo scempio, e che debba essere cosi' facile per chi muove l'economia liberarsi delle vite delle persone? E' giusto incentivare e tutelare chi da' sviluppo. Ma sarebbe sacrosanto punire e porre freni, giuridici e sanzionatori, a chi calpesta i diritti dei lavoratori.

 11/11/09, 00:09
Per non parlare dell'outsorcing del Ministero della Giustizia, che da più di 15 anni vede " precarizzati " ben 1000 lavoratori.....
 11/11/09, 14:39
sul mattino di domenica 8 novembre,l'ass. al turismo della regione,marone,ci fa sapere che le luminarie sono da considerarsi promozione turistica.
mi viene da pensare quindi,che l'ept,in seguito potra' occuparsi anche di arredo e igiene urbana.
si dovra' solo stabilire chi dovra' fornire gli infopoint di piantine guida e guide per i turisti,nonche' anche di addetti che non siano i tirocinanti universitari,visti i fondi impiegati per eventi di dubbio effetto promozionale.
enzo
 11/11/09, 17:42
GENTILE ONOREVOLE,
IL TEMA DELL "OUTSOURCING" O MEGLIO "ESTERNALIZZAZIONE" E' UN TEMA GIA' DISCUSSO DAL 1960 (TEOREMA DI COASE) ED IN SEGUITO CON IL MODELLO DI WILLIAMSON. CON GLI STESSI, E' STATO DIMOSTRATO ECONOMICAMENTE COME, IN MOLTI CASI, ESTERNALIZZARE PORTI AD "ECONOMIE DI SCALA" LIBERALIZZANDO PRODUZIONI DI LARGA SCALA CHE PORTANO CON SE' MINIMIZZAZIONE DEI COSTI, RIDUZIONE DEI PREZZI E ABBATTIMENTO DI "PROFITTI" I QUALI, IN ASSENZA DI ESTERNALIZZAZIONE RESTEREBBERO IN MANO DI POCHI.
MI SI CONSENTA, MA CREDO SI TRATTI DI UN PROBLEMA DI ABUSO DELL'ASSENZA DI PARITA' DI DIRITTI E NON DI "OUTSOURCING" CHE, LADDOVE ECONOMICAMENTE EFFICIENTE E' FONDAMENTALE PER LIBERARE L'ECONOMIA.
IL PROBLEMA RIMANE SEMPRE LO STESSO, OVVERO ABUSO DELLA DISEGUAGLIANZA DEI DIRITTI TRA DIVERSE FASCE DI LAVORATORI AL FINE DI GENERARE PROFITTO PER POCHI.
"OUTSOURCING", SEBBENE RICORDI A MOLTI IL NOME "WHY NOT OUTSOURCING" NON RAPPRESENTA UN "MALE ASSOLUTO" IN QUANTO, IN ASSENZA D DISPARITA' DI DIRITTI GENERA IN MOLTE CIRCOSTANZE BENEFICI ECONOMICI PER L'INTERA COLLETTIVITA' E SI RENDE NECESSARIO PROPRIO PER EVITARE LA CONCENTRAZIONE DI PROFITTO E POTERE IN MANO DI POCHI.
MI AUGURO UNA SUA OPIONIONE SU QUANTO DA ME DICHIARATO.

SALUTI

VINCENZO NIUTTI
 13/11/09, 02:37
Gentile Onorevole,

Vorrei intervenire sul tema allargando un po il dicorso dal tema trattato, quello dell'outsourcing.
Paartiamo dall'inizio. E' vero quanto dice uno delle persone che ha commentato che queste sono pratiche in voga
da diversi anni. La stessa flessibilità parte dalla risposta giapponese della toyota al modello di produzione
Tayloriana e della codificazione del lavoro.Dove iniziano i guai?I guai iniziano quando a dover sopportare i costi
di queste trasformazioni sono esclusivamente i lavorariri(impiegati e operai). Il ricorso al'outsourcing ha un suo valore
solo ed esclusivamente se si vanno a ricercare professionalita con competenze straordinarie di cui si è sprovvisti all'interno
dell'azienda appaltante o esternalizzante. E fin qua tutto ok è nella logica delle cose. Poi succede qualcosa.
Si appaltano interi settori aziendali. Bene quello che ci viene da chiedersi è: Ma non lo potevano fare internamente?
La risposta come è ovvio è NO. perchè io devo pagare 100 per una cosa, intesa il costo del lavoro, a persone che hanno
un contratto a tempo indeterminato, con tutto quello che ne consegue(versamente al 100%,35 giorni di ferie, TFR alla fine del rapoorto).
Nooo lo do in appalto ad un società di informatica... che l'informatia non sa nemmeno dove sta di casa, ma che si occupa di body rental.
E torniamo al discorso di prima dove si è partiti dai head hunter(cacciatori di teste) all' affitto della persona(body rental)
tanto al prostituzione è di moda qui da noi.
La concessione in appalto è generalmente fatta quantomeno allo stesso prezzo del "fatto in casa" solo che qui entra in ballo
la fattura.
E si proprio l'iva e vi spiego il perchè. Al di la delle dichiarazioni di facciata della valorizzazione delle risorse umane
se 100 mi costa intenamente e 100 compresa iva perchè le società di outsourcing usano i co.co.pro,
ai quali, come è noto vengono pagato i 2/3 dei contributi e non maturano TFR, il gioco è svelato.
L'iva viene portata in accredito perchè si acquista un servizio e quindi ne bilancia una parte di quella che doveva essere versata allo
stato. In più visto che ormai le quaotazioni in borsa valgono più della realtà(l'economia reale) e si basano su dati trimestrali.
La diminizione dei costi fissi(gli stipendi dei dipendenti) vengono sostistuiti da un costo variabile e cioè l'acquisti di beni
e servizi, il che indica una migliore perfomance aziendale.
La sostanza vera è che il lavoro in outsourcing dato in consulenza non è altro che lavoro ipendente mascherato e già siamo un passo avanti
da quelli che fanno la stessa cosa che ho descritto ma a partita iva come ditta individuale... Apriti cielo.
Sono i più ben voluti e ricercati dai datori di lavoro. Li dovrebbero proteggere come i Panda con la differenza, purtroppo,
che non sono in estinzione ma in tragico aumento.

Saluti e grazie
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