“La discussione generale sul ddl intercettazioni alla Camera e’ una conferma di quan ...
Un’interrogazione scritta alla Commissione Europea su possibili violazioni di direttive co...







“La discussione generale sul ddl intercettazioni alla Camera e’ una conferma di quanto le torsioni autoritarie da oggi in poi minacceranno il Paese. Il Governo pericolante di Berlusconi, come qualsiasi potere dispotico in declino, cerchera’ di forzare sempre di piu’ gli equilibri istituzionali e costituzionali per restare in piedi. In questo modo si tentera’ di approvare, a tappe forzate, il ddl intercettazioni o il processo breve, cioe’ norme criminogene e illegittime, comprimendo il dibattito parlamentare e silenziando l’opposizione, privando i cittadini del diritto alla sicurezza e all’informazione, favorendo mafie e colletti bianchi collusi nel black out mediatico generale. E’ in questa fase che la vigilanza democratica, soprattutto della societa’ civile, e’ l’unico strumento per evitare il ritorno a spinte dispotiche non esauritesi con la fine del ‘900. Una vigilanza democratica che deve spingere le forze del centrosinistra a parlarsi per trovare un’intesa su un esecutivo a termine che difenda la Costituzione, cambi la legge elettorale, consenta alla magistratura di portare a termine inchieste delicate come quelle sulla P3. Berlusconi infatti non e’ piu’ in condizione di governare ed e’ per questo pericolosissimo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV e responsabile Giustizia del partito.
“Il PdL e’ finito ed e’ finito anche il Governo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “E’ una morte consumatasi su un tema centrale per l’intero Paese, anche alla luce delle recenti inchieste della magistratura che hanno investito istituzioni e politica: quello della giustizia e della legalità come valori irrinunciabili. E’ inutile che Berlusconi continui a dichiarare la forza della maggioranza: come puo’ pensare di continuare a governare logorato dagli scandali morali-giudiziari che coinvolgono tanto lui che gli esponenti di punta del suo partito e del suo esecutivo? Come puo’ pensare di farlo soprattutto dopo la frattura con Fini e il ‘mani libere’ annunciato dal presidente della Camera in merito all’azione futura della maggioranza, che di fatto sara’ sotto ricatto di un alleato 'esterno' radiato e bastonato? L’esecutivo sta vivendo un’agonia priva di qualsiasi prospettiva politica: sarebbe dunque salutare per il Paese che il presidente del Consiglio presentasse le dimissioni al Capo dello Stato”.
"L'epurazione stalinista di Berlusconi verso Fini non servira' a garantire una maggiore tenuta dell'esecutivo. La nascita di gruppi autonomi fininani, pur fedeli al governo, costringera' il premier a trattare ogni provvedimento, esponendolo alla vendetta di un ex alleato epurato e di conseguenza paralizzando l'azione di governo, con un danno che ricadrebbe tutto sui cittadini". Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato Idv.Per De Magistris "e' uno scenario di instabilita' pericoloso per il Paese anche per un'altra ragione: l'agonia di ogni forma di cesarismo rende infatti sempre possibili ulteriori e peggiori torsioni autoritarie"."Berlusconi- aggiunge- dovrebbe riferire in Parlamento su quanto sta accadendo, ma soprattutto ratificare che non puo' piu' guidare il Paese. Le forze democratiche del centrosinistra devono invece cominciare a riflettere, perche' lo scenario mai come oggi e' aperto, sull'ipotesi di un esecutivo di fedelta' costituzionale che in un tempo definito arrivi a varare riforme importanti, come una nuova legge elettorale che riconsegni ai cittadini il diritto di nomi dei propri rappresentanti parlamentari in occasione delle prossime elezioni".
Serve governo centrosinistra di fedelta’ costituzionale
“La guerra civile divampata nel PdL, dove l’epurazione stalinista sembra pratica considerata normale, si sta ripercuotendo sull’intero Governo che -come se non fosse sufficiente lo tsunami interno- e’ anche investito da una questione morale e criminale a cui non viene data alcuna risposta, eccezion fatta per dimissioni inevitabili e imposte dall’attenzione mediatica e pubblica. E’ uno scenario di instabilita’ pericoloso per l’Italia: questa agonia lenta di Cesare rende possibili ulteriori torsioni autoritarie, a cui per altro Berlusconi non sarebbe nuovo. E’ uno scenario che deve spingere le forze democratiche del centrosinistra a pianificare un governo di fedelta’ costituzionale che in un tempo definito arrivi a varare riforme importanti, come una nuova legge elettorale che riconsegni ai cittadini il diritto di nominare i propri rappresentanti parlamentari in occasione delle prossime elezioni. Sarebbe cosi’ garantito anche il lavoro della magistratura impegnata in inchieste delicate come quella portata avanti dalla Procura di Roma e relativa al sistema di collusione eversiva che vede coinvolte giustizia e istituzioni”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(9Colonne) Roma, 29 lug - "L'Italia dei valori è un partito in forte crescita sia numerica che qualitativa. Mi sembra molto importante, quindi, il fatto che a questo sviluppo si leghi la necessità di identificare le persone giuste per promuovere le attività, gli eventi e gli interventi utili a far emergere in modo concreto e fattivo la politica dell'Idv nei molteplici aspetti che compongono la vita reale dei cittadini, i principali nostri punti di riferimento. Per questo sono molto contento per le odierne nomine di Luigi De Magistris, come responsabile nazionale Idv del dipartimento 'Giustizia e Sicurezza', Sonia Alfano, responsabile Idv area dipartimentale 'Antimafia', Maria Letizia Bosco e Ilaria Persi, responsabili Idv area dipartimentale 'Scuola', nomine decise dall'Ufficio di presidenza del nostro partito su mia proposta. Tutti insieme dovremo lavorare per diffondere le idee ed i principi contenuti nel nostro Statuto, che indica chiaramente come il nostro sia 'un partito politico autonomo ed indipendente in grado di offrirsi come luogo di partecipazione, di proposta, di elaborazione, di confronto democratico'. C'è ancora tanto da fare, facciamolo insieme". È quanto afferma il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, sulla sua pagina facebook.
“Vietti non e’ il nome giusto per guidare il Csm in questa fase di emergenza morale che investe il mondo della magistratura e lo stesso organismo di autogoverno. Il suo passato politico e’ infatti macchiato dalla paternita’ data a leggi immorali, come la depenalizzazione del falso in bilancio e il legittimo impedimento: provvedimenti, soprattutto l’ultimo, che hanno garantito il premier Berlusconi e la nutrita schiera di quanti usano la carica di governo per fuggire i tribunali. Purtroppo ancora una volta prevale la politica gattopardesca del mantenere in piedi un equilibrio insano, fatto di correntismo e collateralismo, di amalgama nefasto fra politica e giustizia. Un equilibrio insano che in particolare dopo l’inchiesta sulla P3 dovrebbe essere distrutto da una ‘rivoluzione morale’ interna all’ordine giudiziario, nell’interesse dei cittadini e della stessa magistratura. Almeno quella, sempre piu’ minoritaria, che continua a restar fedele solo alla Costituzione”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“L’unica richiesta che si puo’ avanzare alla maggioranza e’ quella di porre uno stop al ddl intercettazioni”. Lo afferma Luigi de Magistris che spiega: “si tratta di una ‘norma ostacolo’ della liberta’ mediatica e della lotta al crimine. Imponendo l’obbligo di rettifica ai siti internet si colpisce al cuore il dna di questo prezioso strumento di comunicazione. A questo punto, meglio sarebbe un atto di coraggio da parte del Governo: adotti la linea del regime cinese senza piu’ ambiguita’ e oscuri la Rete”. Per l’eurodeputato IdV, poi, “il ricorso al tribunale collegiale distrettuale, i meccanismi di scadenze temporali per gli ascolti, l’abolizione della norma Falcone rappresentano il grimaldello con cui impedire alla magistratura il ricorso alle intercettazioni oltre che il loro depotenziamento. Con una conseguenza scientificamente perseguita dal Governo: la fine della lotta al crimine, soprattutto quando assume i contorni dell’ infiltrazione politico-istituzionale da parte delle mafie e delle associazioni illecite. Insomma, un ddl dettato da esigenze politiche attualissime che portano i nomi dei vari Dell’Utri, Cosentino, Verdini, Caliendo &co. Tutti personaggi su cui i magistrati, secondo la maggioranza, non dovrebbero indagare e su cui la stampa non dovrebbe informare, perche’ il potere non risponda dei suoi abusi e i cittadini non li conoscano. Per questo la mobilitazione del popolo viola va sostenuta con convinzione da chi ancora spera e combatte per un Paese democratico”.
“L’unica richiesta che si puo’ avanzare alla maggioranza e’ quella di porre uno stop al ddl intercettazioni”. Lo afferma Luigi de Magistris che spiega: “si tratta di una ‘norma ostacolo’ della liberta’ mediatica e della lotta al crimine. Imponendo l’obbligo di rettifica ai siti internet si colpisce al cuore il dna di questo prezioso strumento di comunicazione. A questo punto, meglio sarebbe un atto di coraggio da parte del Governo: adotti la linea del regime cinese senza piu’ ambiguita’ e oscuri la Rete”. Per l’eurodeputato IdV, poi, “il ricorso al tribunale collegiale distrettuale, i meccanismi di scadenze temporali per gli ascolti, l’abolizione della norma Falcone rappresentano il grimaldello con cui impedire alla magistratura il ricorso alle intercettazioni oltre che il loro depotenziamento. Con una conseguenza scientificamente perseguita dal Governo: la fine della lotta al crimine, soprattutto quando assume i contorni dell’ infiltrazione politico-istituzionale da parte delle mafie e delle associazioni illecite. Insomma, un ddl dettato da esigenze politiche attualissime che portano i nomi dei vari Dell’Utri, Cosentino, Verdini, Caliendo &co. Tutti personaggi su cui i magistrati, secondo la maggioranza, non dovrebbero indagare e su cui la stampa non dovrebbe informare, perche’ il potere non risponda dei suoi abusi e i cittadini non li conoscano. Per questo la mobilitazione del popolo viola va sostenuta con convinzione da chi ancora spera e combatte per un Paese democratico”.
“Devono far respirare il Paese, che non merita questo spettacolo di illegalità oscena”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Verdini deve lasciare la carica di coordinatore del Pdl: l’attenzione verso gli elettori dovrebbe essere prioritaria rispetto a quella riposta verso i propri interessi giudiziari. E’ infatti chiaro che il passo indietro compiuto da Verdini -che ha lasciato la presidenza del Credito Cooperativo Fiorentino, oggi commissariato dal ministero dell’Economia- è stato motivato da ragioni di convenienza giudiziaria. Ancor più indispensabile è che a lasciare il suo incarico sia il sottosegretario Caliendo. Magistrato di punta di Unicost, in passato legato alla P2 di Gelli, Caliendo e' il prototipo esemplare di una certa magistratura che si abbandona ad un abbraccio mortale per la democrazia: quello della connivenza eversiva con il potere politico, economico, affaristico per gestire la vita pubblica in luoghi privati. Caliendo deve dimettersi subito per evitare di compromettere non tanto il Governo – ormai eticamente non riscattabile poiché pervaso da una questione morale divenuta criminale- ma la stessa magistratura, quella dalla schiena dritta che serve lo Stato e che è fedele solo alla Costituzione”.
“Saviano ha ragione nel denunciare l’ipocrisia della Lega di fronte alla penetrazione, soprattutto economico-finanziaria, delle mafie nel Nord. Il razzismo presuntuoso della formazione di Bossi ha infatti impedito che guardasse in faccia la realtà, che vede il cuore degli interessi criminali da anni emigrare oltre il Po’. L’ipocrisia padana ha raggiunto l’apice in questa esperienza di governo: occasione in cui la Lega ha ripudiato quella battaglia di legalità di cui, almeno a parole, si è sempre detta portavoce. In Parlamento mai ha fatto e farà mancare il voto a provvedimenti criminogeni come processo breve, ddl intercettazioni, revisione delle norme sui pentiti. Mentre il ministro Maroni ha introdotto la possibilità di vendere all’asta i beni confiscati alle mafie assestando, anche dal punto di vista simbolico, un colpo mortale alla lotta contro il crimine organizzato. Quella della Lega è l’antimafia delle chiacchiere tradita dai comportamenti politici e dalla legislazione varata. Per questo Castelli e colleghi dovrebbero portare maggiore rispetto alle domande che legittimamente pone uno scrittore che non solo denuncia il crimine, ma vive da esso braccato e sempre esposto al pericolo per la propria vita”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La nomina degli otto membri laici del Csm si e’ trasformata, come e’ tradizione di una certa politica nazionale, in un mercato dello scambio e in un braccio di ferro che a fatica aspira ad un accordo per la spartizione. Come se l’inchiesta sulla P3 della Procura di Roma non ci fosse mai stata, come se il Paese non si aspettasse una risposta seria alla questione morale che affligge anche la magistratura. L’elezione dei membri laici e del vicepresidente del Csm dovrebbe avere una sola stella polare: la professionalita’ e la trasparenza dei designati, al di fuori delle influenze partitiche e lobbistiche che invece fanno la parte del leone in queste ore in modo politicamente trasversale. Di fronte a nomi di prestigio e alto valore etico, dobbiamo sentire risuonare quelli di Vietti o Marini che francamente non rispondono all’esigenza di repulisti e specchiatezza di cui c’è bisogno”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Le dimissioni di Verdini da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino e da componente del Cda dell'istituto bancario non possono destare nessun grande sentimento nei cittadini. Ben diverso se avesse scelto di lasciare l’incarico che riveste nel PdL: un personaggio pubblico che ricopre il ruolo di coordinatore del primo partito del Paese, che per altro governa, non puo’ attirare su di sé le ombre che pure Verdini catalizza. E’ una forma di rispetto verso gli elettori. Coinvolto nell'inchiesta sugli appalti per l'eolico in Sardegna e indagato in quella sulla P3 -con la sua abitazione che pare fosse un vero e proprio covo di politici e magistrati pronti a tessere le fila dell’eversione pro premier-, fa dunque inorridire che Berlusconi&co non sentano l’esigenza etica di imporgli un passo indietro. Ma dato che per allontanare il sottosegretario Cosentino dal Governo c’è voluta un’era biblica e il fuoco di fila dell’opposizione, dei media e dell’opinione pubblica, non c’è da stupirsi che Verdini resti in sella. Del resto, ancora oggi lo stesso Cosentino è coordinatore del partito in Campania. Purtroppo, questa e’ la sola risposta che il PdL sa mettere in campo rispetto alla questione morale che lo sta divorando”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La verità sulla nuova P2 e la sua infiltrazione istituzionale e politica può essere portata alla luce soltanto dalla magistratura, che deve poter lavorare in modo libero e indipendente senza pressioni e intimidazioni. La proposta dell’on. Bindi, di dar vita ad una Commissione di inchiesta parlamentare, va salutata comunque positivamente: sarebbe infatti un segnale importante da parte della politica al Paese, un messaggio anche simbolico verso i cittadini sfiduciati da quanto emerge in queste ore dall’inchiesta della Procura di Roma. Qualora dovesse essere approvata questa proposta, alla luce del lavoro che ho compiuto da magistrato prima di essere ucciso professionalmente, chiederò di essere ascoltato quanto prima. La nuova P2 non è per me cosa nuova, ma è stata al centro delle mie inchieste ed è stata all’origine del killeraggio che mi ha fermato”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Ha ragione Cicchitto: verso Annibale Marini esiste una forma di discriminazione. Ma è una discriminazione giusta. In queste ore in cui tutti scoprono l’esistenza della questione morale all’interno della magistratura e in cui si sta procedendo all’elezione dei nuovi membri laici del CSM, per evitare gli ‘incriccamenti’ che hanno caratterizzato il Consiglio appena scaduto, vanno evitate scelte inopportune e poco trasparenti, come sarebbe l’elezione alla vicepresidenza di Marini. Proposto dallo stesso piduista Cicchitto, il nominativo di Marini faceva infatti parte degli atti delle investigazioni relative alla nuova P2 portate avanti dai magistrati della Procura di Salerno, non casualmente fermati e travolti dalle trame di questa massoneria deviata”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La magistratura e’ investita da una tempesta morale che la deve spingere ad una seria riflessione e ad un serio repulisti. Si deve infatti porre fine alla piaga virulenta del correntismo e della politicizzazione che da anni l’affligge. In questo passaggio eccezionale per gravità, dopo la melma di collusione e collateralismo portata alla luce dall’inchiesta della Procura di Roma, la vicepresidenza del Csm deve essere assegnata ad un esponente dall’alto profilo morale e dall’alta caratura professionale, che sia completamente libero da vincoli e influenze partitiche. L’augurio è che questa sfida di rinnovamento morale non venga elusa dal Pd e che il Pd abbandoni la strada dell’inciucio, come quella intrapresa con l’accordicchio sul nome di Vietti, perché si tratta del percorso più inadatto a restituire dignità alla magistratura e ai suoi organismi”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
Esposto al Csm inaccettabile e pericoloso per magistrati Caltanissetta “Nel momento in cui le indagini della Procura di Caltanissetta sono in una fase avanzata, cosa fa il sottosegretario Mantovano? Presenta un esposto al Csm contro gli stessi magistrati del capoluogo nisseno. Un bel modo, dunque, per incoraggiare il lavoro delicato che con coraggio questi stessi stanno portando avanti nel tentativo di far luce sui depistaggi, anche istituzionali, realizzatisi nell’attentato di via D’Amelio. Questa azione del sottosegretario fa seguito al no avanzato dalla Commissione del Viminale, da lui presieduta, verso la richiesta di concedere la protezione speciale a Spatuzza, cioè al collaboratore di giustizia che ha fatto i nomi di Dell’Utri e Berlusconi in merito alle vicende degli anni ’90 e ai rapporti fra mafia e politica. Si pecca di malizia e complottismo nel definire quanto meno ingiusto e poco chiaro il comportamento del sottosegretario? Mantovano - lo stesso che vuole sottrarre ai pm la facoltà di indagare di propria iniziativa - intende favorire la ricerca della verità sulle stragi oppure l’interesse di qualcuno ai piani alti della politica? La decisione dell’esposto verso i magistrati di Caltanissetta e’ un atto inaccettabile perchè mette in pericolo e delegittima l’attività già rischiosa di questi servitori dello Stato”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La Fiat ha goduto per anni degli aiuti di Stato quindi e’ tenuta ad una politica industriale che sia socialmente responsabile. Marchionne non puo’ pensare di saccheggiare l’Italia, spremendo lavoratori e casse pubbliche, per poi delocalizzare senza renderne conto. L’accusa rivolta ai sindacati, rei di difendere diritti e democrazia, è un alibi usato da chi ha scelto di non rispettare gli impegni presi con Fabbrica Italia. Spostare la produzione della monovolume LO da Torino in Serbia, così come il tentativo di trasferire la produzione di Pomigliano in Polonia, la dice lunga sull’assenza di una politica industriale moderna: per Marchionne si può produrre soltanto nei paesi in cui è garantito lo sfruttamento salariale e la cancellazione dei diritti. Lo stesso modello che vorrebbe imporre in Italia -come dimostrato dalla vicenda Pomigliano- con il placet di Confindustria e Governo. Da tempo l’esecutivo avrebbe dovuto convocare un tavolo per chiedere alla Fiat il rispetto degli impegni presi perché il quadro era ed è allarmante. Invece niente. Con il premier che, anche oggi, si affida alla speranza che Marchionne mantenga la produzione in Italia, mentre il ministro Sacconi si abbandona ad un offensivo ottimismo. Purtroppo dall’esecutivo non ci si può aspettare il buon senso e la responsabilita’ che pure caratterizzano i governi d’Europa, che agiscono in difesa del livello occupazionale e della produzione nazionale”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La cronaca giudiziaria recente, con l’inchiesta sulla nuova P2 che vede coinvolto anche il mondo della giustizia, rende necessario un segnale di discontinuita’ davanti al Paese perche’ la questione morale interna al settore non intacchi la fiducia dei cittadini nella magistratura. Un primo banco di prova in questo senso potrebbe essere offerto dalla nomina dei nuovi membri laici del Csm, organo coinvolto nella stessa indagine della Procura di Roma sulla neo-massoneria deviata. Per questo sottoscrivo l’appello che la rivista Micromega ha rivolto al Pd perche’ l’opposizione, a cui spetta la nomina di tre degli otto nuovi membri laici, esprima candidati di alta caratura giuridica e morale per porre fine alla patologia della spartizione partitica e della correntocrazia che hanno segnato il Csm. Per storia e professionalita’, i nomi proposti dal presidente dell’IdV Di Pietro – Vittorio Grevi, Gustavo Zagrebelsky, Bruno Tinti, Francesco Saverio Borrelli, Franco Cordero- rispondono proprio a questa esigenza di un nuovo corso di trasparenza interno al Csm. Adesso spetta al Pd raccogliere tale sollecitazione. La notizia dell'annunciato accordo tra Pd e Udc sul nominativo di Vietti e', invece, la tipica performance di inciucio melmoso tra partitocrazia e correntocrazia che va respinta”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV
(ANSA) - ROMA, 22 LUG - 'Tolto l'aspetto di manifesta incostituzionalita', rimane il dato devastante della compressione fortissima di questo mezzo di ricerca della prova'. E' un giudizio 'pessimo' quello che l'eurodeputato dell'Idv, Luigi de Magistris, formula sul ddl intercettazioni davanti alle telecamere di Omnibus, la trasmissione andata in onda questa mattina su LA7.'Di intercettazioni se ne faranno pochissime - aggiunge l'esponente Idv - ed e' uno dei motivi per cui Berlusconi ha tutto l'interesse ad approvare questa legge'
Ha compromesso libertà toghe e si è avvicinato molto al potere
Roma, 22 lug. (Apcom) - "L`ultimo Csm è stato tra i peggiori della storia, perché ha compresso fortemente la libertà dei magistrati e soprattutto si è avvicinato molto al potere, come dimostrano le inchieste sulla nuova P3". Lo ha detto l`europarlamentare dell`IdV ed ex magistrato Luigi De Magistris, ospite questa mattina a Omnibus su LA7.
“I ministri Ronchi e Tremonti offendono 1milione e mezzo di cittadini che hanno firmato per un referendum in difesa dell’acqua come bene pubblico che il Governo ha scelto di privatizzare. Sostenere, come fanno i due esponenti dell’esecutivo, che la loro legge garantisce il carattere pubblico dell’acqua significa mentire con la coscienza di farlo, non rispettando l’intelligenza dei cittadini. Affidare la gestione dell’acqua ai privati significa privatizzare di fatto l’acqua in quanto tale, esponendo questo diritto comune universale e non mercificabile alla speculazione delle lobby e delle multinazionali, oltre che a quella di soggetti spesso non trasparenti come le societa’ misto pubblico-private. La battaglia referendaria è stata un successo per adesione e partecipazione ed è una battaglia di civiltà che va sostenuta senza se e senza ma da chi crede nello Stato di diritto”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
= (AGI) - Napoli, 21 lug. - Quella di una candidatura di Luigi De Magistris a sindaco di Napoli e' "un'ipotesi astratta, che mi colpisce perche' viene dal basso, ma allo stato non e' nell'ordine delle cose". A dirlo e' lo stesso De Magistris, a Napoli, per un convegno sui diritti dei lavoratori. De Magistris si dice "contento che ci siano queste sollecitazioni che vengono soprattutto dalla societa' civile". "Stiamo a vedere - aggiunge - anche perche' il quadro complessivo del Paese e' in grande movimento". L'europarlamentare si dice a favore delle primarie, purche' "siano serie, ampie, che non coinvolgano solo i tesserati ma la societa' civile, per ridare entusiasmo al popolo napoletano che da troppo tempo ha fiducia nella politica sia di centrodestra che di centrosinistra".
“L’inchiesta della Procura di Roma sulla P3 non scopre, ma conferma l’esistenza di una questione morale all’interno della magistratura che precede la cronaca giudiziaria recente e che ha radici profonde nel tempo”. Lo afferma Luigi de Magistris, che aggiunge: “Mancino sostiene il falso e lo sostiene consapevolmente. Le ombre su questo CSM sono tante, troppe, insopportabili. La questione morale lo ha infatti attraversato in pieno, in modo trasversale e per lunghi anni. Questo CSM ha pesantemente interferito - contrariamente a quello che afferma Mancino- sull'autonomia di magistrati che indagavano in merito a corruzioni politico-istituzionali, cricche e nuova P2, compresi nominativi e ambienti vicinissimi a membri del CSM. Del resto Mancino –conclude l’eurodeputato IdV- e' lo stesso smemorato che non ricorda di aver incontrato Paolo Borsellino pochi giorni prima della strage di via D'Amelio. Speriamo che il prossimo vicepresidente del CSM ristabilisca dignita' e prestigio ad un organo cosi' importante per l'indipendenza dei magistrati”.
“Il ddl intercettazioni resta nefasto e anti-costituzionale e va ritirato. Gli interessi di una casta corrotta e il tentativo di pax politica nel PdL non possono stravolgere lo Stato di diritto e compromettere la sicurezza del Paese. Fini e la Lega dovrebbero capirlo, vista la loro crociata (retorica) sul tema". Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che spiega: “Si fanno piccole concessioni sul fronte dell’informazione, come ‘contentino’ per l’opinione pubblica e come ‘calmante’ della preoccupazione degli organismi internazionali, mentre sul piano giudiziario permangono tutti i rischi (anzi le certezze) di affossare l’attività della magistratura”. Spiega de Magistris: “Quando dovrebbe tenersi l’udienza filtro non e’ dato sapere, cosi’ che la tempistica di pubblicazione e’ a discrezione del giudice che potrebbe imporre il segreto per un tempo indeterminato. Resta poi l’obbligo di pubblicazione per riassunto affidato ai giornalisti che pone un problema di congruita’ e di controllo”. Secondo l’ex pm: “la magistratura si trovera’ stritolata nella farraginosita’ burocratica e sara’ scoraggiata nel ricorso a questo strumento di indagine: i limiti forti, le proroghe e il giudice collegiale del Tribunale distrettuale, a cui spetta l’assenso per gli ascolti, sono meccanismi folli e anticostituzionali, che inoltre renderanno piu’ facile quella violazione della privacy che ipocritamente il Governo vorrebbe contrastare”.
SERVE SOLO A GOVERNO INFETTATO DA CORRUZIONE
“Berlusconi non riesce a portare a casa il ddl intercettazioni cosi’ come lo aveva ordinato al ministro ombra della Giustizia Ghedini e quindi cosa fa? Se la prende con la Costituzione, rea di fondare la democrazia italiana, ponendo regole e limiti della convivenza civile. Secondo il premier infatti ammodernare e democratizzare il Paese significa imporre un ddl criminogeno che imbavaglia i media e lega le mani alla magistratura nel contrasto al crimine, servente solo ad un Governo infettato dal virus della corruzione e dell’illegalita’, come dimostrano i vari Cosentino, Caliendo, Scajola e via elencando. Bell’esempio di modernita’ e democrazia! Il ddl intercettazioni puo’ avere un solo destino, almeno per gli spiriti democratici che credono nel rispetto della legge, quello di finire nel nulla”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
MAGISTRATI ONESTI NON RIMPIANGERANNO QUESTO CSM
“E’ naturale che il Presidente della Repubblica contesti l’opportunita’ che a discutere di questione morale interna alla magistratura sia questo Csm scadente (rectius, scaduto). Il rischio e’ infatti quello di un palese conflitto d'interesse. Questo Csm, soprattutto a seguito dell’inchiesta sulla P3, dovrebbe mettere al centro della riflessione la ‘propria’ questione morale, con un esito prevedibile e scontato: l’auto-assoluzione, come le peggiori caste che si rispettino. Questo e’ stato un Csm che la magistratura onesta non potra’ mai rimpiangere, come del resto viene alla luce dall’inchiesta della Procura di Roma. Non sono mancate frequentazioni improvvide di membri del Consiglio, telefonate imbarazzanti e contatti telefonici indizianti con faccendieri e politicanti attualmente in regime di carcerazione per violazione della Legge Anselmi, nomine frutto di accordi opachi con esponenti politici in particolare del Governo e della maggioranza, procedimenti disciplinari indecenti e insabbiamenti di pratiche, oltre che trasferimenti punitivi all’indirizzo di magistrati onesti, mentre per quelli collusi sono fioccati incarichi direttivi e progressioni in carriera. In verita’ nulla di nuovo sotto il sole, se si pensa alle parole di Borsellino sul ‘giuda’ del Csm che tradi' Falcone”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
'MANCINO FAREBBE BENE A STARE ZITTO, INDIGNATO PER LE SUE PAROLE' Palermo, 19 lug. - (Adnkronos) - 'Le stesse persone che oggi sono state individuate nella cosiddetta inchiesta 'P3' di Roma sono, piu' o meno, le stesse persone che mi hanno fermato, e' un grumo che opera ai piu' alti livelli'. Lo ha detto all'ADNKRONOS l'europarlamentare Idv Luigi De Magistris ex magistrato di Catanzaro. 'Sono indignato per le parole pronunciate oggi da Nicola Mancino quando dice che non si fanno sconti ai magistrati. Lui e' stato determinante per fermare le mie inchieste a Catanzaro, ha lavorato alacremente per fermarci. Farebbe bene a stare zitto', ha aggiunto.
“Tremonti e’ maestro dell’arte dell’ipocrisia politica. Come puo’ nascondere che all’interno della maggioranza e delle istituzioni c’e’ una questione morale assolutamente non episodica e drammatica? Come si puo’ parlare di qualche mela marcia? Dall’indagine della Procura di Roma si evince l’esistenza di un vero network piduista volto all’eversione della democrazia. Questa rete, versione moderna della loggia Gelli, era capace di avere referenti di peso nella magistratura e nella politica, in particolare in alcuni esponenti della maggioranza e del Governo, per pianificare il controllo della vita istituzionale e pubblica prendendo decisioni in luoghi privati ed elitari. Certo deve esser scomodo per Tremonti ammettere che Caliendo, sottosegretario alla Giustizia quindi suo collega di Governo, frequentava casa Verdini in compagnia di Dell’Utri per incontrare personaggi oggi in regime di detenzione per violazione della legge Anselmi, con il fine di discutere su come incassare sentenze favorevoli verso lodi al vaglio della Consulta oppure verso altri colleghi accusati di concorso esterno in camorra, come il sottosegretario Cosentino”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Un ex iscritto alla P2 puo’ parlare di montatura rispetto al sistema eversivo venuto a galla in questi giorni grazie alle indagini della Procura di Roma? Purtroppo sembra di si, del resto la sfacciataggine di Berlusconi e’ nota. La verita’ e’ che il premier non solo ha fatto parte della loggia di Gelli, ma ha addirittura ereditato il suo piano, che infatti sta procedendo a realizzare. Si pensi al controllo di magistratura e media da parte dell’esecutivo, attraverso leggi che aspirano, per esempio, a sottoporre il pm al Governo privandolo della facolta’ di raccogliere notizie di reato, oppure all’imbavagliamento dei giornalisti con il ddl intercettazioni. In alternativa, pare si proceda direttamente all’utilizzo di esponenti deviati delle istituzioni permeabili a realizzare l’interesse del premier e dei suoi: lodo Alfano, lista Formigoni, procedimenti penali di Cosentino. Sarebbe meglio che Cesare tacesse e riconsegnasse il Paese alle urne perche’ l’impero illegittimo e oscuro da lui creato sta crollando: ministro dopo ministro, coordinatore dopo coordinatore, sottosegretario dopo sottosegretario, massone dopo massone”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
SISTEMA MASSONICO-EVERSIVO ANCHE IN ANM E CSM
“Il tentativo di tratteggiare una situazione rassicurante per il Paese, compiuto dal ministro della Giustizia Alfano e dal ministro ombra Ghedini, va al di la’ di ogni fantasia. Il Guardasigilli farebbe bene a riconoscere che nella magistratura e’ venuta a galla una questione morale senza precedenti, dove l’infiltrazione massonico-eversiva e’ talmente profonda da essersi trasformata probabilmente in sistema, non risparmiando Anm e Csm. Ghedini invece, tra una legge pro premier e l’altra, dovrebbe prendere sul serio quanto si evince dalla intercettazioni telefoniche, cioe’ che la rete criminale di Carboni&co agiva in asse con i vari Verdini, Cosentino, Caliendo: una piramide della malapolitica che, a rigor di buon senso, non puo’ che portare al suo vertice e questo vertice e’ Berlusconi. Per chi altro agivano questi massoni della politica e della magistratura? A chi interessava il lodo Alfano, l’esclusione della lista Formigoni, i procedimenti giudiziari del coordinatore PdL in Campania? Certo non all’Italia dei Valori”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
FIRMATO APPELLO A SOSTEGNO DI PINO CAPOZZI “La difesa dei diritti dei lavoratori e’ una battaglia in difesa della democrazia. Come sancito dalla Costituzione, l’Italia e’ una Repubblica fondata sul lavoro: peccato lo ricordino in pochi. Certamente non lo ricordano Fiat e Governo, i quali nella vicenda di Pomigliano hanno dimostrato il loro vero volto: autoritario e repressivo, tanto da costringere i lavoratori ad un referendum estorsivo e ricattatorio che li ha spinti a rinunciare ai loro diritti in cambio dell’occupazione. Un volto vergognoso che la Fiat conferma in questi ultimi giorni con la decisione di punire, attraverso il licenziamento, quei lavoratori che si sono macchiati della colpa di difendersi da un’aggressione inaccettabile perché ingiusta”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che ha sottoscritto l'appello pubblicato sul sito www.articolo21.org. a sostegno di Pino Capozzi, impiegato Fiat e iscritto alla Fiom, licenziato dall’azienda per aver diffuso un volantino dei dipendenti polacchi dello stabilimento di Tichy che esprimevano solidarieta' ai colleghi di Pomigliano in vista del referendum.
Larghe intese? Collusione con questo sistema politico immorale
“In qualsiasi democrazia europea normale, diciamo non berlusconizzata, sarebbe bastato un solo ‘caso Scajola’ per innestare almeno un’autocritica del Governo. In Italia, dove di ‘casi Scajola’ se ne sono avuti diversi e in poche settimane (Brancher, Dell’Utri, Verdini e Cosentino), la maggioranza continua impunemente ad insistere che al suo interno non c’e’ alcuna questione morale, restando alla guida (sbandata) del Paese. Purtroppo non esiste una classe dirigente degna di questo nome, che avrebbe gia’ riconsegnato la decisione politica alle urne, ma piuttosto un’oligarchia piduista-affarista-mafiosa che non solo attenta alla democrazia, ma si ostina a restare aggrappata al potere provocando lacerazioni intestine che si ripercuotono sul Paese. Rispetto a tale decadenza, l’ipotesi di larghe intese appare come una collusione con questo sistema politico immorale di cui invece bisogna fare piazza pulita, come si aspettano gli italiani”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
GRAZIE A MEDIA E INTERCETTAZIONI FINISCE PAGINA ILLEGALITA’
“Purtroppo questo e’ il Paese del meglio tardi che mai. Cosentino doveva lasciare il suo incarico nel Governo molto tempo fa e sempre molto tempo fa il Parlamento avrebbe dovuto dare il suo assenso alla richiesta di misure cautelari avanzata dalla magistratura campana, così come avrebbe dovuto sfiduciarlo perche’ indegno di ricoprire la carica affidatagli. Cosentino infatti ieri concorreva da esterno a favorire la Camorra, oggi e’ anche eversore dell’ordine democratico. Il suo permanere nell’esecutivo, per altro con una delega delicata come quella al Cipe, avrebbe arrecato ulteriore offesa alle istituzioni, gia’ mortificate per i mesi in cui ha rivestito questa carica. Dispiace dover registrare che si e’ arrivati alla fine di questa triste pagina dell’ illegalita’ soltanto grazie alla campagna mediatica e alla pressione dell’opinione pubblica: se fosse stato per il Governo, Cosentino sarebbe rimasto indisturbato al suo posto. Il Paese deve dunque ringraziare le intercettazioni e l’informazione: gli stessi strumenti democratici che, guarda caso, l’esecutivo vuole bloccare e imbavagliare”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Condivido le ragioni della protesta del Sindacato di Polizia Coisp e delle donne e gli uomini delle forze dell’ordine, scesi in piazza per denunciare il tradimento da parte di un governo che in campagna elettorale ha promesso un impegno prioritario sul fronte della sicurezza, oggi totalmente disatteso. Un governo che anziché sostenere le forze di polizia impegnate nella tutela della sicurezza dei cittadini e nel contrasto alla criminalità, continua a umiliarle, tagliando mezzi e risorse, e a neutralizzarne l’operato promuovendo leggi criminogene che servono soltanto a garantire l’impunità ai delinquenti e ai corrotti di tutte le cricche”. Lo afferma Luigi de Magistris, europarlamentare Idv. “Le sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle – prosegue de Magistris - rappresentano con cruda ma straordinaria efficacia la gravità dei provvedimenti previsti nella finanziaria che penalizzano le forze di polizia, dai tagli alle risorse al sostanziale mancato riconoscimento della specificità del lavoro”. “Sul tema della sicurezza – conclude de Magistris - la finanziaria sarà un banco di prova fondamentale per la Lega Nord e la componente ‘finiana’ della maggioranza: vedremo se queste forze politiche faranno prevalere la coerenza e il rispetto degli impegni assunti con gli elettori, o se ancora una volta si sceglierà la linea della difesa della cricca e dello smantellamento degli strumenti di controllo della legalità”.
CATANZARO – 14 LUG 2010 - “La brillante operazione contro la ‘ndrangheta, condotta da Polizia e Carabinieri e coordinata dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di oltre 300 persone in tutta Italia, dimostra ancora una volta come la mafia non sia più quella della coppola e della lupara, ma la nuova mafia dei colletti bianchi, dei professionisti e degli imprenditori che vanno a braccetto con la politica, dei grandi affari conclusi nei salotti o ai grandi ricevimenti, di rappresentanti delle istituzioni deviati e collusi”. Ad affermarlo è Luigi de Magistris, europarlamentare Idv. “L’inchiesta, conclusa con successo grazie all’utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali – prosegue de Magistris –, dimostra quanto sia forte la pervasività delle organizzazioni criminali nel Nord Italia. La ‘ndrangheta ha letteralmente colonizzato regioni come la Lombardia, nonostante qualcuno si ostini a negarne la presenza, e oggi rivolge i suoi appetiti sui ricchissimi appalti dell’Expo 2015, così come sulla ricostruzione del dopo-terremoto in Abruzzo. Non a caso la Commissione Controllo Bilanci del Parlamento Europeo, da me presieduta, appena insediata ha deciso di avviare una seria vigilanza sulla spesa pubblica di quattro regioni italiane, tra cui proprio la Lombardia, con riferimento al prossimo Expo, e l’Abruzzo, oltre a Campania e Calabria quali territori ad alta densità criminale”. “Grande apprezzamento – conclude de Magistris – deve essere rivolto ai magistrati inquirenti e alle Forze dell’Ordine, che hanno avuto la capacità e il coraggio di colpire il nodo cruciale dei rapporti tra mafia e politica, quella zona grigia in cui si sviluppa la vera forza delle organizzazioni criminali, tanto che gli stessi pm hanno definito le relazioni politiche come il ‘capitale sociale’ della ‘ndrangheta”.
Trattati alla stregua dei regimi “Anche agli occhi internazionali il nostro paese si sta trasformando nella patria dell’illegalita’ e della censura. A tal punto che oggi l’Onu non solo esorta il Governo ad attuare marcia indietro rispetto al ddl intercettazioni, ma addirittura ipotizza una possibile missione di sopralluogo nel 2011 per esaminare la condizione della liberta’ di stampa e di espressione in Italia. Siamo trattati alla stregua di quei paesi in cui i regimi manipolano le elezioni spingendo gli organismi internazionali ad inviare delegati di controllo e garanzia. Ora cosa diranno gli esponenti della maggioranza? Forse che l’Onu e’ affetto dalla sindrome del giustizialismo oppure che al suo interno si annidano pericolose toghe rosse e giornalisti che mistificano la realta’? No, fanno di peggio, aggrediscono un organismo internazionale che legittimamente interviene affermando la verita’, cioe’ che il ddl intercettazioni e’ una mannaia sulla giustizia e sui media che non potra’ mai essere migliorato. Solo un governo piduista lo puo’ quindi concepire e ratificare”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato Idv.
Quadro indegno di democrazia
“Berlusconi pensa di poter governare il Paese attraverso le cenette a casa Vespa, come se il Paese fosse una delle sue attivita’ economiche. Riunisce i piu’ illustri rappresentanti delle lobby finanziarie nostrane, benedette da sacre presenze, e poi procede ad aprire un suq politico che fa impallidire la Prima repubblica, barattando incarichi governativi per corrompere Casini e liquidare Fini nella speranza di dare respiro ad un esecutivo agonizzante. Mentre la Lega nello stesso tempo gli rompe le uova nel paniere sparando ad alzo zero sull’UdC. Siamo davanti ad un quadro scoraggiante e indegno per una democrazia moderna. Visto che la maggioranza e’ nel baratro politico e ha raggiunto i minima moralia (da Brancher a Verdini e chissà chi altro in futuro), sarebbe meglio che la parola fosse riconsegnata agli elettori e alle urne, piuttosto che pensare ad annessioni ‘casiniste’ per epurare il dissenso interno oppure a ‘papocchi’ come le larghe intese, le quali altro non sono che soluzioni di irresponsabilita’ nazionale”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Mastella e' stato il ministro della Giustizia che ha tentato di fermarmi, riuscendoci, con la complicita' di altri pezzi deviati delle istituzioni. Lo ha fatto usando i suoi poteri di Ministro e lo ha fatto mentre indagavo su di lui e i suoi sodali. Ho subito decine di procedimenti penali, civili, amministrativi (tutti strumentali e dimostratisi infondati) dai quali mi sono difeso e mi difendero' nelle aule di giustizia. Diverse sono le opinioni costituzionalmente garantite espresse come parlamentare, rispetto alle quali Mastella dovrebbe rispondere politicamente e non chiedendo 1 milione di euro dinanzi al Tribunale di Benevento, dopo aver avuto torto pieno in sede penale. Con riferimento alla vicenda che lo riguarda, Mastella fa finta di non sapere che la magistratura penale di Salerno ha archiviato le denunce che egli ha presentato, affermando che le mie indagini erano legittime e che sono stato illegalmente fermato proprio con il suo contributo. Del resto il capo degli ispettori che aveva sguinzagliato era Miller, che in queste ore abbiamo appreso essere solito frequentare una cricca piduista ed eversiva. In Italia siamo al regime, dunque non mi faro' trascinare in cause milionarie da parte di quanti vogliono silenziarmi”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
Do ut des criminale contro democrazia
“L’inchiesta della Procura di Roma porta alla luce l’esistenza di una cricca massonico-piduista che conferma quanto l’eversione anti-democratica non sia mai stata sradicata nel nostro Paese. Un dato che non mi stupisce e di cui ho avuto personalmente riscontro: quando mi fu sottratta illecitamente l'inchiesta Why Not stavo indagando sulle logge deviate e sulla realizzazione, in Calabria, di parchi eolici”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Dalle indagini della Procura di Roma emergono inoltre i nomi di tre magistrati che hanno avuto ruolo anche nello scempio istituzionale da me subito. Il dr. Miller - gia' indagato per corruzione e concorso in associazione camorristica, poi archiviato - da anni capo dell'ispettorato del ministero della Giustizia e rimasto in sella con Castelli, Mastella e Alfano. Lo stesso che ha diretto senza soluzione di continuita' inchieste amministrative e ispezioni ai miei danni dal 2005 al 2008. Il dr. Martone, che ha rappresentato la Procura Generale della Cassazione in quella farsa di procedimento disciplinare imbastito ai miei danni. E il dr. Carbone che in qualità di Presidente ha diretto le sezioni unite della Cassazione che dovevano decidere sul mio ricorso”. Secondo l’ex pm di Catanzaro, le sue indagini “riguardavano la nuova P2, gli interessi economici che essa porta avanti grazie alla permeabilita’ dei livelli piu’ alti della politica e delle istituzioni, mondo della Giustizia compreso. Fino al punto di premere sulla Corte Costituzionale per favorire la sentenza in merito al Lodo Alfano da barattare, passando per uomini vicini al premier, con la candidatura alla Regione Campania di Cosentino. Un do ut des criminale ed eversivo, perche’ volto a compromettere lo stato democratico. Qualcosa di cui non possono stupirmi, soprattutto alla luce della mia esperienza e dei protagonisti di oggi e di allora: gli stessi”.
DDL INTERCETTAZIONI E’ KILLER GIUSTIZIA E MEDIA “Il ddl intercettazioni va abrogato senza se e senza ma. Qualsiasi forma di emendamento a questo testo non offrira’ nessun miglioramento: devastante era e devastante restera’. Si tratta di un ddl killer della liberta’ mediatica e dell’incisivita’ della giustizia, che e’ stato concepito per risultare tale e quindi non e’ possibile cambiarlo in meglio. E’ immondizia legislativa di cui si deve fare pulizia. La pervicacia con cui il premier continua a difenderlo nasce dalla necessita’ di coibentare sotto una coltre di silenzio il potere e i suoi coinvolgimenti giudiziari: necessita’ che oggi, con il caso Verdini in piena deflagrazione, e’ ancora piu’ urgente da soddisfare. Ieri l’informazione ha scioperato per dire no a questo provvedimento ed oggi il premier risponde con una ennesima aggressione verbale azzardandosi, lui che probabilmente non ha mai nemmeno letto la Costituzione, a fare una scala gerarchica dei diritti e a citare la democrazia liberale. Siamo al paradosso: e’ come se Pol Pot avesse improvvisato una lectio magistralis sulla liberta’ di pensiero”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV
“La vicenda degli appalti nel settore eolico in Sardegna non desta stupore: e’ noto infatti che Berlusconi sia il nuovo Gelli. Basti pensare a quanto il Governo sta compiendo nel campo della giustizia e dell’informazione: il tentativo di esercitare su di essi un controllo integrale e’ la realizzazione moderna del progetto del venerabile”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Non suscita meraviglia che Verdini, coordinatore del PdL e fiduciario del premier, possa essere coinvolto in un intreccio perverso fra politica, appalti, mafia e massoneria come quello su cui sta indagando la procura di Roma, che riguarda anche possibili pressioni esercitate da questa cricca massonico-mafiosa su organi costituzionali e di rilevanza costituzionale. Eversore e piduista e’ il capo del Governo, eversori e piduisti sono i suoi servitori. Preoccupa –conclude de Magistris- l’ostinazione di questa maggioranza a restare al potere: oltre ad una questione politica interna, che la vede logorata dalle faide intestine fra berlusconiani e finiani, essa e’ ormai quotidianamente scossa da una questione morale senza precedenti, con ministri e sottosegretari che, uno dopo l’altro, sono coinvolti in inchieste da brivido. Un domino immorale -Scajola e Brancher, in passato Cosentino, oggi Verdini- che ci fa suggerire all’esecutivo di riunirsi direttamente a Regina Coeli”.
“A questo punto lo chiudessero il Parlamento. Se ogni provvedimento, per reggere l’urto di una costante deflagrazione interna, deve passare per il voto di fiducia, commissariando la discussione con il resto delle forze politiche, allora il Governo abbia coraggio: liquidi la Camera e il Senato. Sarebbe un modo per andare piu’ celeri anche verso l’approvazione di leggi ad hoc per il premier: dal lodo Alfano al ddl intercettazioni, tutto direttamente emanato dall’esecutivo, magari riunito a Palazzo Grazioli, dove da mesi ha sede la maggioranza che governa. Con il Paese che protesta verso una manovra iniqua –dagli enti locali ai diplomatici, passando per i dipendenti pubblici e i pensionati- Berlusconi pensa solo ad accelerare e blindare il testo, in modo da procedere rapido verso preoccupazioni più urgenti: non la crisi che soffoca gli italiani, ma i suoi procedimenti giudiziari e quindi le leggi a suo (ab)uso e consumo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Vincenzo De Luca: un altro pinocchio della politica italiana. L'apoteosi della menzogna”. E’ quanto dichiara Luigi de Magistris, europarlamentare dell’Italia dei Valori, che spiega: “Ha tradito la fiducia degli elettori del centrosinistra che in buona fede lo hanno votato, credendo in lui per un rinnovamento e per non lasciare la regione Campania al centrodestra. Un credito immeritato. Con l’accettazione della prescrizione per la condanna riportata in Corte d’Appello, De Luca conferma pienamente tutte le perplessità che a suo tempo espressi con la contrarieta' alla sua candidatura. Promesse da marinaio – incalza l’ex pm- quelle del sindaco di Salerno, elargite anche dal palco del congresso nazionale di Italia dei Valori. L’impegno a non accettare mai scorciatoie giudiziarie in caso di una condanna, oggi si commenta da solo. Alla luce di questo ennesimo episodio non è più rinviabile l’apertura di una seria riflessione dell'intero centrosinistra sul ricambio della classe dirigente. De Luca, peraltro, aveva già dato prova della sua inaffidabilità – continua l’esponente dell’IdV- mantenendo, a tutt’oggi, il doppio incarico di sindaco di Salerno e consigliere regionale, intascando due lauti compensi dopo aver promesso di impegnarsi come capo dell’opposizione. Non c’è che dire, una bella prova di decisionismo, caratteristica – conclude de Magistris- di cui De Luca si vanta in ogni occasione e sulla quale ha impostato tutta la sua campagna elettorale in Campania”.
“In un paese democratico non e’ accettabile la repressione del dissenso, soprattutto quando nasce dalla disperazione, soprattutto quando vede coinvolti cittadini colpiti da una tragedia i quali hanno dovuto anche sperimentare, sulla loro pelle gia’ offesa, la speculazione illecita di imprenditori banditi e esponenti istituzionali corrotti (scandalo Bertolaso&co docet). Oggi i cittadini de L’aquila sono scesi in piazza per ricordare alle istituzioni e al Governo le promesse tradite e le istituzioni e il Governo hanno risposto loro con la carica delle forze dell’ordine. Berlusconi si comporta come Scelba e continua a rispondere alle pressioni legittime degli aquilani con uno spot populistico incessante, secondo cui la citta’ sarebbe tornata alla normalita’ grazie al suo operato. Insomma per lui tutto e’ una marchetta elettorale, una passerella mediatica. Nella manovra pero’ niente e’ stato concesso alla popolazione terremotata: si pensi per esempio al fronte fiscale, in cui l’esecutivo ha dato prova della sua rapacita’ non prorogando la sospensione del pagamento delle tasse, mentre manca una legge organica per la ricostruzione e la ripresa del tessuto occupazionale e industriale di questo territorio”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La mancata concessione del programma di protezione speciale da parte del Ministero dell'Interno al collaboratore di giustizia Spatuzza non solo e’ stata una scelta politica, ma aveva essa stessa un valore politico. Si e’ voluto inviare un messaggio chiaro di ‘rieducazione’ forzata a quanti stanno scegliendo e soprattutto sceglieranno di collaborare con lo Stato, magari contribuendo ad illuminare la zona nera dei rapporti fra istituzioni e mafia. Insomma un modo per scoraggiarli che e’ arrivato proprio a ridosso della sentenza del Tribunale di Palermo su Dell’Utri. Di fronte alla richiesta di tre procure del calibro di Palermo, Caltanissetta e Firenze, oltre che della Procura Nazionale Antimafia, la Commissione del Ministero dell’Interno ha opposto il suo rifiuto, esponendo al pericolo un collaboratore di giustizia che ha rilasciato dichiarazioni ritenute rilevanti e attendibili dall'autorita' giudiziaria, rischiando di comprometterne la stessa collaborazione. Percio’ la motivazione addotta dal sottosegretario Mantovano appare fragile: puo’ una scelta di questo tipo essere giustificata dal solo furore burocratico, cioe’ dalla scusante dello scadere dei 180 giorni concessi ai collaboratori per rendere dichiarazioni? Una scusante smentita probabilmente dal fatto che Spatuzza, prima dello scadere del tempo, aveva rilasciato dichiarazioni anticipatorie che in seguito ha semplicemente circostanziato con maggiore compiutezza”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
ROMA (ITALPRESS) - "Quella sulle intercettazioni e' una legge assolutamente criminogena, da cancellare". Cosi' l'europarlamentare dell'IdV Luigi De Magistris a Omnibus su LA7. "Grazie a un Governo che approva una legge che favorisce i criminali e abbassa notevolmente il livello di sicurezza, si permettera' in Italia un asilo politico ai delinquenti".
“Il commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa Hammarberg ha chiesto al governo italiano di contribuire a fare chiarezza in merito al destino di 250 eritrei detenuti nei lager della Libia. C’e’ da sperare che questo chiarimento arrivi presto e che altrettanto presto giunga anche una presa di posizione netta da parte del nostro esecutivo: l’Italia non puo’ rendersi complice di deportazioni e torture da parte di un Paese guidato da una dittatura e che non ha mai ratificato la Convenzione per i diritti dell’Uomo. Purtroppo il silenzio di Frattini e Maroni e’ stato fino ad oggi assordante. Viene da chiedere loro quale sia la priorita’: se la vita umana oppure i legami economico-personali che il premier, senza pudore, vanta di avere con il dittatore Gheddafi. Ci sono 250 esseri umani richiedenti asilo che l’Italia leghistizzata ha respinto e che ora vengono massacrati nelle carceri libiche, con la sola prospettiva di far ritorno nei loro paesi per essere ulteriormente perseguitati: il governo non puo’ lavarsene le mani continuando a tacere per non offendere la sensibilita’ di un despota e per garantire gli affari del premier”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
Roma, 6 lug. (Adnkronos) - "Siamo davanti a un Parlamento esautorato e ad una manovra economica di classe che colpisce i soliti noti e salva i soliti noti'. Lo ha ribadito l'europarlamentare dell'Italia dei Valori Luigi De Magistris questa mattina ad Omnibus su La7.'Si poteva fare qualcosa di diverso - ha continuato l'ex pm - come intensificare la lotta all'evasione, tassare le rendite finanziarie piu' alte o colpire gli sprechi pubblici. Invece a farne le spese sono ancora una volta i lavoratori, i precari e i dipendenti pubblici'.
“Ieri a dividere era il processo breve, fino ad oggi e’ stato il caso Brancher, domani saranno le intercettazioni e la manovra o chissa’ quale altro provvedimento. Il destino del Paese non puo’ dipendere da un Governo esposto quotidianamente all’implosione interna. Il premier e’ tanto impegnato a garantirsi il salvacondotto giudiziario da obbligare il Parlamento ad un’agenda tarata solo rispetto al suo interesse penale. Quando non e’ concentrato a questo, le sue energie vengono investite a contenere le faide interne per evitare che la maggioranza finisca logorata dal braccio di ferro con Fini, dalle minacce di Bossi e dalle ritorsioni dei piddiellini scontenti. Mentre su media e’ tutto un pullulare di correnti, di futuribili ‘terzi poli’ e federazioni, di guerre per la successione di Bossi e Berlusconi. Se questo e’ governare, allora meglio che l’esecutivo faccia un passo indietro e che la decisione sia affidata ai cittadini e alle urne. Perche’ anche l’ipotesi di un governo figlio di pratiche politicamente archeologiche, come le larghe intese, sarebbe un vulnus democratico che gli italiani non capirebbero”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
FERITA DEMOCRATICA RESTA “Le dimissioni di Brancher? Una scelta obbligata e tardiva. Brancher avrebbe dovuto compierla molto tempo prima, evitando al Paese l’ennesima pagina infamante, quella che racconta di un potere politico sempre disposto a tentare la via dell’imboscata di fronte alla giustizia, con la presunzione di essere al di sopra della legge. Purtroppo la ferita democratica e istituzionale resta”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che spiega: “Se Brancher pone fine all’ostinato quanto indecoroso attaccamento alla poltrona di ministro del niente, che pure fino ad oggi l’ha contraddistinto, e’ per via della pressione pubblico-mediatica e della forza dell’opposizione. Ma fattore centrale e’ stato il pressing del premier, consapevole che il caso del ‘ministro in cerca d’autore’ rischiava di rappresentare un nuovo fronte aperto con i finiani, con ripercussioni drammatiche per la tenuta di un Governo gia’ traballante. Quanto fuoco amico si sarebbe espresso, giovedì alla Camera, in un voto di sfiducia verso Brancher?”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
CASINI FOLGORATO SULLA VIA DI DAMASCO DELL’OPPOSIZIONE
“Rispetto ad un Governo scannatoio, lacerato dal braccio di ferro intestino fra le sue varie correnti e quotidianamente vacillante, l’unica ipotesi e’ quella delle elezioni. La prospettiva di accordi e inciuci trasversali, che trova espressione nella formula delle larghe intese ventilate da più parti, sarebbe infatti un tradimento democratico dei cittadini. Detto in parole semplici: il ritorno al paleolitico della politica, ad una Prima Repubblica intesa come amministrazione autoreferenziale e opportunistica, di cui gli italiani non sentono la mancanza. Perche’ mai si dovrebbe affidare il futuro del Paese ai vari Casini e Cesa, folgorati sulla via di Damasco dell’opposizione dopo anni di placida sottomissione a Berlusconi? Il premier da sempre e’ stato infatti incompatibile con la democrazia e allergico ai suoi equilibri”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
NAPOLI, 3 LUG - ''La Chiesa faccia sentire un tocco piacevole di campana dopo i tanti, assordanti, che abbiamo dovuto ascoltare negli ultimi tempi''. E' quanto afferma Luigi de Magistris, europarlamentare dell'Italia dei Valori in merito al trasferimento del prete anticamorra don Aniello Manganiello. ''Grave, inspiegabile ed illogica - e' secondo de Magistris - la decisione delle autorita' ecclesiastiche di trasferire don Aniello Manganiello da quartieri difficili , ad alto tasso malavitoso, come Scampia e Secondigliano. Ancora una volta - prosegue - sembra non tenersi conto del grande e importante lavoro che alcuni preti svolgono sul territorio, come riconoscono gli stessi abitanti di quei quartieri degradati di Napoli che si oppongono al trasferimento. Parroci coraggiosi come don Manganiello, che non hanno avuto paura di opporsi alla malavita e richiamare, giustamente, al proprio dovere le amministrazioni locali e la politica per tenere lontani i giovani dalla tentazione criminale, sono - conclude de Magistris - una risorsa ed un esempio di grande valore morale e religioso''. (ANSA).
CATANZARO - 3 LUG 2010 - “Il governo intervenga con ogni mezzo disponibile, e senza perdere tempo, per risanare la devastante situazione ambientale accertata nella valle del fiume Oliva, sul Tirreno cosentino, dove migliaia di cittadini rischiano di subire conseguenze enormi a causa dell’inquinamento”. E’ quanto chiede Luigi de Magistris, europarlamentare di Italia dei Valori, dopo quanto emerso a conclusione della perizia della Procura di Paola che ha verificato lo smaltimento illegale di centomila metri cubi di fanghi industriali nel letto del fiume. “Quella individuata tra i territori di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello – continua de Magistris - è l’ennesima bomba ecologica scoperta in Calabria, che ancora una volta è stata individuata partendo dal drammatico dato dell’aumento di patologie tumorali nella popolazione. Ancora una volta si scopre che il territorio è fortemente contaminato da metalli pesanti e sostanze radioattive: cesio 137, berillio, cobalto, rame, mercurio, antimonio, cadmio e tante altre sostanze arrivate da chissà dove, che finiscono per contaminare l’acqua, il cibo, l’aria. Millecinquecento persone in poco più di dieci anni, in una piccola porzione di territorio intorno alla valle dell’Oliva, si sono ammalate di tumori del colon, del retto, degli organi uro-genitali, del seno, e molte di loro hanno perso la vita. Bisogna dare pieno sostengo all’attività della magistratura, che ha il compito di individuare le responsabilità, indagando non solo sull’attività delle eco-mafie, ma anche su quella parte di politica distratta o connivente che ha consentito di trasformare la Calabria - da Crotone a Sibari, dalla Piana di Gioia Tauro al Tirreno cosentino - in una enorme e mortale discarica di rifiuti tossici. Soprattutto – conclude de Magistris - bisogna avviare, senza ulteriori ritardi, la bonifica del territorio e una capillare attività di screening sanitario nella popolazione”.
“Lo spettacolo e’ indegno e preoccupa. Perche’ questo Governo, più simile ad uno scannatoio che ad un esecutivo, e’ alla canna del gas, ma proprio per tale motivo Berlusconi non mollera’, accanendosi a restare aggrappato ad una traballante tolda di comando, sempre scossa dalla tensione con Fini e dai ricatti leghisti”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Della confusione di questa maggioranza e’ prova la manovra economica, ispirata alla filosofia del ‘comunque noi ci proviamo a fregarli’, salvo poi fare dietrofront quando l’opinione pubblica si indigna e le componenti sociali, massacrate da un piano economico iniquo, si oppongono. Gli agguati del Governo del resto sono stati diversi: sul condono edilizio e fiscale, dopo sulle pensioni, infine quest’ultimo caso del taglio alle tredicesime dei lavoratori del comparto sicurezza, gia’ pesantemente massacrato. Mentre monta una questione morale e politica che non fa che rendere questo serraglio ancora più diviso: intercettazioni, caso Brancher, lodo Alfano. E a pagarne il prezzo salato sara' soltanto, purtroppo, il Paese”.
DEPOSITATA INTERROGAZIONE A COMMISSIONE DA DE MAGISTRIS, RINALDI E UGGIAS Lo scudo fiscale non solo viola le norme europee sull’Iva e quelle che contrastano il riciclaggio, ma rischia di risultare dannoso per le casse dell’Ue. Questo il senso dell’interrogazione depositata oggi alla Commissione dai deputati europei dell’IdV Luigi de Magistris, Niccolo’ Rinaldi e Giommaria Uggias. Nel testo viene interrogata la Commissione su “quale sia l’impatto sul bilancio dell’Unione di tale provvedimento dato che blocca gli accertamenti dell’Iva per vari esercizi di imposta”, comportando “una sicura perdita di gettito Iva per tutte le operazioni imponibili accertate dall'amministrazione fiscale italiana successivamente al rimpatrio dei capitali”. Secondo gli eurodeputati IdV, grazie allo scudo “circa 100 miliardi di euro sono rientrati in Italia, di cui solo un'esigua parte, pari al 5% e al 7% per il periodo di proroga e’ stata versata al fisco italiano, con una perdita netta anche per le risorse dell'Ue, fra le quali rientra una frazione della base imponibile Iva di ogni Stato”. Infine i dipietristi chiedono alla Commissione di “assumere le proprie responsabilita' di guardiana dei Trattati e intervenire presso il Governo italiano”, affinche’ “il danno erariale ai danni dell’Ue sia corretto”, soprattutto “in un momento di grave crisi economica” in cui esiste la “necessità di risorse adeguate per promuovere le politiche dell'Unione”.
“Stupisce lo stupore politico per le dichiarazioni rilasciate al Corriere dall’avvocato del premier Ghedini. Ghedini è il vero ministro della (in)Giustizia, l’uomo che per volonta’ di Berlusconi detiene i fili del progetto piduista di distruzione del sistema giudiziario. Essendo il suo legale, infatti, conosce meglio di chiunque altro le compromissioni penali del premier, potendo quindi confezionare leggi ad hoc che possano garantirgli l’impunita’. A questo scopo e’ pronto a tutto, come pronta a tutto e’ la maggioranza. Di cosa ci si meraviglia allora? Per lui, come per l’accolita sbandata che siede al Governo, le istituzioni e i garanti costituzionali sono orpelli da azzerare, mentre il dissenso sociale e’ ignorato o al massimo criminalizzato. Sul ddl intercettazioni l’unica speranza e’ il referendum, perche’ la prospettiva che i finiani votino coerentemente con cio’ che affermano e’ flebile, almeno tenendo presente l’atteggiamento assunto in Parlamento fino ad oggi. Al momento del voto, infatti, fedelmente hanno sempre premuto il tasto del consenso”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Il messaggio che il governo lancia al Paese e’ che la legge non e’ uguale per tutti come sancito dall’art.3 della Costituzione. Il lodo Alfano e’ emblema della piu’ eversiva coazione a ripetere l’illegalita’ da parte berlusconiana. Riproposto negli anni sotto spoglie nuove, ma sempre identiche nell’illegittimità, questo scudo e’ quindi una sorta di ‘araba fenice’ della casta che aspira alla fuga dai tribunali. Oggi si tenta di allargarne le maglie estendendolo ai ministri e applicandolo ai procedimenti iniziati prima dell’assunzione della carica: evidentemente c’e’ urgenza di garantire le nuove implicazioni processuali che preoccupano Berlusconi e gli altri membri del governo. Brancher in testa, ma anche tutti quei Brancher che verranno in superficie nel prossimo futuro. E tenendo conto dell’ondata immorale che ha coinvolto in questi ultimi mesi la maggioranza, si puo’ prevedere che non saranno pochi, facendo lievitare i dicasteri con delega al nulla”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Tutti golpisti e laudatores con l’unica preoccupazione di essere serventi agli interessi giudiziari del premier. Comprese le presunte voci critiche -dai finiani ai leghisti- cioe’ quelli del ‘Roma ladrona’, della battaglia per la sicurezza, della lotta alle mafie e della ‘certezza della pena’. Berlusconi e questo serraglio che ci governa non hanno remore a soffocare il confronto in Parlamento, arrivando ad imporre manu militari i tempi della calendarizzazione di un ddl vergognoso. Oggi infatti è stato compiuto l’ennesimo insulto eversivo verso le istituzioni. Per colpa loro e del loro ddl sulle intercettazioni, il Paese rischia di trasformarsi nella patria dell’immunita’ criminale e del silenzio mediatico. Il provvedimento sulle intercettazioni emana incostituzionalita’ da ogni punto di vista, oltre ad essere perseguito con il metodo della marcia forzata tipica dei regimi. Per questo la mobilitazione di domani rappresenta un argine di contenimento democratico importantissimo per evitare che il Paese finisca nella palude illegale in cui il Governo vorrebbe trascinarlo”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(ANSA) NAPOLI, 29 GIU - Ripensare le politiche economiche dell'Unione europea attraverso progetti di sviluppo della green economy e del welfare. Questi i due punti su cui ha battuto oggi Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv e presidente della commissione di controllo sul bilancio del Parlamento Europeo.De Magistris, intervenuto a Napoli alla presentazione della lettera di oltre 200 economisti contro la manovra finanziaria italiana, ha avvertito sul pericolo di puntare su politiche neoliberiste che non tengono conto di punti di vista diversi, affermando che invece l'Ue deve puntare a un aumento della tutela sociale, delloccupazione e del welfare.L'ex pm ha ricordato che per stimolare i consumi in Europa e' necessario evitare l'aumento delle imposte sui ceti piu' deboli e pensare seriamente ad una tassazione delle rendite finanziarie a cominciare da coloro che hanno usufruito dello scudo fiscale.Sulla green economy De Magistris ha auspicato che 'certi investimenti come quelli sul nucleare in tutta Europa o su progetti faraonici come il ponte sullo stretto in Italia vengano deviati sulle politiche di energie alternative, sulla geotermia, sulla raccolta differenziata'. L'esponente dell'Idv e' tornato poi sull'accordo per Pomigliano, definendolo 'una palestra per ridisegnare i rapporti tra impresa e lavoro' e ricordando di aver presentato due giorni fa al Parlamento europeo una interrogazione sulla contrazione del diritto di sciopero. De Magistris ha infine criticato i tagli alla cultura, che colpiranno anche l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici che ha ospitato oggi il dibattito: 'l'attacco alla cultura e inaccettabile - ha concluso - perche' colpisce gli istituti di cultura, le universita', i centri di ricerca, tutti quei luoghi, insomma, dove si forma il libero pensiero dei cittadini'.
“Il ministro Bondi ha perso completamente la bussola dell’autocritica. Ora sono i media italiani a dover compiere un esame di coscienza? Il presidente del Consiglio -che di coscienza del resto e’ privo, soprattutto quella democratica- puo’ invece intervenire con tanta virulenza contro giornalisti e testate come farebbe il piu' sfacciato dei tiranni, magari telefonando anche a qualche membro dell’Agcom per fermare programmi scomodi. Ma soprattutto il suo Governo puo' azzittire l’informazione e uccidere l’attivita' inquirente per legge, senza la minima forma di perplessita' di fronte alle proteste di un paese intero. Perché il ddl intercettazioni e' un provvedimento che gronda incostituzionalita' e rende indispensabile il contrasto netto da parte dell’opposizione politica e della societa' civile, del mondo dell’informazione e della giustizia, dell’associazionismo e del sindacato. Come appunto accadra' il 1 luglio dalle piazze non solo italiane, che ospiteranno il movimento di resistenza democratica e pacifica a difesa dell’art.21 e della giustizia, all’interno di una battaglia che supera i confini nazionali”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
CENTRODESTRA NON CANTI VITTORIA PREMATURA
“Si deve ricordare a Cicchitto&co che sul rapporto tra mafia e politica -compresa la stagione dello stragismo degli anni ’90 e il capitolo della trattativa fra cosa nostra e Stato- stanno ancora indagando le Procure di Palermo, Firenze e Caltanissetta. Quindi appare prematuro questo cantare vittoria da parte del centrodestra”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Si deve inoltre far presente a questi ‘soloni del crimine’, che confezionano leggi pro-mafie come il ddl intercettazioni, che oggi il fondatore di Fi e braccio destro di Berlusconi è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, il che sta a significare che egli ha contribuito a favorire il crimine organizzato. Si tratta di una verità giudiziaria che chiama in causa, politicamente e pesantemente, il presidente del Consiglio e che spingerebbe qualsiasi persona con un minimo senso etico a farsi da parte, magari lasciando lo scranno del Senato in segno di rispetto verso le istituzioni. La sentenza di oggi conferma che è ancora tutto in piedi quello che il centrodestra definisce ‘teorema politico’: l’inquietante rapporto fra Fi e mafia è infatti questione irrisolta. Soprattutto perche' non si tratta di una teoria precostituita nel laboratorio di una magistratura politicizzata, ma di una verità storica suffragata da atti giudiziari, come per esempio la richiesta di archiviazione dell’indagine per Berlusconi e Dell’Utri che la Procura di Firenze avanzò nel ’98 in relazione alle stragi degli anni ‘90 di Roma, Firenze e Milano. Inquieta poi che oggi Dell'Utri lasci intendere che non fara' il ministro perchè e' più bello sceglierli. E' lui, un condannato per mafia, che li sceglie? Chi ha scelto? Forse il Ministro dell'ingiustizia Alfano?”.
“La sentenza di condanna emessa oggi dalla Corte d’Appello di Palermo conferma che e’ esistito un legame ed un rapporto fra il braccio destro di Berlusconi e cosa nostra: Dell’Utri e’ stato infatti condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ bene ricordarlo prima che inizi il bombardamento mediatico difensivo da parte del centrodestra. Esiste dunque una verita’ storica che si fa progressivamente sempre più giudiziaria e che non puo’ essere scalfita dagli ormai logori strali della maggioranza contro una magistratura politicizzata, che starebbe lavorando per disarcionare Berlusconi, cioe’ per compiere un’operazione golpista. Questa verita’ è drammatica ma innegabile: l’uomo ombra del premier in Sicilia si relaziono’ con cosa nostra e di questa relazione inquietante dovrebbe rispondere anche il Presidente del Consiglio, eticamente, davanti al Paese”. Lo afferma in una nota l’eurodeputato IdV Luigi de Magistris.
CATANZARO - 28 GIU 2010 - “Ritengo particolarmente grave che il congresso di Italia dei Valori della provincia di Cosenza si sia svolto in un clima di forte tensione e inquinato soprattutto dal sospetto del mancato rispetto delle regole congressuali. Era invece necessario garantire il sereno svolgimento del congresso e soprattutto la trasparenza della procedure”. E’ quanto dichiara Luigi de Magistris, europarlamentare Idv. “Quando vengono poste questioni che riguardano il tema della trasparenza e del rispetto delle regole di democrazia interna – prosegue de Magistris – bisogna immediatamente dipanare tutte le ombre e fugare ogni dubbio. Deve essere questa la coerente regola di comportamento di un partito come Italia dei Valori che fa della trasparenza, della legalità e del rispetto delle regole i propri valori fondanti”. “Dispiace registrare il permanere di una accesa conflittualità di Italia dei Valori in Calabria – continua de Magistris –, che probabilmente è legata ad un inspiegabile atteggiamento di ostilità nei confronti di tutti coloro che si sono impegnati a portare un contributo di entusiasmo, rinnovamento e progettualità ad un partito che nella regione, prima delle ultime elezioni europee, aveva un peso politico certamente minore. L’atteggiamento di chiusura rispetto alle istanze di rinnovamento serve solo a produrre un ridimensionamento del partito, sia in termini di consenso che di qualità della classe dirigente, e una sua involuzione sotto il profilo della democrazia interna”. “Esprimo forte rammarico – prosegue l’europarlamentare – per il fatto che una situazione così spiacevole si sia verificata proprio a Cosenza, laddove anche alle ultime elezioni regionali il partito ha registrato una forte crescita, quantitativa e qualitativa, con l’elezione di Mimmo Talarico, il più votato tra i consiglieri di Idv”. Conclude de Magistris: “Italia dei Valori fonda il proprio consenso, e le ragioni stesse della propria azione politica, sulla serietà, la credibilità, la trasparenza e la moralità. Un partito delle tessere può servire soltanto a consolidare posizioni di potere”.
“L’ostinazione con cui Brancher resta inchiodato alla poltrona di ministro e’ un ‘fulgido’ esempio della piu’ profonda tracotanza politica: quella di chi si sente legittimato a beffare la giustizia e le istituzioni, vivendo la propria carica pubblica senza il minimo senso della decenza e del rispetto verso i cittadini. La rinuncia al legittimo impedimento e’ stata motivata dal fatto che il ministro e’ stato oggetto di un violento fuoco amico da parte di finiani e leghisti, i quali per ragioni diverse –e sempre legate alla faida inarrestabile che caratterizza il centrodestra-, lo hanno isolato e scaricato, costringendo lo stesso Berlusconi a sacrificarlo. Del resto di fronte allo sconcerto dell’opinione pubblica e alla resistenza del Quirinale, la marcia indietro era obbligatoria: giustificare infatti un abuso di tale portata era operazione difficile anche per gli acrobati politicanti del PdL . Ma l’offesa ai cittadini e alle istituzioni resta indelebile e l’unica risposta degna, che non arriva e non arrivera’, sarebbe quella di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico di ministro del nulla che gli e’ stato cucito addosso nel tentativo di immunizzarlo dai processi”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Se Brancher avesse un minimo senso istituzionale e una minima dignita’ di uomo politico si sarebbe gia’ dimesso dalla carica di ministro, in segno di rispetto verso lo Stato, la magistratura e soprattutto i cittadini italiani di cui si e’ fatto beffa. Sfruttare una legge - di per se’ ingiusta- come il legittimo impedimento, in più senza averne i requisiti, e’ un fatto doppiamente grave, diciamo anche un doppio abuso. Brancher e’ percio’ indegno della carica che ricopre e a cui, per altro, e’ approdato per garantirsi la fuga dalla giustizia, davanti alla quale e’ chiamato a rispondere per il caso Antonveneta-Bpi. Purtroppo questo Governo sta trasformando l’Italia in una terra di nessuno del diritto e della legge, dove al potere e’ garantita l’immunita’ con leggi ad hoc che violano la Costituzione e umiliano l’etica pubblica. Una miseria morale e politica tanto profonda da essere quasi una ‘violenza’ di Stato verso i cittadini e la democrazia, che meritano di essere governati da una dirigenza ben diversa da questo serraglio vergognoso che si autodefinisce esecutivo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(DIRE) Roma, 25 giu. - "Disintegrazione dello Stato di diritto e dello Stato sociale: e' un disegno strategico. Sarebbe un errore sganciare la battaglia contro la legge bavaglio da quella degli operai di Pomigliano". Lo dice Luigi De Magistris, a proposito della vertenza di Pomigliano, nel numero di Left in edicola oggi."Diritti, economia, giustizia, lavoro: sta tutto insieme- dice De Magistris- nell'affondo neoautoritario di questo governo.Portato avanti non con l'olio di ricino ma con leggi e accordi che 'decostituzionalizzano' il Paese. Dividere questi fronti sarebbe un errore clamoroso". - Per De Magistris, Pomigliano e' una palestra: "Confindustria vuole utilizzare quelle regole ovunque. Secondo me- sottolinea- si sta sottovalutando l'importanza della lotta per i diritti.Dinanzi a un'operazione chiaramente classista, la risposta non puo' essere che la lotta di classe".Poi parla dell'atteggiamento del Pd: "Non c'e' dubbio che una parte del Pd si sia avvicinata ai poteri forti, non scordiamo vicende come quella dei furbetti del quartierino o le indagini su certi appalti nel Sud Italia. Il Pd ha fatto una scelta centrista, di vicinanza a Confindustria, e ritiene che questa opzione sia piu' importante della difesa dei piu' deboli. Ma per fortuna non tutti, nel Pd, la pensano cosi'." E infine sull'accordo dice: "Si', e' illegittimo, l'azienda non puo' decidere unilateralmente se una parte ha violato i patti. E il referendum e' da regime. Quale liberta' puo' esserci nello scegliere tra dire si' e finire licenziati?".
ROMA (ITALPRESS) - "C'e' un attacco del governo, dei poteri forti e di alcuni organi di stampa contro l'Idv, per l'opposizione che sta facendo. Il partito e' in grande crescita e fa paura a chi vuole mantenere lo status quo". Lo dice Luigi De Magistris ad Affaritaliani.it."L'Idv deve avere la capacita' di rappresentare una classe dirigente all'altezza delle aspettative - aggiunge -. Non c'e' solo Di Pietro, ci sono anch'io e tanti altri" ma "C'e' un attacco fortissimo per l'opposizione che sta facendo nel Paese".E il calo dei consensi? "L'importante e' che il partito cresca in qualita' e non in quantita'. Che migliori la sua classe dirigente, che abbia un'azione politica coerente alle idee e ai contenuti".
“Una manovra classista che colpisce salari e pensioni, che si abbatte come una mannaia sulla P.a, che strozza gli enti locali costringendoli a tagliare i servizi oppure ad aumentare la pressione fiscale per mantenerne l’erogazione. Mentre non intacca le rendite finanziarie o l’evasione, compiendo un po’ di marketing populista con la presunta lotta agli sprechi della politica. Per questo lo sciopero nazionale indetto dalla Cgil e’ un grido d’allarme che deve essere ascoltato dal Governo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che sta prendendo parte alla manifestazione sindacale di Napoli. Per de Magistris inoltre “la crisi e’ sfruttata dall’esecutivo per imporre una deriva reazionaria sul fronte dei diritti del lavoro, di cui e’ emblema la vicenda di Pomigliano. Con la scusa della sofferenza economica, si autorizza il ‘mani libere’ padronale per calpestare il Contratto nazionale, la Costituzione e lo Statuto. Contrattazione aziendale, accordi separati, arbitrato, rivisitazione del diritto di sciopero sono misure che rispecchiano la china pericolosa a cui, oggi, la manifestazione della Cgil dice no”.
“Uno schiaffo verso il paese che arriva con la puntualità prevedibile di un Governo logorato dalla questione morale. La maggioranza ha trasformato i ministeri nelle stanze dell’impunita’, dove vengono catapultati amici e sodali per proteggerli dalle inchieste della magistratura, usando le ormai tradizionali leggi su misura. La nomina di Brancher a ministro, con la creazione addirittura di un dicastero ad hoc, ha avuto da sempre questa finalita’ immunitaria, che oggi trova una sua ufficializzazione nella richiesta di legittimo impedimento da parte del neoministro coinvolto nel caso Antonveneta”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Del resto, tale padre tale figlio. Sempre oggi, il gup di Milano ha inviato alla Consulta gli atti sul processo Mediatrade, per cui Berlusconi ha richiesto il legittimo impedimento. Un ombrello protettivo per se stesso ma anche per altri affiliati come Confalonieri”.
PRESENTATA INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA
“Ai lavoratori di Pomigliano non e’ stato proposto un accordo, ma imposto un ricatto, di cui sono responsabili Fiat e Governo. Si costringono infatti i lavoratori ad accettare la schiavitu’, rinunciando al diritto di sciopero sancito dall’art.40 della Costituzione, minacciando la chiusura dello stabilimento”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che sulla vicenda di Pomigliano ha depositato oggi un’interrogazione prioritaria alla Commissione europea. “A livello europeo –si legge nell’interrogazione- il diritto di sciopero e’ incluso nell'articolo 28 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue”, mentre “anche la Corte di Giustizia, con le sentenze C-438/05 ("Viking case") e C-341/05 ("Laval case") ha riconosciuto che, come conseguenza dei principi sanciti dalla Carta, il diritto di intraprendere azioni collettive deve essere riconosciuto come diritto fondamentale”. Per questo, l’eurodeputato IdV chiede alla Commissione se “non ritiene che i limiti imposti al diritto di sciopero degli operai di Pomigliano costituisce una chiara violazione dei principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Ue” e se “non ritiene, inoltre, che violino anche la giurisprudenza delineata dalle sentenze della Corte di Giustizia?”
“L’Italia dei Valori e’ una forza politicamente scomoda che conduce una dura opposizione verso il Governo, mettendosi di traverso anche rispetto a qualsiasi tentazione di confronto e mediazione con l’esecutivo. Questa scelta e’ figlia del convincimento che la democrazia e lo Stato di diritto devono essere sempre difesi da ogni politica dello scambio, essendo inaccettabile il confronto e la mediazione con chi vuole la distruzione della Repubblica e della Costituzione. Per questo suo ruolo, l’IdV e’ ormai da mesi target di un bombardamento politico e mediatico da parte di poteri forti e forze partitiche che, con l’ausilio di giornali ‘permeabili’, tentano di delegittimarla. La strategia e’ quella di veicolare il messaggio ingiusto di un ‘egualitarismo immorale’: tutti i partiti sono identici nel perseguimento dell’opaco guadagno privato. L’operazione e’ talmente chiara da essere quasi fanciullesca, ma non per questo meno pericolosa. Percio’ continueremo a denunciarne la natura e la finalità, che sono di pura delegittimazione, così come continueremo a lavorare come fatto fino ad oggi, senza sconti e senza timore”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
Eurodeputato IdV ha incontrato operai Fiom di Pomigliano
“L’accordo su Pomigliano d’Arco rischia di essere una ‘palestra’ di preparazione per future intese altrettanto pericolose e reazionarie, distruttive del Contratto nazionale di lavoro e dello Statuto dei lavoratori”. Lo afferma l’eurodeputato dell’IdV Luigi de Magistris, che proprio oggi ha incontrato, presso la sede della Cgil di Pomigliano d’Arco, gli operai della Fiom-Cgil. Secondo l’ex pm, “non stupisce che questa intesa sia stata proposta dalla dirigenza Fiat con il placet del Governo, il quale sta procedendo ad una sistematica distruzione dei diritti dei lavoratori sanciti dalla Costituzione. Basta ricordare le dichiarazioni di intenti (contro)riformisti sull’art. 1 o in merito allo Statuto, ma soprattutto basta guardare la politica governativa che ha avuto un solo padrone: Confindustria e le lobby. Per attuare questo piano reazionario –continua- si tenta anche la strada della criminalizzazione di quel sindacato resistente, la cui unica colpa e’ compiere il suo mestiere: difendere i lavoratori e i loro diritti”. Per de Magistris, inoltre, “il referendum di domani avviene nella più completa mancanza di liberta’. Si chiede infatti ad un lavoratore di scegliere tra due ipotesi inaccettabili: la disoccupazione o la schiavitu’. In una terra in cui l’occupazione e’ presidio di legalita’ – continua- i primi a tradire la legge sono il Governo e la Fiat : un messaggio socialmente pericoloso. Di fronte a questo piano reazionario, urge una mobilitazione di tutte le forze politiche progressiste e democratiche, del sindacato e della societa’ civile che hanno a cuore i diritti del lavoro”.
“Il referendum di Pomigliano d’Arco fa pensare alle finte elezioni che certi regimi indicono per ottenere una conferma plebiscitaria. Quale libertà di espressione sul loro futuro occupazionale possono avere i lavoratori di questo stabilimento? La loro unica scelta infatti consiste nella decisione sul male minore, cioe’ se trasformasi in disoccupati o in servi”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che lunedi’ 21 giugno, alle ore 12, incontrera’ gli operai della Fiom presso la sede della Cgil di Pomigliano d’Arco. Secondo de Magistris, “i lavoratori sono chiamati a sottoscrivere un accordo inaccettabile e illegittimo: rinunciare a quei diritti che sono sanciti dalla Costituzione, come lo sciopero tutelato dall’art.40, è al di fuori delle leggi democratiche, oltre ad essere ingiusto. Il rischio –conclude- e’ che questo accordo funzioni da 'apripista' per altre future intese, compiute in violazione della Costituzione e dello Statuto dei lavoratori e in deroga al Contratto nazionale. Possibilita’, questa, gia’ paventata dal ministro del Lavoro Sacconi e tanto cara a Confindustria”.
“L’attenzione di Berlusconi verso il ddl intercettazioni si potrebbe definire, tecnicamente sul piano clinico, come un nucleo paranoico. Il Paese stritolato dalla crisi, la situazione drammatica dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, la questione morale che dilaga nel suo esecutivo: tutto questo non esiste. Il premier non ha interesse per niente altro che non siano provvedimenti ad hoc che stravolgono la Costituzione, colpendo l’autonomia della magistratura e la liberta’ mediatica, ma che hanno il merito di salvare dalla giustizia questo serraglio golpista che, ostinatamente, si autodefinisce Governo. Ma contro il ddl intercettazioni quello che non potrà fare il Parlamento, commissariato dal presidente del Consiglio, sara’ fatto dalla società civile pacifica, che anche il 1 luglio fara’ sentire la propria ferma opposizione verso una norma criminogena”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
EUROPARLAMENTARE INCONTRERA' RAPPRESENTANTI FIOM LUNEDI' (ANSA) - NAPOLI, 18 GIU - 'Manifesto piena solidarieta' ed appoggio nei confronti degli operai che si sono opposti a quella che piu' che una proposta e' un vero e proprio ricatto ai lavoratori da parte della Fiat: continuare a lavorare in un regime di schiavitu' formalizzato dalle parti sociali oppure la chiusura dello stabilimento'. Lo dice in una nota l'europarlamentare dell'Idv Luigi de Magistris, che incontrera' gli operai della Fiom lunedi' 21 giugno alle 12, nella sede della Cgil di Pomigliano d'Arco. 'La posta in gioco alla Fiat di Pomigliano in realta' - continua l'europarlamentare - travalica i cancelli di quello stabilimento e si iscrive nel progetto generale portato avanti dall'attuale governo e dai poteri forti di svilimento e depauperamento della nostra Costituzione. Pomigliano e' dunque il palcoscenico delle prove generali di una 'recita' pericolosa: quella che vuole uccidere la forza del sindacato; distruggere il Contratto nazionale di lavoro per la contrattazione locale o aziendale, che rende il lavoratore solo e quindi debole; restringere lo spettro dei diritti, dissenso compreso, violando la Costituzione e la legge'.'Percio' accettare questo ricatto non e' possibile - conclude De Magistris -. Per Pomigliano, per il Paese, per il futuro dei lavoratori'.
CATANZARO – 18 GIU 2010 - “Giudico positivo, anche se parecchio tardivo, l’intervento della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, presieduta da Gaetano Pecorella, che in una conferenza stampa a Crotone ha detto di voler fare chiarezza sul perché negli ultimi dieci anni non è stata effettuata una bonifica del sito interessato da una forte presenza di sostanze tossiche derivanti dall’attività di smaltimento illegale di rifiuti industriali”. A sostenerlo è Luigi de Magistris, europarlamentare di Italia dei Valori. “Molti degli elementi informativi che il presidente Pecorella oggi ritiene di dover raccogliere – prosegue de Magistris - sono noti da tempo, perché emersi soprattutto grazie alle indagini della magistratura, dall’inchiesta ‘Artemide’ da me condotta nel lontano 1988 fino alla più recente “Black Mountain” della Procura di Crotone. Io stesso, in seguito alla mia inchiesta sullo smaltimento illegale di rifiuti tossici, in particolare ferriti di zinco, dall’area della Pertusola Sud, fui ascoltato dalla Commissione, alla quale fornii numerosi elementi conoscitivi che avrebbero dovuto portare, a mio avviso, ad un intervento immediato delle istituzioni competenti. Invece, nonostante il lungo perdurare del commissariamento per l’emergenza ambientale, il territorio calabrese è rimasto un’enorme discarica. Un territorio nel quale le ecomafie hanno potuto produrre profitti enormi a discapito della salute dei cittadini, contando su una politica connivente o quantomeno colpevolmente distratta. Ci auguriamo – conclude de Magistris – che su Crotone, così come nella Sibaritide, si concentri un intervento del Governo che porti alla bonifica di quei territori, per tutelare la salute dei cittadini e salvaguardare l’ambiente”.
“Ci si chiedeva come mai ancora non fosse stata bombardata politicamente la Procura di Milano, la quale si sta occupando della vicenda Unipol-Consorte, cioè di quel Watergate italiano che coinvolge il presidente del Consiglio e il suo legale, nonché ministro ombra della Giustizia, l’on. Ghedini. Lo stesso Ghedini che, da deputato della Camera, presenta un’interrogazione parlamentare per chiedere gli emissari ispettivi verso quella Procura da cui è stato convocato per essere ascoltato come persona informata sui fatti. Procura alla quale non si è presentato, spingendo quindi il sostituto procuratore Meroni ad avanzare richiesta alla Giunta della Camera di un suo accompagnamento coatto. Un motivo sufficiente per essere dunque puniti. Siamo alla quint’essenza del conflitto di interessi, che ormai dilaga impunemente nella maggioranza, coinvolgendo non solo il premier ma anche i suoi fedeli servitori. Ormai il meccanismo è quello di Pavlov: una procura si interessa al premier, come Trani o come Milano, ed ecco che repentinamente il Governo risponde con l’azione ispettiva e il tentativo disciplinare verso i suoi magistrati”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
1 LUGLIO MOMENTO IMPORTANTE PER RESISTENZA DEMOCRATICA
“Il ddl intercettazioni è una bomba pronta a deflagrare nel mondo della giustizia e dell’informazione. Così minaccioso da provocare l’intervento degli Usa che, per voce del sottosegretario alla Giustizia Breuer, hanno lanciato un ammonimento sul rischio che la lotta alle mafie subisca una battuta d’arresto. Se non bastasse, anche l’Osce ha ripetutamente richiamato l’Italia al rispetto del diritto all’informazione libera, come sancito dall'art. 11 della Carta Ue dei diritti fondamentali e dall'art. 10 della Convenzione europea per i diritti umani. Il Governo deve innestare la retromarcia, rispettando i richiami internazionali ma soprattutto la volontà della società civile, da giorni mobilitata per fermare una norma criminogena. Per questo l’appuntamento del 1 luglio è un momento importante di questa resistenza pacifica e democratica, che vede protagonista il popolo viola, la Fnsi, le associazioni, il mondo della cultura, il fronte della giustizia. Le presunte e promesse modifiche alla Camera, infatti, non offrono garanzia, vista l’evoluzione del ddl fino ad oggi: approvato a colpi di fiducia, sempre contando sul rientro del dissenso dei finiani, è stato progressivamente peggiorato e pasticciato. Non può dunque essere in alcun modo migliorato, ma solo ritirato”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La condanna in appello dell’ex capo di Polizia De Gennaro e’ una delle tappe giudiziarie che si stanno percorrendo per poter restituire verita’ e giustizia al Paese intero, che porta e portera’ sempre i segni di una ferita politico-istituzionale profonda. Una ferita che e’ stata inferta alla democrazia italiana con la gestione criminale dell’ordine pubblico durante il G8 di Genova nel luglio 2001, quando esponenti anche apicali delle Forze dell’Ordine confusero il loro ruolo con quello dei paramilitari sudamericani. Di fronte a questi elementi giudiziari, compresa la recente sentenza sull’irruzione alla scuola Diaz di Genova, sarebbe opportuno che lo stesso De Gennaro lasciasse il suo incarico di direttore del Dis, a cui e’ approdato in un modo discutibile e offensivo verso quanto accaduto a Genova nel 2001, quando e’ stato il referente di una catena di comando deviata e pericolosa che ha portato allo stravolgimento dello Stato di diritto”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Il ddl intercettazioni e’ un provvedimento che il Governo sta varando calpestando l’opposizione parlamentare e civile del Paese. Pericoloso nel metodo di approvazione, pericoloso nel suo contenuto, perche’ agevola il crimine organizzato tanto quanto uccide la liberta’ di informazione. A riprova della gravita’ di tale ddl, l’intervento di ieri da parte dell’Osce e, poche settimane fa, del sottosegretario Usa alla Giustizia Breuer. La lotta alle mafie e la libertà mediatica sono questioni che interessano la comunità globale. Alla luce di questo, è importante che l’Ue vigili su quanto si sta realizzando in Italia: il ddl intercettazioni rischia di violare gli standard europei sulla liberta' di stampa e sul diritto dei cittadini di sapere, come sancito dall'art. 11 della Carta Ue dei diritti fondamentali e dall'art. 10 della Convenzione europea per i diritti umani. E rischia inoltre di ostacolare la lotta alle mafie e alla corruzione che in modo convergente l’Ue sta portando avanti con grande impegno”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La mancata concessione del programma di protezione speciale da parte del Ministero dell'Interno al collaboratore di giustizia Spatuzza e' un fatto inquietante. La magistratura che sta indagando sulle stragi di mafia del ’92-‘93 e sui rapporti tra mafia, politica e istituzioni aveva chiesto questa misura protettiva nei confronti di un collaboratore che ha rilasciato dichiarazioni ritenute rilevanti e attendibili dall'autorita' giudiziaria. La necessita’ di questa misura e’ stata valutata da tre procure importanti come Firenze, Palermo e Caltanissetta, oltre che confermata dalla Procura nazionale Antimafia. Per questo le affermazioni del ministro La Russa e di altri ‘fedeli’ di Arcore sono falsita’ pronunciate con la coscienza di mentire e di voler giustificare una scelta ingiustificabile. Il diniego del Governo -più volte caldeggiato e annunciato in passato dal sottosegretario Mantovano- appare come un'oggettiva intimidazione verso Spatuzza e quanti intendano rendere dichiarazioni sui rapporti tra mafia e pezzi deviati dello Stato, politica compresa. Un’intimidazione che non meraviglia se si tiene conto di chi sia il Capo del Governo: lo stesso fondatore di Fi che, insieme a Dell’Utri, viene considerato referente politico di cosa nostra in uno dei periodi piu’ oscuri della Repubblica”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Il Governo vuole far credere che gli italiani vivono in una Ddr moderna a causa della magistratura, che passerebbe il tempo ad ascoltare le loro conversazioni private. Niente di più falso: non c’e’ nessun abuso di questo strumento di indagine e la magistratura non e’ affetta da nessuna sindrome di voyeurismo, semplicemente dispone delle intercettazioni per garantire ai cittadini la sicurezza e la giustizia. Due diritti compromessi dal ddl che, con la scusa della privacy, dispone una norma che non solo annienta la capacità di indagine, ma che contribuirà a favorire la fuga di notizie, con il perverso meccanismo delle richieste di proroghe e della competenza del giudice distrettuale. Che Fini rassicuri sui tempi di discussione parlamentare e’ qualcosa che ci fa piacere visto il suo ruolo istituzionale, ma che risulta politicamente superfluo. L’urgenza infatti e’ che questo ddl non passi anche grazie alla coerenza dei finiani: ecco, su questo punto dovrebbe rassicurare il paese, visto che questa coerenza, ad oggi, non c’e’ stata”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Un confronto sulla riforma della giustizia significherebbe svendere l’autonomia della magistratura per sottoporla all’esecutivo, compromettendo l’equilibrio costituzionale. Il ministro Alfano, infatti, traduce in proposta legislativa ogni input distruttivo del premier verso la giustizia, che vorrebbe sempre più verticalizzata, arrivando a sottrarre al pm la facoltà di raccogliere notizie di reato per affidarla alla sola polizia giudiziaria, la quale dipende dal governo. La politica sarà dunque immune dall’attività inquirente e morirà la funzione di contro-potere della magistratura. Restano invece prive di risposta le vere emergenze, come la lunghezza dei tempi procedurali che danneggia i cittadini. Niente infatti viene proposto per rispondere alle esigenze di maggiori finanziamenti al settore, per semplificare il codice di procedura penale, per attenuare la continua produzione di leggi mentre restano inapplicate quelle già esistenti. Però si parla di separazione delle carriere e di un Csm specifico per i pm, presieduto dal ministro della Giustizia, cioè di come corrodere l’autonomia della magistratura e poterla controllare con la minaccia disciplinare”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Se veramente il governatore del Veneto Zaia ha deciso la sostituzione dell’inno di Mameli durante un’occasione in cui rivestiva un ruolo istituzionale, saremo di fronte ad un atto tanto tracotante quanto offensivo verso il Paese, oltre che indegno verso la carica stessa che Zaia ricopre. Non una novità purtroppo, ma l’ennesimo episodio di disprezzo e offesa verso la Repubblica e la storia nazionale a cui questa forza razzista e secessionista ci ha abituati. La Lega al Nord crede di governare una presunta ‘razza padana’: idea, questa, inaccettabile e pericolosa per qualsiasi spirito democratico”. Lo afferma Luigi de Magistris eurodeputato IdV.
“Non una parola in merito all’urgenza di investimenti finanziari e nessun accenno ai tempi biblici che caratterizzano i procedimenti penali, vanificando il diritto dei cittadini ad un processo giusto. Per il Governo la riforma della giustizia, come confermato oggi dal ministro Alfano nell’intervista al Corriere della Sera, e’ solo la realizzazioni di un’ossessione oligarchica: condurre la magistratura sotto il controllo dell’esecutivo. Come? Impedendo che i pm raccolgano autonomamente notizie di reato per assegnare questa facoltà esclusivamente alla polizia giudiziaria, che dipende dal Governo, e paventando misure utili a verticalizzare il sistema per meglio manovrarlo. Vogliono rendere i magistrati vassalli del grande feudatario Berlusconi e dei poteri forti che non tollerano il controllo della legalità. Per farlo sono pronti a tutto, compresa la demolizione della Costituzione e dell’intera giustizia. La chiamano ipocritamente riforma, gli onesti invece la definiscono per ciò che è realmente: il compimento del piano piduista di Gelli”. Lo afferma Luigi de Magistris eurodeputato IdV.
“Oggi il presidente del Consiglio ha annunciato non la riforma della giustizia ma la sua apocalisse. Parlando di una operazione ‘imminente’, quasi fosse un evento messianico e lui il profeta, ha ricordato al Paese che sta per compiersi il piano eversivo che da tempo cerca di portare a termine. Riforma e giustizia sono due parole che proprio non possono esser pronunciate con credibilita’ da Berlusconi, il cui unico obiettivo e’ quello di sottoporre la magistratura al controllo dell’esecutivo, vietando per esempio al pm la possibilita’ di raccogliere notizie di reato e affidandola esclusivamente alla polizia giudiziaria, la quale e’ sottoposta al potere dell’esecutivo. Il fine è uno: stravolgere la giustizia e la Costituzione per realizzare uno dei fondamenti che caratterizzano ogni regime che si rispetti, cioe’ l’asservimento della magistratura al Governo”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(ANSA) - NAPOLI, 11 GIU - 'Con forte preoccupazione apprendiamo la notizia della decisione da parte della giunta Regionale della Campania di tagliare il reddito di cittadinanza'. E' quanto dichiara Luigi de Magistris, europarlamentare dell'Italia dei Valori. Una misura - prosegue - che ha rappresentato per diciottomila famiglie povere della Campania, circa quarantanovemila persone, una forma di sostentamento fondamentale. 'E' inaudito - secondo de Magistris- che durante una crisi economica che colpisce il corpo vivo del paese, la prima misura della giunta Caldoro si concretizza in uno schiaffo alle fasce piu' deboli della nostra citta' e della regione'. 'Servono, invece - conclude l'esponente IdV- misure urgenti per tutelare i cittadini in stato di indigenza e le fasce sociali piu' colpite dalla crisi'.
“Se il Pd, come affermato dal suo segretario Bersani, è la forza ‘più decisa’ a contrastare il ddl intercettazioni, perche’ non pensare ad una manifestazione unitaria di tutta l’opposizione del centrosinistra avversa a questo provvedimento? Si scelga una data e si decida una piazza per convogliare tutte quelle forze del centrosinistra che sono in Parlamento e fuori dal Parlamento, consegnando il ruolo da protagonista ai movimenti e alle associazioni, alla societa’ civile e al sindacato. Una grande mobilitazione unitaria e comune in difesa della liberta’ di informazione e della legalita’, oggi minacciate da un ddl che rappresenta un pugno allo stomaco per la legalità e la democrazia”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
CATANZARO – 10 GIU 2010 - “Il nuovo sequestro da parte della Procura di Crotone di una vasta area utilizzata per lo smaltimento abusivo di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, in particolare fosforite, provenienti dall’ex stabilimento chimico Montedison, dimostra ancora una volta come il territorio calabrese sia stato trasformato in una immensa e mortale discarica”. A sostenerlo è l’on. Luigi de Magistris, europarlamentare Idv. “Lo scellerato rapporto affaristico tra imprenditori senza scrupoli, cosche malavitose e politici corrotti – continua de Magistris - ha devastato il paesaggio e le risorse naturali, esponendo a rischi enormi la salute dei calabresi. Dalle navi dei veleni ai traffici di rifiuti tossici e radioattivi, dalla depurazione alle filiere energetiche, la Calabria continua a rivelarsi il paradiso delle ecomafie, che producono immensi profitti a discapito della salute dei cittadini, contando su una politica che spesso si volta dall’altra parte, quando non è del tutto connivente, e forse anche su una presunta scarsa capacità di reazione della popolazione”. “Le ultime indagini della Procura di Crotone – da ‘Black Mountain’ del pm Bruni a quella che ha portato ieri al sequestro della discarica – confermano purtroppo gli scenari già emersi nel 1998 con la mia inchiesta ‘Artemide’. Eppure da allora nessuno è intervenuto con una seria bonifica del territorio, nonostante l’infinito commissariamento per l’emergenza ambientale. Bisogna pertanto supportare il lavoro della magistratura, ma occorre soprattutto pretendere dal Governo l’attuazione di ogni misura necessaria per garantire la salute della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente, innanzitutto con l'avvio di una importante opera di bonifica. Infine, come dimostra l’operazione di ieri, nata da un corposo dossier presentato in Procura da un comitato civico – conclude de Magistris -, è preziosa e determinante soprattutto la vigilanza civile da parte dei cittadini, che devono essere i primi a difendere il territorio in cui vivono e nel quale vogliono garantire un futuro ai propri figli”.
“Un ddl turpe approvato in modo altrettanto turpe dalla maggioranza, che ne rispondera’ moralmente davanti al Paese, quando le indagini e le investigazioni si areneranno, favorendo il crimine e in particolare le mafie. Ovviamente nell’oscuramento mediatico integrale”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Questo ddl e’ un pugno allo stomaco per la democrazia e la legalita’, inferto dal Governo dopo aver completamente svuotato il Parlamento, con la complicita’ di quelle componenti ipocrite che sono la Lega e i finiani, che fino all’ultimo si sono riempiti la bocca di parole come legalità e istituzioni per poi piegarsi al volere del premier. Adesso –conclude de Magistris- speriamo nella mobilitazione civile e nel presidente della Repubblica, che esortiamo a non approvare questa vergogna che ferisce la democrazia e la Costituzione ”.
A OTTOBRE VISITA COMMISSIONE DI CONTROLLO PARLAMENTO EUROPEO (ANSA) - CAMPOBASSO, 9 GIU - 'Berlusconi dice il falso. Da quanto sta gia' emergendo dalle prime inchieste giudiziarie mi sembra che a L'Aquila, come in altri posti, la cricca sia stata ben operante'. Cosi' l'eurodeputato Luigi De Magistris (IdV) commenta le dichiarazioni di Berlusconi secondo il quale in Abruzzo non ha operato alcuna cricca.'Dispiace - aggiunge De Magistris, a margine di una manifestazione a Campobasso - che emerga sempre di piu' un ruolo assolutamente inquietante del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che ogni giorno che passa e' sempre un danno che non si dimette'.De Magistris, quindi, prosegue: 'Quello che sta venendo fuori e' l'affidamento di opere in modo assolutamente opaco, centri di interesse, e devo dire anche sottovalutazioni di alcuni aspetti importanti e non posso dimenticare i segnali che vennero per quanto riguarda lo sciame sismico che anticipo' il crollo della casa dello studente. Credo che la magistratura debba fare fino in fondo il proprio lavoro su L'Aquila perche' credo che e' tutt'altro che trasparente la gestione dei fondi pubblici post terremoto'.Infine, l'eurodeputato annuncia: 'Ad ottobre andremo in Abruzzo anche come Commissione Controllo sul bilancio del Parlamento Europeo. Proprio all'Abruzzo, infatti, il Parlamento Europeo ha destinato circa 350 milioni di euro e non vorremmo certo che siano gestiti dalla cricca che sta venendo fuori in questi giorni'. (ANSA).
(ANSA) - CAMPOBASSO, 9 GIU - 'Il Tg1 e' un punto di riferimento per una parte del paese e per il Presidente del Consiglio. L'esatto contrario di cio' che dovrebbe fare il direttore del piu' importante telegiornale, essere il direttore di tutti'. Cosi' l'eurodeputato Luigi De Magistris (Idv) commenta da Campobasso le dichiarazioni di Augusto Minzolini secondo il quale 'il Tg1 e' il baricentro del paese'. 'Ritengo Minzolini - ha proseguito De Magistris - voce della propaganda di regime, credo che questo sia uno dei momenti peggiori del'informazione degli utlimi anni al Tg1 e che se Berlusconi rimane cosi' forte nel suo consenso e' anche perche' puo' utilizzare in modo assolutamente non trasparente come megafono del regime il Tg1. Invece, se questo telegiornale facesse informazione e ogni giorno raccontasse al Paese, per esempio, in modo chiaro e preciso, quello che sta venendo fuori dalle inchieste giudiziarie, io penso - ha concluso che Berlussconi non avrebbe lo stesso consenso che ha oggi'.
“Il ddl intercettazioni rischia di essere l’ultimo scoglio contro cui si infrangeranno la crociata per la legalità promessa in modo roboante dalla Lega e le plateali rivendicazioni di autonomia sostenute da Fini. L’unico a vincere, ancora una volta, è infatti Berlusconi, che porterà a casa un provvedimento che uccide, in un colpo solo, due fondamenti democratici: la libertà di informazione e l’azione indipendente della magistratura. La Lega ha da tempo abdicato alla battaglia contro il crimine, preferendo applicare la legge forte solo contro i deboli, diversamente qualcuno aveva riposto in Fini maggiori speranze di coerenza e coraggio. Il ddl intercettazioni, infatti, resta un provvedimento criminogeno e di casta, che ha l’effetto politico di far cadere il velo di Maya che copriva l’ipocrisia leghista e finiana”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Berlusconi pensa di essere tutti i giorni ai bordi del Mekong e vuole la guerra civile. Come spiegare le sue affermazioni contro la magistratura, i media e gli organi di garanzia costituzionale se non come il tentativo di destabilizzare il Paese per meglio tiranneggiarlo? La Costituzione non è un arnese vecchio di cui disfarsi né il frutto di un accordo catto-comunista, ma la base della nostra Repubblica nata dal sangue della liberazione. Di fronte alle parole che quotidianamente dispensa e che si fanno sempre più violente, ogni forma di dialogo è impossibile e vana, perchè servirebbe solo a favorire il suo golpismo. Se la democrazia gli fa paura e orrore, perché non raggiunge in Libia l’amico Gheddafi?”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
"Le affermazioni del premier le possono spiegare solo gli psichiatri o gli esorcisti. Oggi il canovaccio folle ha raggiunto il suo apice. Dopo aver accusato come sempre i giudici, dopo aver minacciato la Rai trattandola come sua proprietà privata, Berlusconi ha soffiato in modo irresponsabile sul fuoco del conflitto sociale, offendendo tutti gli abruzzesi che sono doppiamente vittime: dell’evento sismico e dello sciacallaggio tentato, a poche ore dalla tragedia, da politici corrotti e imprenditori famelici, i quali hanno rincorso la grande abbuffata speculativa sulle macerie di un dramma umano. Gli stessi che se fosse stato in vigore il ddl sulle intercettazioni sarebbero restati ignoti all'attenzione pubblico-mediatica e favoriti nell'impunità. Il premier stia tranquillo: la popolazione abruzzese sa distinguere, nella Protezione civile, chi spende tutto se stesso per offrire aiuto da chi, invece, si presta ad operazioni immorali di speculazione sul dolore sfruttando il suo ruolo apicale". Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
"Se la Serbia non garantirà l'effettiva indipendenza della magistratura, il processo di adesione all'Ue potrebbe essere seriamente compromesso." Lo afferma Luigi de Magistris commentando la risposta del Commissario all'allargamento Füle ad una sua interrogazione, presentata alla Commissione, in merito alla recente riforma giudiziaria varata dalle autorità serbe. Ricorda infatti l'eurodeputato IdV come “in Serbia una recente missione dell'esecutivo Ue hacostatato gravi carenze nella procedura di riconferma per quanto riguarda la composizione e l'indipendenza del Consiglio superiore della magistratura e del Consiglio statale delle procure, l'applicazione di criteri obiettivi e la trasparenza e l'affidabilità dell'intero processo. L'indipendenza della magistratura –continua de Magistris- va difesa con forza, essendo un principio democratico presente nelle Costituzioni di tutti gli Stati membri e nel Trattato. Perciò ci si deve opporre a tutte quelle manovre che, nascondendosi dietro conclamate riforme, tentano di mettere a tacere uno dei contropoteri dello Stato democratico".
“Casini farebbe bene a tacere, visto che la sua strategia è quella dei due forni, che tradotto in parole semplici consiste nella viltà di non scegliere da che parte stare. L’Udc abdica alla coerenza politica e al coraggio delle idee per seguire solo la strada dell’accordo vantaggioso in termini elettorali o di potere, disinteressandosi del bene del Paese. L’aggressione all’Italia dei Valori, cioè all’unica forza di opposizione che non ha mai fatto sconti al governo, testimonia come sia in atto un riassemblamento dei poteri forti al centro, per spartirsi la guida del Paese magari sulle ceneri di Berlusconi. Un piano puntellato da poteri forti i quali da tempo conducono una campagna di fango verso l’Italia dei Valori. Casini ricordi al Paese, invece, che senza Cuffaro egli non siederebbe in Parlamento e spieghi le frequentazioni affaristiche del suo segretario nazionale”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Il ddl intercettazioni è un ‘instrumentum criminis’ concepito dal Governo per annichilire le inchieste sulla corruzione della politica, come appaltopoli, e sullo stragismo degli anni ’90, garantendo a tutto questo l’oscuramento mediatico perché il potere sia immune dal controllo pubblico”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “la proroga di 48 ore allo scadere dei 75 giorni ingolferà gli uffici giudiziari e rallenterà le indagini; l’impossibilità di intercettazioni ambientali in luoghi privati renderà i boss liberi di continuare indisturbati i loro traffici; la maglia allargata del segreto di stato porterà all’immunità degli ‘spezzoni’ deviati; le multe agli editori renderanno l’informazione ancora più esposta al giogo dei poteri forti e delle lobby. Questo provvedimento –conclude de Magistris- piace solo alle mafie e alla borghesia mafiosa, certo non alla magistratura, alle forze dell’ordine e ai media. Ma il governo preferisce il gradimento dei primi evidentemente”.
Soloni del crimine hanno paura di Saviano
“Saviano in tv è oggettivamente una minaccia per questo governo che altrettanto oggettivamente, attraverso una sequela scellerata di leggi, ha favorito le mafie. Processo breve, scudo fiscale e intercettazioni sono norme pro-crimine che inchiodano la maggioranza al palo della colpa. Si comprende allora il mormorio censorio sorto intorno al programma di cui Saviano dovrebbe essere protagonista su Rai3. Un giovane scrittore che denuncia coraggiosamente le mafie, ma soprattutto il loro potere di influenza sulla politica non può che far paura ai ‘soloni del crimine’. Bene ha fatto l’associazione Articolo 21 a lanciare il suo appello in difesa di Saviano e di tutta l’informazione libera, oggi sotto attacco del furore repressivo ingaggiato dal governo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Quello di rendere il ddl intercettazioni costituzionalmente accettabile è uno sforzo di Sisifo, perche’ resta un grimaldello del Governo per fermare la magistratura e la libera informazione”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che spiega: “rivedere il limite di 75 giorni con il meccanismo della proroga significa rallentare i tempi delle inchieste e ingolfare gli uffici giudiziari. Vietare le intercettazioni in luoghi privati vuol dire arrestare la lotta alle mafie: nei domicili privati, infatti, i boss si scambiano informazioni, ricevono sodali e parlano di affari. Sul segreto di Stato per gli 007, poi, si tenta una dilatazione che sconfina nell’impunità, con il chiaro fine di affossare indagini in corso delicate per il potere politico, come quelle sulle stragi mafiose degli anni ’90. Di fatto si realizza uno strozzamento di questo strumento di indagine che non potra’ che frenare la lotta anti-crimine”.
“Non puo’ che essere espressa piena solidarieta’ alla redazione di Rainews24. La Rai, ed in particolare il Cda, e’ infiltrata dalla logica insana della lottizzazione, in cui le pressioni esterne, soprattutto del premier, determinano l’azione di censura o promozione degli operatori dell’informazione, a seconda che siano a lui sgraditi o graditi. Non piace Saviano? Ecco che si profila l’ipotesi di tagliare le puntate previste del programma ‘Vieni via con me’. Non piace Dandini? Puntate in meno anche per ‘Parla con me’. L’elenco di questo sacro furore censorio e’ lungo e si accresce ogni giorno, imponendo un prezzo salato alla democrazia e alle casse della tv pubblica. La dirigenza Rai ha dunque il dovere di rispondere alla redazione di Rainews24, indicando quale futuro l’aspetta. Appare sospetto il silenzio aziendale, che assume sempre di più la forma di una censura punitiva, come traspare dalle recenti parole del viceministro Romani”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Una tracotanza sfacciata, come sfacciata è l’irresponsabilita’ di fronte al Paese e alla sua storia. Borghezio e Salvini dovrebbero tacere dopo giornate intere trascorse ad insultare la Repubblica proprio mentre questa veniva celebrata. La Lega dimostra, ancora una volta, quale sia il suo dna: un razzismo fascista che motiva leggi xenofobe contrarie ai diritti umani, ma che alimenta anche idee insane come la secessione. Ricordiamo alla Lega che se nel suo statuto c’è l’art.1, nella Costituzione compare l’art.5, che afferma l’unita’ e l’indivisibilità della nostra Repubblica. Per ora Borghezio&co non sono riusciti ad abrogare la Carta , quindi farebbero bene a rispettarla, rispettando cosi’ tutti gli italiani. Un invito che rivolgiamo anche al ministro Maroni, che tanti a torto considerano come il volto ‘presentabile’ di questo partito di intolleranti”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
Presentata seconda interrogazione alla Commissione sull'accertata violazione della normativa sugli appalti finanziati dall’Ue per riqualificare l’area
" La Commissione europea conferma che i fondi comunitari per la riqualificazione dell’ex sito industriale di Bagnoli sono stati sperperati. Percio’ e’ sempre piu’ urgente una politica di controllo sul corretto utilizzo del denaro che l’Ue riconosce per lo sviluppo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, rendendo nota la risposta ricevuta dalla Commissione Ue ad un’interrogazione da lui stesso presentata in merito all’area napoletana. Per de Magistris, “adesso e’ indispensabile che il caso Bagnoli venga approfondito”. Per questo, l’eurodeputato IdV annuncia di aver presentato una seconda interrogazione, sempre alla Commissione, chiedendo dettagli sulle irregolarità riscontrate nel maggio 2009 in materia di appalti pubblici nel progetto La Porta del Parco. La stessa Commissione ha deciso il congelamento di oltre 5milioni di euro stanziati per il progetto, dopo che la Corte dei Conti italiana aveva condannato il "grave ritardo dei lavori" e gli "scarsi risultati raggiunti", nonostante la spesa di oltre 77milioni di euro, a causa "dell'inadeguatezza degli Organi Istituzionali locali". "Bagnoli –conclude de Magistris- e’ una pagina vergognosa di commistione fra politica e crimine intorno al denaro pubblico. Non a caso la Commissione ha proposto una correzione finanziaria pari al 100% degli importi stanziati per il progetto La Porta del Parco”.
“Il ministro Frattini deve spiegare il motivo di una scelta ingiusta e vigliacca che lascia attoniti. L’istituzione di una commissione d’inchiesta internazionale, contro cui si è espressa l’Italia nel Consiglio dei diritti umani dell’Onu, era l’unico modo credibile per ristabilire la verità sulle dinamiche dell’aggressione israeliana alla flottiglia di pacifisti diretti a Gaza. Dopo il massacro di civili inermi da parte di Israele, l’unica strada da percorrere era quella di un’ inflessibile richiesta di chiarimento da parte della comunità internazionale e soprattutto dell’Europa. Il comportamento italiano è ingiustificabile, se non alla luce di una vigliaccheria che evidentemente guida la diplomazia del nostro Paese, preoccupata soltanto di non offendere la suscettibilità di Israele. Così come appare ormai inaccettabile la logica dei ‘due pesi e delle due misure’ che caratterizza da troppi anni la comunità internazionale nei confronti della questione mediorientale”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La scelta dei più importanti esponenti leghisti di disertare le celebrazioni ufficiali di oggi è un’offesa agli italiani che festeggiano la nascita della Repubblica e che ricordano il sacrificio di molti connazionali morti per la lotta di Liberazione dall’oppressore fascista e nazista, da cui la stessa Repubblica è nata. Fa tristezza pensare che la Lega rinunci a rispettare la storia del popolo che rappresenta e governa per difendere una ‘paccottiglia’ ideologica inaccettabile, una mescolanza di secessione e magia celtica che ha il suo baricentro in quella forma di doppio razzismo che ha come bersaglio tanto lo straniero che la popolazione meridionale. L’Italia non si merita questa miseria politica”. Lo afferma in una nota l’eurodeputato IdV Luigi de Magistris.
“Borghezio dovrebbe avere più rispetto verso il paese che rappresenta in Europa invece di screditarlo con dichiarazioni farneticanti. Vorremmo ricordare a lui, a Salvini e all’intera Lega che l’Italia -come afferma la Costituzione non ancora abrogata dal Governo di cui fanno parte- è una Repubblica democratica unica e indivisibile. Una forza razzista come la Lega non ha alcun diritto di screditare e offendere il Paese, la sua storia e la sua identità, blaterando di secessioni e riti celtici che, purtroppo, non fanno sorridere ma preoccupano, visto che si tratta di una componente politica capace di piegare l’esecutivo a leggi discriminatorie e provvedimenti indegni che minano la democrazia”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Scontro istituzionale e fuoco di fila amico all’interno della maggioranza. La domanda è allora: come si può pensare di far giungere in porto il ddl intercettazioni?”. Lo chiede Luigi de Magistris, eurodeputato dell’IdV, che spiega: “c’è un paese intero che dice no, dalla magistratura all’informazione, ed un’altra parte che invece lo sostiene: è il paese delle mafie, dell’impunità e, purtroppo, del Governo. La verità è che il ddl non potrà mai esser migliorato. In particolare la transitorietà e il limite di 75 giorni per le intercettazioni, lo rendono un’entrata a gamba tesa nelle indagini in corso, mentre l’impossibilità di intercettare i reati spia, che consentono di arrivare al reato associazionistico, sono un omaggio alle mafie”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Attaccare la Repubblica , a ridosso della celebrazione della Festa del 2 giugno e usando come pretesto la crisi, e’ un’operazione di bassa politica che poteva avere come protagonista soltanto un esponente della Lega come Salvini. Lo stesso Salvini che ha avanzato la proposta di ghettizzare gli stranieri sui mezzi pubblici e si è contraddistinto per le parole razziste all’indirizzo dei cittadini meridionali. Questa è la Lega che ci governa ricattando la maggioranza: una forza politica che è la quintessenza dell’irresponsabilità verso la nostra Repubblica, che come recita la Costituzione è una e indivisibile, e che insulta un’intera storia nazionale, fondata sul sacrificio e il coraggio di un’Italia che non merita di essere governata da tale pattuglia fascistoide”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Un attacco inaccettabile su cui occorre fare piena luce, imponendo alle autorità israeliane la massima collaborazione per chiarire le dinamiche di un’aggressione che rischia di avvelenare, ulteriormente, il clima politico e sociale del Medio Oriente. Per questo bene ha fatto l’Europa ad affermare la necessità di istituire un’inchiesta, sollecitando l'apertura senza condizioni e immediata di un varco che consenta il passaggio per il flusso di aiuti umanitari, beni commerciali e persone da e per Gaza. Da anni la popolazione di Gaza subisce una sistematica violazione dei suoi diritti: l'occupazione e l'esproprio delle sue terre, l'impossibilità di soddisfare bisogni vitali per la mancanza di beni primari, la non attuazione delle risoluzioni internazionali. L'Europa, gli Usa e l'Onu non possono consentire che la tragedia del popolo palestinese perduri ancora, voltando lo sguardo dall’altra parte e alimentando un atteggiamento ingiusto di accondiscendenza totale nei confronti di Israele”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(ANSA) - NAPOLI, 29 MAG - Una cinquantina di persone ha partecipato, oggi a Napoli, al corteo di protesta contro il disegno di Legge sulle intercettazioni organizzato dai giovani de L'Italia dei valori.I manifestanti, che indossavano dei bavagli sulla bocca e che portavano uno striscione con scritto 'E ora imbavagliateci tutti. Giu' le mani dalle intercettazioni', si sono mossi da piazza Dante per raggiungere l'ingresso della Prefettura in piazza del Plebiscito. Li' si sono alternati al megafono una serie di interventi di esponenti politici e giornalisti.'I mafiosi e i corrotti brinderanno dopo questa legge - ha detto l'eurodeputato dell'Italia dei valori, Luigi DE MAGISTRIS - In un colpo solo viene attuato quello che era il colpo di Stato piduista di Licio Gelli che voleva mettere un bavaglio a giornalisti e magistrati'. 'Solo in Italia dare una notizia rischia di diventare reato', ha sottolineato il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.'Mi chiedo se e' opportuno che colleghi che siedono in Parlamento e che voteranno questo provvedimento che ammazza la nostra professione continuino a essere iscritti all'Ordine' ha detto nel suo intervento il giornalista de Il Fatto quotidiano, Vincenzo Iurillo. 'Manifestare serve perche' dobbiamo avvisare il Governo che ci sono napoletani che dissentono' ha detto il segretario regionale e parlamentare dell'Italia dei valori, Nello FORMISANO. Alle ore 16, un altro presidio, organizzato dal 'Popolo viola', manifestera' contro il Ddl sulle intercettazioni all'ingresso della Prefettura.
“Non si capisce la meraviglia di tanti politici di fronte all’eventualità che servizi segreti deviati e personaggi istituzionali non limpidi abbiano giocato un ruolo nelle stragi del ’92-’93. Di cosa si stupiscono questi signori? Che Falcone e Borsellino fossero magistrati scomodi anche per lo Stato e l’ordine giudiziario è un dato oggettivo, così come è un dato oggettivo che lo stragismo mafioso abbia subito un arresto al momento della nascita di Fi. Altrettanto evidente è che esponenti dello Stato, magari anche con l’intenzione di fermare la carneficina, abbiano cercato un canale di confronto con cosa nostra. Rispetto a tutto questo l’unico modo per ristabilire giustizia è quello di lasciar lavorare le Procure siciliane, impegnate in indagini che riguardano proprio quella stagione tanto drammatica quanto fosca, per cercare di illuminare in che forme e per responsabilità di chi si sia realizzata la distorsione istituzionale e politica. Con la coscienza che una verità già esiste: le stragi di mafia non furono solo opera di cosa nostra”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Per fermare il ddl intercettazioni vanno percorse tutte le strade: l’opposizione parlamentare, la mobilitazione civile, il referendum e anche l’Europa”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che spiega: “Per questo, insieme alle colleghe Sonia Alfano e Sophie In't Veld, abbiamo depositato un’interrogazione scritta alla Commissione europea”. Nel testo si chiede alla Commissione se ritiene che tali norme del ddl “siano proporzionate e conformi agli standard europei in materia di libertà d'informazione dei media e al diritto dei cittadini a conoscere, come garantite dall’art.11 della Carta dei Diritti fondamentali e dall'art.10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo”. Viene inoltre richiesto se il ddl “sia conforme agli obiettivi dell'Unione di lotta alla criminalità”. Il rischio paventato dagli eurodeputati IdV, infatti, è che le modifiche introdotte per “frenare gli episodi di violazioni del segreto processuale e tutelare la riservatezza”, non siano “proporzionate rispetto all'effetto concreto che avranno ovvero di limitare fortemente l'azione dello Stato volta a garantire la sicurezza sociale attraverso la prevenzione e la repressione dei reati”.
“Ad essere indegne sono le parole del ministro degli esteri Frattini, non certo le denunce di una seria ong come Amnesty International, la quale fotografa un dato evidente a tutti - Europa compresa- cioè che il nostro Governo attua politiche razziste e disumane nei confronti dei migranti. Forse questo dato non piace al ministro Frattini o alla Lega, che detiene il timone dell’esecutivo, ma la realtà è che i rimpatri coatti in paesi come la Libia espongono alla sofferenza migliaia di esseri umani che dovrebbero essere accolti, almeno in un Stato che si definisce civile, mentre invece sono deportati in veri e propri lager. Siamo al paradosso: l’Italia, per colpa dell’esecutivo, viola i diritti umani e le norme dell’accoglienza, ma chi lo denuncia viene accusato e delegittimato”. Lo afferma l’eurodeputato IdV Luigi de Magistris.
“La politica e la società civile devono far sentire tutta la loro vicinanza al procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, al presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello e al presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e delegato in Confindustria per i Rapporti con le istituzioni, Antonello Montante. La minaccia della mafia si è infatti rivolta verso uomini liberi e coraggiosi che, in ambiti diversi, lavorano per lo stesso fine: liberare il paese dal “puzzo del compromesso morale” del crimine organizzato. In Sicilia sono in corso indagini delicate e la magistratura, ora più che mai, va sostenuta nel suo operato; così come va incoraggiata quella parte sana dell’economia che non si piega al ricatto infame di chi aspira a controllarla per il proprio illecito e immorale profitto”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IDV.
(DIRE) Roma, 27 mag. - "Il sistema mafioso che sta scalando le vie istituzionale ha paura delle indagini sui rapporti tra mafia e politica. Ci troviamo di fronte a un disegno eversivo dello stato di diritto. Questo e' il piano di rinascita democratica di Licio Gelli riveduto, corretto e reso ancora piu' attuale e pericoloso". Lo dice Luigi de Magistris, europarlamentare dell'Italia dei valori, intervistato da 'Radio Ies'."Secondo me- aggiunge- la P 2 non e' mai andata via, semplicemente si e' un po' piu' nascosta. Sono cambiati alcuni personaggi, altri invece sono gli stessi: Berlusconi aveva la tessera P2. Il progetto sostanzialmente e' rimasto lo stesso, anzi e' stato raffinato". Basti pensare, continua l'ex pm, "che i due punti principali del piano di rinascita democratica scoperto a Castiglion Fibocchi da Gherardo Colombo e Giuliano Turone, due ex magistrati anche loro, erano: la dipendenza del pubblico ministero dal potere esecutivo e il controllo dei mezzi di comunicazione, proprio quello- conclude de Magistris- che sta realizzando in queste ore, in questi giorni, il governo con la sua maggioranza servile".
“Con il ddl intercettazioni non solo si realizza una violazione del diritto e della democrazia, ma si registra anche tutta la schizofrenia di Berlusconi. Vuole eliminarle per legge e per legge impedirne la diffusione mediatica, salvo poi comportarsi diversamente e in modo illegale quando gli conviene. Nelle sue abitazioni non solo si è intercettato a lungo, ma addirittura sarebbe andato in scena un vero e proprio mercato illecito delle intercettazioni, come quelle riguardanti il presidente di Unipol Consorte e l’allora segretario Ds Fassino. Queste conversazioni telefoniche gli sarebbero state “offerte” da Favata e Raffaelli, tanto da trovare pubblicazione -non a caso- su Il giornale, quando per altro erano ancora coperte da segreto. Un modo di annientare l’avversario politico degno di Nixon e del Watergate, che rappresenta un ulteriore motivo per chiederne le dimissioni e restituire così dignità al Paese”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Lo scudo fiscale è una legge vergognosa a cui il Governo potrebbe offrire, in questo momento di crisi drammatico, un minimo di senso in attesa che le istituzioni europee ne sanciscano l'illegittimita'. Come? Per esempio aumentando la tassazione prevista per il rientro dei capitali occultati al fisco e depositati all’estero, portandola dall’attuale 5% almeno al 10%. Sarebbe un segnale importante per gli italiani, sulle spalle dei quali sta piombando una manovra lacrime e sangue che colpisce, soprattutto, i ceti medi, i dipendenti pubblici, i precari e i pensionati, esonerando caste e cricche di latitanti del fisco ed impedendo il recupero di miliardi di euro. Il Governo, invece, tutela evasori, corrotti, riciclatori e mafiosi e tassa il popolo”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(ANSA) - BRUXELLES, 25 MAG - Battaglia anche in Europa contro il ddl sulle intercettazione: e' quanto promette l'eurodeputato dell'Idv Luigi de Magistris. 'Abbiamo intenzione di agire su due aspetti - spiega l'ex pm ed attuale presidente della Commissione per il controllo del bilancio del Parlamento Ue - da un lato con interrogazioni in aula alla Commissione Ue ed al Consiglio e dall'altro con una denuncia di infrazione alla stessa Commissione Ue'. Secondo de Magistris il ddl in discussione alla Camera presenta infatti due aspetti che violano la normativa comunitaria. 'C'e' una compressione evidente della liberta' di stampa', sancita dalla Carta dei diritti fondamentali, 'ma non solo - insiste l'eurodeputato - perche' il Trattato di Lisbona impone agli Stati membri e alla Ue di approvare tutti gli strumenti necessari per lottare contro la corruzione, il terrorismo, il narcotraffico e la malavita organizzata. Ridurre brutalmente le intercettazioni va invece nella direzione opposta da quella indicata dal Trattato'. Le iniziative in sede europea verrano lanciate solo dopo l'approvazione del decreto da parte del Parlamento italiano, 'ma gia' ora - spiega ancora de Magistris - stiamo lavorando con eurodeputati di altri paesi per trovare un'amplia convergenza su questi punti'. Porta aperta anche ai rappresentanti del Pd, 'se vorranno seguire questa battaglia', conclude l'esponente dell'Idv.(
“Il ddl intercettazioni e’ uno dei tasselli che compongono il piano piduista ordito da questo Governo per annientare l’azione della magistratura e strangolare la voce dell’informazione. Berlusconi eredita il sogno che fu di Gelli facendolo rivivere con lo scopo di fuggire i tribunali davanti ai quali dovrebbe comparire come imputato. Dal processo breve in poi, ogni strada legislativa e’ stata e sara’ battuta per salvare il premier e la sua cricca dalle implicazioni giudiziarie, non avendo alcuna remora a sacrificare la democrazia. Oggi, questa accolita piduista che siede al Governo offre ai colletti bianchi e alla borghesia mafiosa l’ennesima vittoria sullo Stato. L’unica risposta a questo scempio e’ adesso riposta nel referendum, cioe’ nel senso etico dei cittadini”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IDV.
“E’ un nobile scopo garantire che non si verifichi alcuna fuga di notizie di atti coperti da segreto investigativo, i quali rivelati comprometterebbero le indagini stesse. Così come è un nobile scopo evitare che l’intimità di persone non coinvolte nelle inchieste giudiziarie finisca nella gogna mediatica. Purtroppo la maggioranza utilizza queste giuste necessità per colpire magistratura e informazione, rivelando la vera finalità del ddl intercettazioni: creare un muro di gomma e silenzio intorno al potere. Concepito con questo fine, il ddl non può essere migliorato o salvato: l’unica scelta saggia da parte del legislatore sarebbe quella di fare retromarcia. La società civile, il mondo dell’informazione, l’opposizione e la magistratura non possono accettare un provvedimento così lesivo della giustizia, della lotta alle mafie e della libertà mediatica”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IDV.
“Sarebbe bello che questo Paese non cedesse alle commemorazioni retoriche e ipocrite, soprattutto da parte di una certa politica, perchè sono un’offesa verso le vittime di mafia e i loro familiari. Celebrare il sacrificio di Falcone e degli uomini della sua scorta significa, oggi, lasciare lavorare le Procure di Palermo e Caltanissetta perche’ accertino la verità sulla stagione dello stragismo, in particolare in merito al ruolo giocato da pezzi deviati delle istituzioni che non disdegnarono di ‘patteggiare’ con cosa nostra. Significa, poi, garantire alla magistratura la possibilità di operare in modo indipendente, non privandola di uno strumento prezioso di lotta al crimine come le intercettazioni. Significa evitare provvedimenti criminogeni, come la vendita all’asta dei beni confiscati oppure la compressione del contributo dei collaboratori di giustizia. Significa, infine, cessare di screditare il lavoro civile di scrittori come Saviano che, rischiando la vita, percorrono la pericolosa strada della denuncia sociale”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“La società civile, i giornalisti, gli editori, la magistratura, le forze dell’ordine, i partiti di opposizione: c’è un Paese intero mobilitato per dire no al ddl intercettazioni. A questo Paese intero, preoccupato che cali il sipario sulla lotta alle mafie e che si crei un silenzio mediatico generale, il Governo risponde con un tirannico ‘andiamo avanti’. Per la maggioranza, soprattutto dopo ‘Appaltopoli’, è vitale portare a casa, o meglio ad Arcore, lo scalpo della giustizia e della libertà di informazione. Per questo la mobilitazione civile è necessaria, essendo l’ultima possibile custode della difesa dello Stato di diritto, minacciato da un esecutivo che ha deciso scientificamente la sua distruzione”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IDV.
(ANSA) - NAPOLI, 21 MAG - 'A sinistra c'e' bisogno di un forte ricambio della dirigenza politica, non solo generazionale, che dia al Paese il segnale di una forte discontinuita' sia a livello nazionale che locale'. Cosi' l'eurodeputato di Italia dei Valori, Luigi de Magistris sintetizza il progetto del 'Cantiere della sinistra' che sta allestendo insieme a Nichi Vendola. Rispondendo ai giornalisti prima di una manifestazione per presentare il progetto a Napoli, insieme al presidente della Regione Puglia, De Magistris ha detto: 'Il problema di fondo e' un ricambio nella dirigenza politica della sinistra. Senza voler emarginare chi ha avuto responsabilita' di rilievo ci vuole un ricambio non solo generazionale, e sicuramente una forte discontinuita' in vista di tutte le prossime scadenze elettorali nazionali e locali'.
(AGI) - Napoli, 21 mag. - Prima si schermisce. "La questione non si pone", premette. Poi, dopo un ragionamento anche sul cantiere che sta costruendo con Nichi Vendola per una nuova sinistra, Luigi De Magistris ammette: "Sono uno dei tanti che potra' mettersi in gioco quando ci saranno scadenze politiche". Cosi', a margine di un appuntamento a Napoli, l'ex Pm risponde a chi gli domanda se accarezza l'idea di diventare primo cittadino del capoluogo campano. "Occorre scegliere insieme con i protagonisti del cambiamento - dice - e per questo stiamo lavorando. A Napoli occorre una discontinuita' molto forte, e' un momento difficile per la sinistra e si rischia di avere la Carfagna sindaco. Per questo c'e' bisogno di avere un candidato forte come persona e come espressione di un'area politica molto vasta".
(AGI) - Napoli, 21 mag. - "Clementina? La considero una persona perbene, evidentemente non ha seguito cio' che ho fatto in questi mesi". Lo dice "senza spirito polemico" Luigi De Magistris, a margine dell'appuntamento con Nichi Vendola a Napoli per costruire il cantiere della nuova sinistra, rispondendo a chi gli chiede un commento sulla "delusione" dell'ex Gip di Milano, Clementina Forleo, sul suo operato. "Non mi ha seguito bene - insiste l'ex Pm - non ho abbandonato nessuna battaglia, anzi mi sto impegnando moltissimo per la questione morale in Magistratura, per l'indipendenza interna, contro le oligarchie correntizie. Sara' stata impegnata in altro. Lo dico senza spirito polemico. Clementina e' una donna coraggiosa".
(ANSA) - NAPOLI, 21 MAG - 'De Magistris sindaco di Napoli?Tutto cio' che spariglia i giochi tradizionali del Palazzo del centrosinistra, quello con la P maiuscola, mi va bene'. Cosi' il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha risposto alla domanda di un giornalista, arrivando alla manifestazione con l'eurodeputato Luigi De Magistris, per presentare 'Il cantiere per il futuro' della sinistra.
"L’abuso delle intercettazioni da parte della magistratura non esiste, come sanno bene coloro che conoscono il campo di applicazione di questo prezioso strumento di indagine. Cosi’ come non esiste nessun nobile scopo di voler tutelare la privacy ed evitare le gogne mediatiche. La posta in gioco per il Governo e’ solo una e molto chiara: depotenziare l’attivita’ inquirente, in particolare anti mafia e anti corruzione, imponendo l’oscuramento mediatico su quel poco che ne resta in piedi, in particolare quando coinvolge il potere e i suoi affari. La societa’ civile che oggi scende in piazza pacificamente sta cercando di evitare la trasformazione della nostra democrazia nel salazarismo del terzo millennio europeo”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris eurodeputato IdV.
(DIRE) Roma, 20 mag. - Nel nuovo numero di 'Left' in edicola domani, Luigi De Magistris, ex pm ed europarlamentare (Idv), parla del caso delle recenti inchieste sulla cricca e le collega a quelle che non ha potuto portare a termine in Calabria.Innanzi tutto, dice, "per le modalita' di funzionamento del sistema, che e' identico: la percezione illegale di soldi pubblici e il legame tra le persone che li gestiscono. Parliamo di un sistema trasversale, che non appartiene solo a una parte politica, anche se indubbiamente in questa inchiesta emerge maggiormente un coinvolgimento del centrodestra".Soprattutto, spiega De Magistris, "la caratteristica che distingue la nuova tangentopoli dalla vecchia, rendendola ancor piu' grave, e' il coinvolgimento di pezzi significativi delle istituzioni: magistratura, organi di garanzia, servizi segreti, forze dell'ordine. Anche il settore coinvolto e' similare: il filone principale delle mie inchieste era proprio l'emergenza ambientale, quella in cui interveniva la Protezione civile. Anche alcuni nomi sono gli stessi: dal generale Paolo Poletti, ex della Guardia di finanza ora ai servizi segreti, all'imprenditore Valerio Carducci, assolutamente bipartisan; da Settembrino Nebbioso, capo di gabinetto del ministro Alfano, a Nicola Mancino, vicepresidente del Csm. L'elenco e' lungo. In Calabria il tutto era aggravato dalla presenza della criminalita' organizzata". Insomma, l'europarlamentare non ci gira intorno: "La presenza di Toro era inquietante. La cosa grave e' che lui stesse ancora la', a garantire gli equilibri, nonostante fosse gia' indagato per fatti pesanti. Il suo nome era uscito nell'inchiesta sui furbetti del quartierino e nell'inchiesta 'Why not', in particolare per i suoi collegamenti con una vecchia conoscenza piduista che era Giancarlo Elia Valori".Per De Magistris poi "un'altra caratteristica che sicuramente emergeva nella mia indagine, tant'e' che l'avevo contestato addirittura come reato, e pare uscire anche nelle vicende recenti, e' il governo occulto della cosa pubblica. Possiamo chiamarla nuova P2, massoneria deviata. Un altro straordinario segno di continuita' e' la ragnatela di personaggi che utilizzano le funzioni pubbliche ma in realta' gestiscono il potere in altre sedi, per poi ratificarli nei luoghi in cui esercitano le funzioni".
“L’unica posizione di buon senso in merito al ddl intercettazioni è quella che ne chiede la soppressione. Qualsiasi miglioramento, effettivo o presunto, non servira’ a rendere questo provvedimento meno funesto per la lotta alla criminalita' oltre che per l’informazione. Se per fermare il Governo non bastano l’opposizione politica e gli appelli della magistratura e del mondo della comunicazione, allora l’unica possibilita’ è che la societa’ civile scenda pacificamente in piazza, come fara’ domani davanti a Montecitorio, per ostacolare la deriva criminogena di questo carrozzone che siede a Palazzo Chigi e che, con sfrontatezza, qualcuno ancora osa considerare un esecutivo democratico”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Il ddl intercettazioni e’ lo switch off verso le indagini e l’informazione, premuto dal Governo su dettatura del crimine organizzato, delle eco-mafie, della borghesia mafiosa, dei colletti bianchi corrotti. Un ddl perseguito dal regime sotto la pressione mediatica degli scandali di ‘appaltopoli’, ‘vallettopoli’ e altre tristi vicende, D’Addario compresa. In un colpo solo si annichiliscono la cronaca giudiziaria e le inchieste della magistratura, cioe’ i pilastri di un sistema democratico in cui il potere deve rispondere all’opinione pubblica e alla legge. Almeno se non vuole trasformarsi in una teocrazia al di fuori dell’umana giustizia, come invece desidera fare la maggioranza berlusconiana”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
"La sentenza della corte d'Appello sull'irruzione nella Scuola Diaz e' una risposta positiva al desiderio di giustizia e di verità che il Paese nutre da luglio 2001, quando a Genova, in occasione del vertice del G8, venne scritta una delle pagine più tristi e vergognose di sospensione dello Stato di diritto in Italia. Ma e' anche un riconoscimento per i tanti uomini e le tante donne delle Forze dell'ordine che svolgono onestamente il loro compito, entro i confini democratici e costituzionali sempre rispettando la persona umana. Una sentenza che parzialmente attenua il dolore per una ferita politica e sociale difficilmente cicatrizzabile, che racconta di uno Stato trasformatosi in persecutore e repressone, con mandanti 'morali' e 'materiali' che sedevano ai piani alti istituzionali, Governo e Forze dell'ordine compresi, e che dopo quella pagina immonda hanno continuato a progredire nella loro carriera: ulteriore offesa ai manifestanti pacifici massacrati e umiliati in quei giorni che videro l'Italia trasformata nel Sudamerica degli anni '70". Lo afferma l’eurodeputato IdV Luigi de Magistris.
“Un omaggio per cui il Governo sara’ ringraziato da quanti si macchiano di corruzione, reati ambientali, stalking, mafia e altro. Resteranno amareggiati, invece, i magistrati, gli esponenti delle Forze dell’ordine e i giornalisti liberi che credono nella giustizia e nell’informazione”. Lo afferma Luigi de Magistris, commentando il ddl intercettazioni. “Si tratta di un provvedimento –prosegue l’eurodeputato IdV ed ex pm- che assassina il contrasto al crimine organizzato, a cui si arriva soprattutto attraverso l’individuazione di reati satellite per mezzo degli ascolti telefonici. Oltre a segnare la fine della cronaca giudiziaria, imponendo ai giornalisti un silenzio omertoso in particolare verso le indagini sul potere. Un ddl –conclude- che viene sostenuto calpestando parlamento e opposizione ed imposto sulla testa della stessa magistratura che lo ha duramente criticato. Insomma una vergogna contro cui combattere senza timidezza”.
“Il canale di RaiNews24 e’ stato colpito e affondato come richiede il copione piduista da tempo attuato dal Governo?”. Lo chiede Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “A questo punto sarebbe utile che il Governo detti direttamente una black list ufficiale di programmi, canali e giornalisti non graditi e che intende ‘sopprimere’ nel prossimo futuro, in modo da chiarire il destino dell’informazione italiana. Se fossero indipendenti, i vertici Rai dovrebbero chiedere scusa ai tanti cittadini che hanno visto in questo canale un riferimento di informazione libera, perche’ francamente la spiegazione del guasto tecnico solleva qualche dubbio, quanto meno se si tiene conto della mano epurativa che Berlusconi ha posto sul settore”.
“La proposta di tagliare del 5% gli stipendi dei parlamentari puo’ avere anche un valore simbolico positivo per i cittadini. Sarebbe però ancora più positivo che la politica si impegnasse a combattere la corruzione ormai trasformata in ‘sistema istituzionale’”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “Nel paese si è creato il Partito della spesa pubblica trasversale di cui, in questi giorni, ci danno prova gli scandali che travolgono soprattutto il Governo, alcuni importanti esponenti della maggioranza e dell’amministrazione locale, come il presidente della Sardegna Cappellacci. Invece della solita operazione di marketing elettorale, il Governo potrebbe scegliere la strada della politica seria, contrastando la pratica delle corruttele che divorano i fondi pubblici e creano un patto fra mafie ed esponenti politici, spesso sfruttando il gelatinoso terreno delle società miste pubblico-private, delle consulenze d’oro, degli appalti pilotati”.
“Non si puo’ che esprimere il più sentito cordoglio per l’uccisione dei nostri militari in Afghanistan, oltre che la piu’ sentita solidarieta’ verso le loro famiglie. Ma per onesta’ politica e responsabilità umana non si può tacere che nel Paese si sta combattendo una guerra vera e propria, che miete vittime civili e rende impraticabile una mera azione di pacificazione del territorio. Una guerra in cui i nostri militari sono coinvolti e che avviene in spregio della Costituzione italiana. Dopo un cosi’ lungo impegno militare, senza successo per quanto riguarda la stabilità dell’area o la lotta al terrorismo, il Governo dovrebbe ammettere che è stato smarrito il senso della nostra presenza in Afghanistan e ritirare le truppe italiane, attivandosi invece in sede europea e internazionale affinche' si arrivi ad un piano di pace reale”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(AGI) - Roma, 16 mag - "Credo che Gianni Letta esca male dalla vicenda dell'inchiesta G8. Come uno che tira le fila della ragnatela. Sta ai magistrati accertare i fatti penalmente rilevanti e i fatti che, pur non penalmente rilevanti, sono esecrabili sul piano dell'immagine pubblica. Sta di fatto che Letta per certi aspetti piu' ancora di Berlusocni e' una delle persone piu' influenti nell'ambito di questa ragnatela che ha inquinato le istituzioni del nostro paese". Lo ha detto Luigi de Magistris intervenendo al programma KlausCondicio, condotto da Klaus Davi su You Tube.(
(AGI) - Roma, 16 mag - "Il signor Mancino, che ha anticipato giudizi nei miei confronti, ha presieduto un processo disciplinare vergognoso nei miei riguardi. Certo non dovevo aspettare la lista di Anemone per capire quali fossero gli interessi che muovevano Mancino. Questi fatti sono solo la conferma di come egli (se i fatti saranno accertati) parrebbe partecipare a pieno titolo a un sistema che di chiaro e di trasparente non ha nulla, ma che e' opaco e inquietante.Proprio come Schifani dovrebbe chiarire molte cose. Come l'incontro con Paolo Borsellino, che lui sostiene di non avere avuto, e i suoi rapporti con persone da me indagate. Per restituire dignita' e prestigio al CSM dovrebbe andare a casa immediatamente. Anche perche' non ha affatto chiarito i suoi rapporti con Anemone celandosi dietro dichiarazioni evanescenti". Lo ha detto Luigi de Magistris, ospite del talk show KlausCondicio in onda su you Tube.(
Roma, 16 mag. (Apcom) - Il presidente del Senato, Renato Schifani, deve chiarire i suoi rapporti "con Nino Mandalà e altri personaggi equivoci". Lo chiede l'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris, ospite di Klauscondicio."Schifani - afferma l'ex pm - dice il falso sapendo di dire il falso, quando sostiene che gli ultimi episodi di corruzione siano casi di microcriminalità. Il fatto è ancora più grave se si pensa che egli ricopre la seconda carica dello Stato, quella di Presidente del Senato, vale a dire la persona che sostituisce il Presidente della Repubblica quando quest'ultimo è impedito.Questo è il segno tangibile della vergogna in cui versano le nostre istituzioni. Schifani non ha mai chiarito la natura dei suoi rapporti con Nino Mandalà e altri personaggi equivoci. Ha sempre fatto dichiarazioni generiche di comodo e assolutamente poco convincenti"."Credo che chiunque venga coinvolto in qualche modo in vicende molto torbide se non addirittura inquietanti, come nel caso di Schifani, se ricopre cariche così alte dovrebbe chiarirle e se non è in grado di chiarirle dovrebbe farsi da parte", conclude De Magistris.
Roma, 16 mag. (Apcom) - "Cosa vuole che pensi di Alfano e della sua riforma della giustizia? Un ministro che si avvale della collaborazione di un personaggio come Nebbioso, finito nelle agende di Saladino (condannato a due anni per abuso d'ufficio nell'abito dell'inchiesta Why not, ndr) non può che riflettersi su una riforma che sopprime la giustizia stessa e applica un modello piduista che vuole sottomettere la giustizia all'esecutivo". Lo ha detto Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv, ospite di Klauscondicio."Alfano - aggiunge - si avvale di numerosi collaboratori i cui nomi appaiono in inchieste molto delicate. La sua riforma oggettivamente, se dovesse passare così come, avvantaggerebbe il crimine organizzato".
“Le inchieste sugli appalti sono come un fiume torbido che rischia di tracimare dall’argine democratico, inghiottendo la maggioranza e trascinando nel fango l’intero Paese. L’unica difesa sono la societa’ civile e un’opposizione responsabile, che devono lavorare fin da oggi ad un’alternativa credibile al berlusconismo, con la coscienza che nel momento in cui sta crollando, il regime manifesta il suo tratto peggiore e piu’ pericoloso nel tentativo di restare in piedi ad ogni costo. La sua irresponsabilità del resto e’ evidente: un esecutivo dal minimo senso etico, scosso ogni giorno dalla questione morale, si sarebbe fatto da parte riconsegnando ai cittadini la decisione sulla classe dirigente dalla quale vogliono essere governati”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
GIUSTIZIA: DE MAGISTRIS, VOLEVO CONTINUARE A FARE IL MAGISTRATO MA NON MI E' STATO CONSENTITO = NEL LIBRO 'ASSALTO AL PM' LA TESTIMONIANZA DI UN'ATTIVITA' SVOLTA CON PASSIONE Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - 'Io volevo continuare a fare il magistrato. Anche adesso se qualcuno mi mettesse in condizione di riprendere quel lavoro lo rifarei volentieri. Purtroppo non mi hanno piu' consentito di farlo. Mi hanno sottratto le funzioni di pubblico ministero, mi hanno trasferito, mi hanno riempito di procedimenti disciplinari, penali, amministrativi, civili, di tutto. Avrei potuto mettermi in un angolo e scomparire pero' certamente non potevo piu' fare il magistrato'. E' evidente il rammarico di Luigi de Magistris, l'ex magistrato passato alla politica, mentre racconta all'ADNKRONOS la sua storia descritta ampiamente nel libro 'Assalto al Pm' scritto per Chiarelettere, la storia di un cattivo magistrato. Ma proprio perche' e' sicuro di non essere mai stato quel 'cattivo magistrato' vuole lasciare una testimonianza della sua attivita', del suo lavoro, delle sue indagini: 'ho voluto scrivere questo libro per lasciare una testimonianza perche' penso che tendenzialmente, quando si tratta di fatti cosi' scomodi -spiega de Magistris- scatta un meccanismo di atomizzazione, polverizzazione e distruzione non solo dal punto di vista giudiziario ma anche della memoria storica e della ricostruzione dei fatti. Ho scritto la mia ricostruzione, che non e' Vangelo ovviamente, ne' la verita' assoluta". "Si tratta della mia lettura dei fatti -sottolinea- la lettura di uno dei principali protagonisti di queste pagine. Una testimonianza umana e soprattutto anche un ricordo di tante persone che nel bene e nel male ho incrociato nei diversi anni da magistrato in Calabria e anche in Campania, perche' ci sono dei passaggi anche della mia esperienza campana. Credo che sia importante perche' e' una testimonianza e come tale rimane, cosi' che un domani le persone, a cominciare dai miei figli, possano sapere che cosa e' accaduto'. Ma chi potrebbe cancellare i fatti, le vicende accadute? Secondo l'autore 'i poteri occulti non hanno interesse a che queste cose si sappiano. Credo che queste siano alcune tra le pagine piu' buie della storia della magistratura, quanto meno di quella calabrese. Una delle pagine piu' devastanti. Di fronte ad una serie di magistrati collusi il Consiglio Superiore della Magistratura e' intervenuto trasferendo i magistrati onesti, non soltanto io ma i magistrati di Salerno e lasciando al loro posto i magistrati collusi". "Questo - rileva de Magistris - la dice lunga sugli interessi e il grumo di potere e ci si rende perfettamente conto di quale meccanismo si mise in moto. Alcuni magistrati ora me li trovo nell'inchiesta di Perugia, i nominativi degli imprenditori me li sto ritrovando adesso in altre inchieste. Soltanto che io a differenza dei magistrati di Firenze e Perugia ero completamente isolato e tutto sommato e' un miracolo che sono riuscito a tenere salva la vita in un luogo cosi' difficile come quello della Calabria'. Ma il libro non e' solo il racconto di una professione, di inchieste delicate e vicende giudiziarie. E' anche il racconto di una vita. 'Ci sono delle ricostruzioni inedite di rapporti, incontri, contesti, riguardanti le indagini, i tipi di interferenze che ho subito, le pressioni, il mio rapporto con il Procuratore della Repubblica ed il Procuratore aggiunto -spiega l'ex magistrato- i rapporti con i colleghi, il tipo di minacce che ho subito. I fatti giudiziari stanno sullo sfondo, in un'appendice dove ci sono anche alcuni segmenti giudiziari che consentono al lettore di avere un quadro piu' preciso. Da un lato c'e' la mia ricostruzione personale, dall'altro un'appendice di fatti accaduti e documentati'. Soprattutto c'e' il racconto di una grande passione che ora de Magistris ha trasferito nella politica essendo deputato europarlamentare: 'credo che in politica sia utile in questo momento storico portare i valori di legalita', di giustizia anche di passione e di entusiasmo che hanno sempre caratterizzato il mio percorso di magistrato. Una dose di passione e di idealita' secondo me fa bene quando si fanno questi mestieri come il magistrato o il giornalista o ancora il medico'. Ma, seppur non da protagonista, l'autore continua seguire il polso delle attuali vicende giudiziarie delle quali afferma: 'e' triste dover dire di sentire una certa soddisfazione. Pero' sto vedendo che i contesti sui quali avevo indagato, alcuni nominativi, metodi di corruzione, rapporto tra gestione del denaro pubblico e criminalita' dei colletti bianchi, borghesia mafiosa, rapporti tra politici e imprenditori, magistrati, pezzi delle forze dell'ordine, esattamente quello che veniva fuori nelle inchieste Poseidone e Why Not. Quindi mi sento soddisfatto". "Ora - continua - faro' in modo che si tenga alta la vigilanza democratica su questi fatti, che non si consenta che magistrati onesti e perbene vengano fermati che agiscano nella loro piena autonomia e indipendenza. Non bisogna fare il tifo ma bisogna consentire ai magistrati di ricostruire con serenita', senza avere le pressioni dei poteri forti e della politica e dei poteri occulti". "Mi auguro quindi che queste inchieste in corso -prosegue l'ex magistrato- come quelle siciliane molto importanti di Palermo e Caltanisetta vadano fino in fondo perche' il Paese ha sete di verita' e di giustizia. Io daro' il mio contributo in Italia e soprattutto in Europa affinche' mantenga alta l'attenzione sull'Italia e sul livello di corruzione e di penetrazione delle mafie nelle istituzioni, nella politica e nell'economia del nostro Paese'. E poi, un bilancio: 'sono sempre stato convinto di non aver commesso errori gravi rispetto a quello che e' stato messo in atto. Ma ormai lo sanno tutti e sono contento che complessivamente le inchieste della procura di Salerno mi hanno dato ristoro anche se debbo dire che aver spazzato via quei tre magistrati ha di fatto fortemente ostacolato e rallentato quelle inchieste". "Cambiare magistrati in corso d'opera - conclude - e' come cambiare architetto quando hai costruito meta' casa, si ricomincia da capo. Considerando pero' lo tsunami istituzionale che si e' riversato in questa vicenda credo che sia un miracolo tutto sommato che si e' riusciti a ricostruire i fatti, e che la verita' bene o male in questa vicenda e' venuta fuori'.
“Berlusconi è paradossale. Proprio lui che fugge la giustizia, con leggi ad personam, afferma che chi sbaglia deve pagare. Sarebbe già tanto che coloro che sono sospettati di aver sbagliato, rivestendo anche funzioni di Governo, si sottoponessero ai magistrati. Nell’Italia di Berlusconi, però, perfino questo passaggio democratico elementare è messo in discussione. La verità è che siamo di fronte ad un esecutivo ogni giorno sempre più logoro sotto il profilo etico, traballante come un castello di carta, che attende l’ennesima ventata di questione morale per cadere giù. Meglio sarebbe arrivare a dignitose dimissioni e nuove elezioni. Ma purtroppo così non sarà e gli italiani dovranno assistere fino alla fine al triste spettacolo del marcire di questo regime”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“A leggere l’elenco della ‘lista Anemone’ non posso che provare, purtroppo, un amaro sentimento di soddisfazione ex post. Molti dei cognomi odierni – da Nebbioso, capogabinetto del ministro Alfano, a Poletti, ex generale della Gf oggi nei servizi segreti, passando per l'imprenditore Carducci e tanti altri ancora - sono gli stessi in cui mi sono imbattuto nelle mie inchieste, in particolare Why Not. E’ la prova che in Italia esiste una cloaca di collusione fra politica, istituzioni e ‘prenditoria’ economica che è stata costruita negli anni per divorare i finanziamenti pubblici e che fa impallidire Tangentopoli, perché nessuno spazio del sistema Paese ne sembra esente: da parte della politica e del Governo alle Forze dell’ordine, dalla magistratura alla Protezione Civile. Siamo al governo occulto della cosa pubblica, soprattutto nel settore degli appalti edili e infrastrutturali, all'apoteosi della borghesia mafiosa. La vigilanza democratica deve essere altissima perché questa ‘rete’ dimostra di avere coperture istituzionali di altissimo livello. Il nome del vicepresidente del Csm Mancino, presente nella lista Anemone, tra gli altri, appare sinistro e inquietante, in particolare per chi da pm si è visto da lui attivamente contrastato proprio quando si occupava di inchieste relative a questa cloaca cancerogena per il Paese”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
A SALERNO CHIUSE INDAGINI PRELIMINARI SU VICENDA
(ANSA) - NAPOLI, 12 MAG - "La Procura di Salerno conferma non solo la legittimità del mio operato, ma anche il fatto che le inchieste mi furono tolte in modo illegale". L'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, oggi parlamentare europeo con l'Idv, commenta in questi termini la notizia della conclusione delle indagini preliminari della Procura di Salerno su Why not. Al quotidiano Il Riformista, che dà notizia degli sviluppi giudiziari sulla vicenda - che provocò fra l'altro un aspro e inedito scontro fra procure (quella di Catanzaro e quella di Salerno) - sostenendo che il "teorema del complotto" sollevato dall'ex pm sia "saltato", De Magistris replica: "Al contrario. Il filone principale della indagine salernitana viene proprio confermato. C'é infatti un'accusa di corruzione in atti giudiziari per l'avocazione di Why not e la revoca di Poseidone, che riguarda i pm di Catanzaro". Esattamente la risposta alla sua denuncia, spiega. "Poi si erano aperti una serie di rivoli e di procedimenti - aggiunge l'eurodeputato - per i quali in parte l'indagine è in corso e in parte vi è stata un'archiviazione". Sulla circostanza che per i pm salernitani sia stata legittima la revoca da parte della Procura dell'incarico conferito proprio da lui al consulente Gioacchino Genchi (accusato poi di aver messo in piedi un controverso 'archivio' di dati e tabulati telefonici) De Magistris dice: "Questa è una cosa che non mi riguarda". "Non riguarda le mie denunce: non era affatto questo il tema principale. Ed è evidente che una procura - insiste - può revocare una consulenza". Sul fronte dell'indagine su Clemente Mastella, rispetto alla quale ora i pm salernitani sostengono che fu legittima la richiesta della Procura generale di Catanzaro ai Ros di informazioni sui tabulati telefonici dell'ex ministro, De Magistris conclude: "Anche su quel fronte non c'é solo un'archiviazione, i pm hanno detto chiaramente che l'indagine fu doverosa". Secondo quanto riportato oggi da Il Riformista, dei 14 capi di imputazione originari restano in piedi le accuse di corruzione in atti giudiziari per l'avocazione di Why Not e la revoca di Poseidone ai danni di De Magistris (oggi europarlamentare dell'Idv) e la mancata trasmissione degli atti dalla Procura di Catanzaro a quella salernitana che ne fece richiesta sette volte. L'inchiesta potrebbe portare alla richiesta di rinvio a giudizio per sei magistrati: Mariano Lombardi, procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Murone, procuratore aggiunto, Dolcino Favi, ex procuratore generale facente funzioni, Enzo Iannelli, ex procuratore generale, Alfredo Garbati, e Salvatore Curcio. Decadono però i reati di abuso di ufficio, falso, calunnia, e diffamazione. Inoltre Iannelli, Curcio e Garbati non dovranno rispondere delle irregolarità denunciate per lo stralcio della posizione di Mastella nell'inchiesta Why not (archiviata il 1 aprile 2008). Secondo i tre pm salernitani, Rocco Alfano, Maria Chiara Minerva e Antonio Cantarelli, furono legittime sia la revoca della consulenza a Gioacchino Genchi, sia la richiesta della Procura generale di Catanzaro ai Ros di Roma, su nota della Procura romana, per avere informazioni sulle acquisizioni dei tabulati telefonici dell'ex guardasigilli Clemente Mastella. Escono invece dalla inchiesta l'ex governatore calabrese Giuseppe Chiaravalloti, il presidente del Tribunale della Libertà di Catanzaro Adalgisa Rinaldo, l'avvocato Francesco Gmbardella, legale di Antonio Saladino, imprenditore al centro della inchiesta Why Not, il pm di Crotone Pierpaolo Bruni e Bruno Arcuri.
Roma, 13 mag. - (Adnkronos) - Giro d'affari ghiotto per i furbetti delle truffe europee, che ogni anno sottraggono ai fondi Ue quasi 20 miliardi di euro. Un fenomeno dilagante, gestito in buona parte dalle mafie. L'Italia occupa i primi posti della lista, tra i paesi in cui vengono messe in campo le frodi, ma anche grazie ai controlli che sono molto piu' scrupolosi rispetto ad altri Stati. Nel Belpaese i fondi che finiscono nelle mani sbagliate, nel 50% dei casi vengono incassati dalla criminalita'. Ad essere colpito dal fenomeno non e' solo il sud, ma tutto il paese. E' quanto evidenzia l'Olaf, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, al termine del ciclo di seminari che si sono tenuti presso la Corte dei conti sulle risorse comunitarie. I fondi europei ammontano a 180 miliardi di euro l'anno, di questi l'11% finisce nel giro delle frodi. In Italia dal 2007 al 2009 le citazioni in giudizio sono state 294, mentre i fondi recuperati sono stati pari a 82 milioni nel primo biennio e 136 milioni nel 2009 per un totale di 218 milioni di fondi europei e nazionali. Il lavoro di contrasto alle frodi rischia pero' di venire vanificato in buona parte: a causa delle norme sulla prescrizione in questo momento un caso su due e' destinato a non essere riscosso. 'Il problema delle frodi -spiega il procuratore generale della Corte dei conti, Mario Ristuccia- e' estremamente rilevante. Non e' possibile che vengano utilizzati dalle strutture mafiose'. Stesso problema viene evidenziato anche dal direttore generale dell'Olaf, Nicholas Ilett, che sottolinea: 'sono oggetto del desiderio perverso di appropriazione della criminalita' organizzata e dei piccoli frodatori'. Il presidente della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo, Luigi De Magistris, spiega che viene data 'grandissima importanza a come vengono gestiti i fondi perche' siamo consapevoli che si realizza un perverso meccanismo criminale tra politica, strutture che fanno da tramite e criminalita''. In particolare, per quanto riguarda il caso Italia, De Magistris mette in evidenza l'anomalia delle procedure che vengono utilizzate nei casi di emergenza ambientale, con la procedura d'urgenza che sostituisce il normale iter, attraverso la Protezione civile. 'Se non c'e' una classe onesta diventa un modo per affidare i lavori agli amici', dice il presidente.Nella gestione del denaro pubblico 'negli ultimi anni si e' istituzionalizzata la criminalita' organizzata', prosegue De Magistris, sottolineando che il discorso riguarda tutta l'Europa e non solo l'Italia. 'Bisogna darsi una regolata perche' molti stati membri non tollerano piu' che immani risorse siano destinate a paesi, per costatare poi che i risultati raggiunti sono modesti rispetto a quanto dato. Bisogna dare delle certezze sul fatto che questi soldi non vadano ad arricchire la borghesia mafiosa'.
(ASCA) - Roma, 13 mag - Ogni anno, sul totale dei fondi comunitari, l'11% risulta andare in frodi. Cio' significa che, su un totale di 180 miliardi di euro all'anno, destinati ai fondi europei, circa 20 miliardi di euro risultano appannaggio di attivita' fraudolente. Questo il quadro tracciato dal'Olaf, l'Ufficio europeo di lotta alla frode, durante una conferenza stampa al termine del Seminario di formazione permanente intitolato 'Attivita' conoscitiva e di formazione nel settore dei recuperi amministrativi e giudiziari conseguenti a irregolarita' e frodi nell'utilizzo di fondi comunitari', presso la Corte dei Conti e alla quale erano presenti, tra gli altri, il direttore dell'Olaf, Nicholas Ilett, il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e il presidente della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo, Luigi De Magistris. 'I fondi europei - ha detto Ilett, direttore dell'Olaf - sono l'oggetto del desiderio perverso della criminalita' organizzata e di una massa di piccoli frodatori. L'Europa in questo momento fa grandi progetti, ma una delle cose fondamentali e' mantenere una buona reputazione, anche attraverso la lotta alle frodi'. Il problema delle frodi comunitarie, ha spiegato Ristuccia, 'e' estremamente rilevante. Spesso le frodi hanno carattere transnazionale, ovvero hanno origine in uno stato e producono il danno in un altro'. In Italia, nel triennio 2007-2009, ci sono state 294 citazioni in giudizio, con un recupero di 218 milioni di euro, 82 milioni nel biennio 2007-2008 e addirittura 136 milioni nel solo 2009. La frode piu' ricorrente, ha poi aggiunto Ristuccia, e' la sovraffatturazione di merci per importi anche 3-5 volte superiori. 'Diamo grandissima importanza a come vengono gestiti i fondi pubblici e in particolare quelli europei', ha aggiunto De Magistris, anche perche' 'avverto a livello politico e istituzionale che alcuni stati mebmbri dell'Unione europea non tollerano che soldi concessi ad altri stati membri portino a risultati modesti. Stiamo lavorando per dare certezze che questi soldi non vadano ad arricchire la borghesia mafiosa'.
“Il ddl presentato oggi al Senato è la riproposizione del Lodo Alfano, che debutta nella versione costituzionale pur restando invariato nella sua natura originaria, quella di essere la solita vecchia macchinazione per rendere immune la casta politica dalla giustizia, proprio nel momento in cui la marea degli scandali in materia di appalti rischia di far affondare il barcone della maggioranza. Un provvedimento che va contrastato tanto nelle sedi istituzionali che nelle piazze, per mezzo di una mobilitazione pacifica, per difendere il principio che la legge è uguale per tutti”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Il ministro della Giustizia Alfano dovrebbe capire che il ddl intercettazioni non può essere migliorato, perche’ non si puo’ migliorare un provvedimento che nei fatti azzera un prezioso strumento di indagine giudiziaria e che cancella la libertà di informazione”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: “La marcia indietro forzata sul cosiddetto emendamento D’Addario, in verita' solo ammorbidito rispetto alla sua versione iniziale, non riesce a rendere equilibrato un testo irrimediabilmente squilibrato, che ha l'unico merito di favorire le mafie e la loro infiltrazione economico-istituzionale, servendo sul piatto d’argento l’immunità ai colletti bianchi che si macchiano di corruzione e concussione, e di soddisfare tutti quei poteri che vorrebbero una informazione asservita e silente”.
“Fede e’ un giornalista –se puo’ esser definito tale- irresponsabile. Puntare l’indice, delegittimandolo, contro uno scrittore gia’ nel mirino della camorra e’ un’azione scellerata. Saviano andrebbe difeso e sostenuto da chi ha la responsabilita’, non solo professionale ma civile, di occupare uno spazio cosi’ delicato come quello della comunicazione televisiva, la quale veicola messaggi che possono avere effetti dirompenti nel contesto sociale. Purtroppo e’ una versione depotenziata del suo padrone Berlusconi, il quale con la stessa irresponsabilita’ ha accusato recentemente Saviano di rendere la mafia ancora più potente perche’ –paradosso dei paradossi- ha acceso i riflettori sul fenomeno del crimine organizzato, sulle sue infiltrazioni economiche e politico-istituzionali, sulla sua capacita’ di fagocitare pezzi della societa’. Di fronte a certe dichiarazioni si resta senza parole”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Le affermazioni del sindaco di Milano Moratti confermano che nel nostro paese si sta ritornando alla colpa d’autore di Hitler, come provano anche le recenti iniziative del Governo, soprattutto il provvedimento che introduce il reato di clandestinità. Le dichiarazioni del sindaco di Milano rappresentano una volgare generalizzazione razzista, smentita anche dalle statistiche in materia. Invece di favorire l’integrazione, estendendo lo spettro dei diritti fra cui quello al lavoro regolare, la maggioranza preferisce la pericolosa china della criminalizzazione del migrante e della persecuzione del diverso, come nel caso dei respingimenti di massa stigmatizzati da Europa e Onu. Unico obiettivo di questo esecutivo ‘leghistizzato’ è una propaganda populista che solleciti il basso ventre sociale, racimolando così un po’ di consenso a buon mercato”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“Peppino Impastato è uno dei volti più belli della storia dell’antimafia italiana. Esempio concreto di quella “meglio gioventù” nazionale che rende onorabile questo Paese. Impastato ha lottato contro la mafia fino all’estremo sacrificio della sua giovane vita. Un fattore, la giovinezza, che rende il suo tributo ancora più significativo, facendone un modello per i tanti ragazzi che credono nel valore della legalità e che si battono per realizzarlo, non lasciandosi scoraggiare da una classe politica spesso debole e, in certi casi, addirittura connivente con il crimine organizzato. L'assegnazione della casa del boss Badalamenti all'associazione Impastato ha un valore simbolico dirompente, che rende maggiormente necessario lottare a difesa della legge sulla confisca dei beni perché non sia stravolta, come accadrebbe se fosse consentita la vendita all’asta dei patrimoni sottratti ai boss”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
"L’Europa unita, soprattutto sotto il profilo politico, è una sfida ancora aperta e urgente, tanto più in questi giorni in cui si registra una nuova scossa economico-finanziaria che prova la necessità di attuare un governo responsabile della finanza e dell’economia. L’obiettivo è infatti evitare, nell’immediato, il rischio delle speculazioni e garantire le fasce sociali più deboli ”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che aggiunge: "La Festa odierna è un’ occasione preziosa per riflettere sulle tappe raggiunte dall'Europa, su ciò che è stato compiuto e ciò che resta da compiere affinchè l'Ue assuma un ruolo centrale nella politica internazionale, potendo così esercitare un controllo sempre più stringente sull'operato dei Governi nazionali. Le questioni che interrogano l’Europa sono molte: dalla lotta alla disoccupazione a quella per un nuovo modello di sviluppo sostenibile che contenga i cambiamenti climatici, dalla realizzazione dell’integrazione come unica risposta al fenomeno dei flussi migratori alla difesa dello Stato sociale ed al duro contrasto alla corruzione ed al crimine organizzato. Sono questioni a cui si potrà rispondere soltanto attraverso un’azione comune più incisiva e coordinata, superando anche gli egoismi nazionali che ancora si manifestano”.
“Ad offendere la verita’ e il popolo italiano non sono né l’arte ne’ l’informazione, ma un ministro che invece di comportarsi come tale, onorando gli impegni istituzionali a cui è chiamato per via del ruolo che riveste, preferisce recitare la parte del fedele servitore del premier disertando il Festival di Cannes. Ad offendere la verita’ e il popolo italiano, infine, e’ il comportamento del capo della Protezione Civile Bertolaso, che ieri ha inscenato una debole e propagandistica apologia, la cui unica ragione risiedeva, forse, nel tentativo di bruciare le rivelazioni dei media in merito all’esistenza di una fattura che il costruttore Anemone ha rilasciato alla moglie di Bertolaso per una consulenza prestata al Salaria Sport Village”. Lo afferma l’eurodeputato IdV Luigi de Magistris.
"Le rivelazioni pubblicate oggi su 'La Repubblica' in merito all’attentato dell’Addaura ai danni del giudice Falcone confermano la necessità che si faccia luce sul torbido intreccio tra pezzi dello Stato e mafia in relazione a tutta la tragica pagina dello stragismo degli anni ’90. Falcone, come anche il giudice Borsellino, erano al centro dell’obiettivo di Cosa nostra tanto quanto erano invisi a spezzoni deviati delle istituzioni, per quel loro tentativo di illuminare proprio la zona grigia del rapporto fra politica e mafia. Per questo le Procure di Palermo e Caltanissetta, attualmente impegnate in indagini delicatissime su questo fronte, devono poter lavorare serenamente per chiarire vicende e fatti che hanno inquinato e inquinano il nostro Paese minacciandone la sostanza democratica”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
“L’Europa ha scritto una pagina importante nel contrasto alla corruzione, anche per quanto riguarda la gestione dei fondi comunitari e la lotta al crimine organizzato”. Lo afferma in una nota l’eurodeputato IdV Luigi de Magistris riferendosi all’approvazione, da parte del Parlamento europeo, di una dichiarazione scritta da lui proposta con l'appoggio trasversale di deputati appartenenti a vari gruppi politici. “Le Istituzioni dell’UE –prosegue de Magistris- sono state chiamate ad adottare una politica globale di lotta alla corruzione , creando un meccanismo chiaro per controllare anche la situazione degli Stati membri. L’Italia e il suo Governo -prosegue- dovrebbero quindi guardare a Bruxelles che ha scelto una risposta netta di contrasto ad un fenomeno che mina la democrazia e la convivenze civile. In questa battaglia –conclude- la politica non e' sola grazie alla mobilitazione della societa' civile ed un forte ringraziamento va anche a Trasparency international, Libera e Flare”.
“Proteggere l'acqua come bene pubblico universale dalle mani rapaci del mercato e delle lobby è una battaglia fondamentale di democrazia”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che ieri al Parlamento europeo ha votato favorevolmente ad un emendamento che si opponeva alla privatizzazione dell'acqua nel mercato canadese. L'emendamento, presentato dalla Sinistra europea, all'interno di una risoluzione sui rapporti UE-Canada, non è stato approvato per il voto contrario di Popolari e Socialisti. Spiega de Magistris: “Dispiace aver dovuto registrare, soprattutto da parte dei colleghi del Pd, la mancanza di sostegno verso una battaglia dall’alto valore civile e democratico, che al contrario tutto il gruppo dell’IdV ha scelto di appoggiare compattamente. Dispiace inoltre che abbiano fatto mancare il sostegno alle comunità canadesi impegnate nello sforzo di contrastare la privatizzazione dell'acqua, che deve restare ad ogni latitudine del Pianeta un bene di tutti, in quanto diritto universale. Senza se e senza ma”.
“Esprimo il mio più convinto sostegno ai lavoratori del Gruppo Delta, che oggi tornano a manifestare a Bologna, mentre è in atto la seconda giornata di trattativa tra l'azienda e le parti sindacali per decidere il destino dei 596 dipendenti in esubero”. Lo scrive in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV, che spiega: “La mobilitazione vuole ribadire il secco no a qualsiasi ipotesi liquidatoria, che in un settore che non prevede gli ammortizzatori sociali, significherebbe inesorabile perdita dei posti di lavoro.
Una situazione aperta e bruciante, dinanzi alla quale le istituzioni e la politica- sottolinea l'ex pm - si devono interrogare perchè non siano 600 famiglie di lavoratori onesti a pagare per i reati commessi dagli istituti finanziari. Le amministrazioni, il Governo ed i sindacati devono trovare una soluzione che garantisca i lavoratori di Delta, vittime di norme contraddittorie, inapplicate o adattate alla bisogna, sacrificati sull'altare della disattenzione nei controlli e su quello delle convenienze incrociate, che – conclude de Magistris - hanno alimentato il circuito di riciclaggio italo-sammarinese”.
“Berlusconi e' l’asso prende tutto. Ora anche l’incarico ad interim del ministero dello Sviluppo, da cui potra' condizionare, ancora di piu' a proprio vantaggio, il mercato della comunicazione, già abbondantemente infettato dal conflitto di interessi. Mentre la Lega comincia gia' a battere cassa per aggiudicarsi anche il dicastero lasciato libero da Scajola, facendo ripartire l’ormai tradizionale mercato delle cariche e delle poltrone governative. Uno spettacolo desolante di un Governo allo sfascio le cui contraddizioni ricadranno soltanto sugli italiani”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
Dentro la maggioranza faida dei fratelli-coltelli
“Il Governo è allo sbando. Quotidianamente propone al Paese una nuova puntata di quella che è ormai una tragica fiction più che l’operato di un esecutivo. Dopo il caso Scajola, oggi la notizia che il coordinatore del PdL Verdini è indagato dalla Procura di Roma per corruzione, sempre in riferimento a quel torbido affare dei grandi appalti che rischia, giorno dopo giorno, di inghiottire l’intera maggioranza. Come se non bastasse in seno al Governo siamo alla faida dei fratelli-coltelli: prima lo strappo di Fini e Berlusconi, adesso il braccio di ferro tra Alfano e Maroni sul ddl contro il sovraffollamento carcerario, cioè un provvedimento che dimostra di essere l’ennesima carta pubblicitaria giocata nella partita del consenso populista”. Lo afferma l’eurodeputato IdV Luigi de Magistris.
“La liberta’ di stampa che esiste in Italia non è frutto dello spirito democratico di Berlusconi, essendo questo inesistente, bensi’ del coraggio di quei giornalisti liberi che combattono per continuare a svolgere il proprio lavoro, in rispetto del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati. Un coraggio che si deve scontrare con il ddl intercettazioni, che tradotto significa la morte della cronaca giudiziaria e dell’inchiesta giornalistica; con l’aggressione verbale del presidente del Consiglio e con il suo tentativo di pressione sugli organi di garanzia perche’ mettano a tacere le trasmissioni scomode, come insegna la vicenda Agcom. Forse quando parla di troppa liberta’ di stampa il premier si riferisce a quella addomesticata dei vari Minzolini e Fede: in questo caso, effettivamente, anche agli spiriti piu’ democratici potrebbe apparire fin troppa”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
Roma, 3 mag. - Clima positivo nell'Italia dei valori tra Luigi de Magistris e Antonio Di Pietro, lo dice - in una intervista a Pocket - l'europarlamentare, che sottolinea il suo impegno a trovare ponti con la sinistra oggi extraparlamentare e con i movimenti."Tra me e Di Pietro - sostiene de Magistris - c'e' un ottimo rapporto sul piano umano e politico, anche se non siamo fatti con lo stampino e nel momento in cui si condividono gli stessi obiettivi, ben venga la dialettica interna al partito. Lo stesso Di Pietro non ha mosso critiche alla nascita dell'associazione culturale 'Inmovimento', ha intuito che non si tratta di un ostacolo al partito, ma di un plusvalore". De Magistris precisa: "Vorrei un'aggregazione tra le forze politiche del centrosinistra e il movimentismo del Paese per costruire un'alternativa vera al berlusconismo. Che non vuol dire unirsi solo per cacciare Berlusconi, ma per elaborare un progetto per un'Italia diversa. Come Idv ci stiamo provando: Di Pietro lavorando a rinsaldare il rapporto con il Pd, io muovendomi sul fronte della sinistra, che e' fuori dal Parlamento, ma che e' ben presente nel Paese, dei movimenti, del laboratorio politico". Quanto all'eventualita' di elezioni anticipate, rileva: "Le auspico, ma non le vedo. Bisogna vedere cosa accade con Fini, se arriva alla rottura si va alle urne, ma non credo che possa accadere".
“La diserzione della Lega alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unita' d'Italia e’ una scelta conseguente a ciò che ha sempre professato per mezzo di parole e azioni politiche, o meglio sarebbe dire impolitiche, come bruciare il Tricolore ed offendere l’Inno nazionale. Si tratta, dunque, di malsana coerenza. Un comportamento indegno per un partito che siede in Parlamento e al Governo. Il ministro Calderoli dovrebbe essere consapevole di aver prestato giuramento sulla Costituzione, che afferma l’unita’ della nostra Repubblica, la stessa che ci apprestiamo a celebrare e la stessa che la Lega da anni aspira a colpire con la pericolosa logica del separatismo razzista”. Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV.
(DIRE) Roma, 3 mag. - "L'arresto di latitanti, i sequestri, le confische dei beni della mafia, sono risultati ottenuti dalle forze dell'ordine e dalla magistratura, non dal governo. Quello che vedo e' l'impegno del governo a favorire il crimine organizzato". Lo ribadisce Luigi de Magistris, intervistato dal mensile free press Pocket.De Magistris, poi, racconta come gli europarlamentari vedono la situazione italiana: "La vedono nera. E non e' una considerazione che fanno solo i deputati di centrosinistra. Sono quasi tutti allibiti di fronte al degrado culturale, ambientale, morale, criminale del nostro Paese. La considerazione di cui godiamo negli ambienti politici internazionali e' bassissima. Il problema e' che Berlusconi viene identificato come il moderno italiano medio. E questo, come italiano, mi mette realmente in imbarazzo".
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - "In linea di principio non considero la separazione delle carriere tra giudici e Pm un argomento tabú, il punto è che qui si configura come passaggio prodromico della dipendenza del Pm dal governo. E questo non sarebbe certo di garanzia per i cittadini". Lo dice Luigi de Magistris in una lunga intervista pubblicata sul numero di maggio del mensile free press Pocket, Diretto da Daniele Quinzi. "Il codice di procedura penale ha come corollario il principio di indipendenza della magistratura. Il Pm ha la direzione delle indagini e puó acquisire di sua iniziativa notizie di reato. Secondo il centrodestra invece il Pm dovrebbe agire solo su segnalazione della polizia giudiziaria, che dipende dal potere politico". De Magistris aggiunge: "Tra Mastella e Alfano c'è un'assoluta continuità, anche se non si è capito se Mastella è di centrodestra o di centrosinistra. Piú in generale in questi anni non ho visto la volontà di far funzionare la giustizia in modo uguale per tutti, n‚ il coraggio di mettersi in urto coi poteri forti insofferenti alla legalità. Forse l'unico che si è distinto è stato Flick, anche se era un tecnico piú che l'esponente di una parte politica".
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - 'Napolitano ha fatto passare in questi anni diverse leggi incostituzionali. Abbiamo assistito, stiamo assistendo, ad uno svuotamento della Costituzione attraverso leggi ordinarie, senza ricorrere alla legislazione costituzionale. Sono tanti i provvedimenti palesemente in contrasto con la legislazione comunitaria, con le norme antiriciclaggio e antiterrorismo. Napolitano in molti passaggi non e' stato un presidente di garanzia'. Lo dice Luigi de Magistris in una lunga intervista pubblicata sul numero di maggio del mensile free press Pocket. 'Mi ha colpito molto il suo commento dopo il via libera allo scudo fiscale. In pratica ha detto 'Che lo rimandavo a fare alle Camere, tanto lo avrebbero approvato lo stesso'. E invece il messaggio alle Camere e' un istituto di grandissimo valore politico-istituzionale, e anche mediatico: addirittura l'attuale direttore del Tg1 sarebbe stato costretto a parlarne. Credo che Napolitano voglia evitare un'alzata di toni, ma la sua e' una posizione difensiva che da un garante non ti aspetteresti'. Chiusura dedicata alla Rai: 'La mia ricetta, che vale anche per la sanita', e' unica; fuori i partiti. Oggi diamo per scontato che il Cda debba essere lottizzato, ma perche'? Pensiamo piuttosto a mettere dentro eminenti personalita' riconosciute da tutti, coinvolgiamo nella loro nomina il presidente della Repubblica, una maggioranza qualificata del Parlamento. Ci sono tante ipotesi da vagliare. L'impressione pero' e' che la gestione partitica della Rai in tutti questi anni abbia fatto gioco un po' a tutti: di qui la difficolta' nel discutere ipotesi di riforma'.