A PADOVA

A PADOVA UN CONTROLLORE VERIFICA I BIGLIETTI SOLO AI PASSEGGERI DI COLORE, IGNORANDO I LOCALI…. SCATTA LA PROTESTA E ALLA FINE E' COSTRETTO A CHIEDERLO A TUTTI.. CHI NE ERA SPROVVISTO ERANO TRE RAGAZZE VENETE
Mentre qualcuno nel Pdl comincia a capire quello che ripetiamo da due anni, ovvero che la politica del governo si è appiattita sulle proposte reazionarie della Lega e il ministro Ronchi dichiara che "il Pdl non può essere la cinghia di trasmissione della Lega, ma deve trovare una strategia indipendente e un suo radicamento, altrimenti sarà sempre a rimorchio", le nefaste conseguenze del razzismo leghista rischiano ormai di compromettere la stessa convivenza civile in tante comunità locali.
Perchè non c'è niente di peggio che dare dignità e legittimazione nella vita quotidiana a episodi, atteggiamenti e comportamenti dettati dalla intolleranza, dalla violenza e dalla discriminazione razziale.
Dipendesse da noi, tale mentalità la faremmo sparire in 48 ore, applicando senza pietà la legge Mancino sull'istigazione all'odio razziale, ma poichè Silvio ha interesse ad avere Bossi come compagno di Nutella per tutelarsi dai processi, non ci resta che registrare ogni giorno episodi di squallida discriminazione nei confronti di immigrati regolari.
L'ultimo ci giunge da Padova, dove il conducente della linea serale 12 che collega il centro città all'hinterland, addetto alla verifica dei titoli di viaggio, ha chiesto di esibire il biglietto solo ai passeggeri di colore (una decina), ignorando platealmente tutti gli altri, nonostante fosse salito a bordo un gruppetto di ragazzi e ragazze venete un po' alticci.
Alle rimostranze dei pendolari africani che hanno invitato l'autista a controllare tutti, evidenziando che loro avevano un regolare biglietto, l'addetto al controllo ha risposto che "decide io, a mia discrezione, chi controllare".
A questo punto è scoppiato il caos, gli immigrati hanno dato (giustamente) del razzista al conducente, con l'autobus bloccato per 15 minuti, mentre anche gli altri passeggeri sollecitavano un controllo uguale per tutti.
Alla fine il conducente ha dovuto verificare tutti ed è emerso che erano tre ragazze venete le uniche a non avere il biglietto.
Sono scese pure incazzate per acquistarlo al distributore automatico, ma per loro nessuna multa per essere salite a bordo del mezzo senza titolo di viaggio.
Si vede che l'ammenda ai locali non si applica.
In un Paese civile, quell'autista oggi sarebbe a casa a meditare sulla sua stronzaggine, in Italia troveremo invece chi ne farà un mito razzista.
D'altronde pochi giorni fa a Rovigo, durante una partita di basket di ragazzini under 14, era stato l'arbitro marocchino 24enne, da tempo residente in Polesine, a beccarsi sputi e insulti dai genitori padani sugli spalti.
Al grido di "negro di merda" e "bastardo torna in Africa", il giovane arbitro è stato quasi aggredito da alcuni spettatori e dall'allenatore.
Il tutto è stato sanzionato con 80 euro di multa per gli insulti e 20 per gli sputi. Un esempio di civiltà padana.
Forza Zaia che vai forte, fatti un bel bagno nella discussa piscina della tua villa.
Michela Dianda

 05/02/10, 15:11
Ho seguito il dibattito da Santoro…

Purtroppo è peggio di quanto fin qui intuito:
la cultura dei soldi ha preso il sopravvento sulla cultura del lavoro: Berlusconi rappresenta esattamente il modello che la maggioranza degli italiani aspira ad essere o (magari in piccolo) è. La sua cialtroneria risponde allo stile di vita di chi, dai videopoker ai quiz televisivi, dall’abuso edilizio alla panchina spaccata a calci, non ha etica professionale, sociale e, meno che mai, l’onestà e il rispetto degli altri come valori fondamentali della vita.
La rinuncia alle ideologie ed a valori storici della sinistra, conseguente e scatenante l’invasione di soggetti spregiudicati e collusi con le mafie, ma bravi portatori di voti di scambio, rende necessario, per chi vuole fare politica onestamente, l’abbandono (finalmente) dei partiti “storici” al loro destino.
I leaders politici vengono consacrati dalla tv… la scelta è funzionale al potere: Berlusconi è attivo e passivo. È una logica ereditata dagli USA, ma da noi aggravata dalla mancanza di coscienza del diritto dei cittadini che in America è, invece, ben radicata e pone paletti insormontabili, anche per i Presidenti. Mediaticamente le regole (e soprattutto la dinamica) sono simili a quelle del poker: chi sa bleffare e chi ha più soldi vince. Polli eccellenti?..: Bertinotti vale per tutti.
Berlusconi compra tutto. Quello che non riesce a comprare viene svuotato di valori, ridicolizzato o “virtualizzato”: l’amore, l’amicizia, l’onestà, ecc. diventano argomenti esaltanti solo nelle finction, nei salotti televisivi, ma sempre al pari dei loro contrari. Interesse personale , spregiudicatezza negli affari e nelle relazioni, spirito da puttaniere, furbizia e soldi risultano alla fine vincenti e si beffano di etica, giustizia e educazione civica. Strategie di marketing e persuasioni occulte applicate alla cultura, ai significati ed alla politica: scandalose foto in una quotidiana parata di culi; drogati di serie A, B e C sputtanati o perdonati; giudici, imputati, vittime e assassini, tutti nello stesso calderone, negli stessi partiti. E la gente compra e vota per vincere facendo vincere qualcuno, o meglio, puntando sul vincente. Cosa si vince?... la vittoria. L’alternativa è essere “perdenti”. Anni fa questo termine non esisteva.
In questo clima tutto diventa giustificabile. Il furto o l’appropriazione indebita, il millantatore e il porco. La ventata di omissioni che per anni hanno coperto mazzette, tangenti e assunzioni pilotate è ben più colpevole dei colpevoli. Un sistema dove, come a poker, se vuoi realizzare i tuoi sogni, devi accettare regole e giocatori. Conosco tante persone per bene costrette ad accettare queste regole per poter accedere a un finanziamento, ad un posto di lavoro, al riconoscimento di un’invalidità, ecc.
… E non devi sputare nel piatto dove mangi.
Ho vissuto in prima persona, in tante occasioni, il mortificante avvilimento di valori così solidi nella mia famiglia e così ridicoli e inutili nei rapporti con gli enti pubblici.

Che fare?

Individuare forme di movimento che rimettano al centro delle rivendicazioni
• il rispetto per l’altro
• il riconoscimento delle capacità produttive e creative a prescindere dal loro valore di mercato
• il diritto alla dignità, cioè ad un lavoro, ad una casa, alla salute ed all’istruzione.

Immagino un comitato civico nazionale contro il degrado dei valori. Una struttura con possibilità di controllo e denuncia, con possibilità di costituzione in giudizio e di rappresentatività sul territorio.
Un manifesto costitutivo che delinei finalità di partecipazione e controllo sulla gestione della pubblica amministrazione da parte di cittadini “per bene”.

Berlusconi dice che la magistratura ce l’ha con lui. In effetti sembra quasi che i magistrati agiscano in nome proprio. L’unico modo per riaffermare il senso (ovviamente penso che la magistratura non l’abbia mai perso) dell’azione legale nei confronti di chi ci governa (e penso a maggioranza e opposizione) è quello di svincolare i soggetti dall’insieme istituzionale con denunce precise, da parte di cittadini liberi, di chi amministra nel malaffare.
Ecco… anche sulla crisi, il controllo dei cittadini liberi sui bilanci societari, sui finanziamenti e le agevolazioni, sulle violazioni del diritto al lavoro e sull’ecosostenibilità delle produzioni.
E, ancora, sul territorio, perseguendo quelli che dovevano badare che quella panchina non fosse presa a calci o che le ville a ischia non fossero costruite.
I valori della vita: riportare senno negli atteggiamenti sociali, nei consumi, sia in senso di qualità che di salute, nell’educazione civica.
La dignità e il senso di umanità è in ognuno di noi. Tutto sta a svegliare da questo torpore gli italiani. Credo che esista una via di ricongiunzione di persone “per bene” e libere (dalle guerra per le poltrone e da interessi personali) per queste finalità. Ed è una linea trasversale alla società ed ai partiti.
Riuscire ad immaginare un mondo diverso è l’unica possibilità di vincere il male.
È possibile parlarne senza pregiudizi? È possibile essere finalmente veri nella politica? Esistono persone disponibili a fare “il partito” e basta? Credo di sì.
Io sono disponibile. Ciao.

Napoli, 5 febbraio 2010 Stefano Moreno
marcello iasiello  05/02/10, 11:59
sui treni ho constatato l'esatto contrario, anche a Padova. I controllori (pubblici ufficiali) omettono spesso di chiedere i biglietti a persone indigenti (comprensibile ed umano) ma si scagiano con forza contro coloro ce o non hanno bliterato il biglietto salendo oppure hanno sbagliato treni prenotato salendo di fretta. L'eltro giorno scendendo per deporre in udienza a Roma, ho assistito ad una sceneggiatina sull'AV ove un professionista è stato costretto, visibilmente 'umiliato per la situazione (assenti ogni formule di garanzia della privacy e dell'immagine come prescritto per legge, mi sembra) dal controllore a grattare nel portafogli (dopo aver discretamente fatto notare al controllore,che non sapeva se riusciva a farcela coi soldi) anche l'ultma monetina (perchè, raccontava il signore in difficoltà, la segretaria del suo ufficio,avrebbe sbagliato a fare la prenotazione e, il treno che già costa quasi 90 euro roma/venezia per esempio,con in cambio una veloce sgambettata ed un arrivo in anticipo, poi la multa è costata 95 euro circa. Più del biglietto mi sembrava di stare in un film di Sergio Leone). Alla fine di qesto esborso però, il signore si è rasserenato, vista la formula alleggerente, mi sarei placato anche io. Purtoppo segnalo la stupidagine del fatto che sti treni sono belli capoluogo to capoluogo, tutto il guadagno lo si perde se magari uno da Roma deve andare a Caserta o da Milano a Luino(VA), ove ci si arriva in diligenza.
Marcello
movimento antilega  21/01/10, 19:12
Questo è solo il frutto amara di una stagione di odio alla quale la lega ci ha portato. Con la complicità di chi la ha utilizzata e tollerata per i suoi sporchi interessi personali.
Sempre antilega!!!
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