Depositi dormienti

di Sebastiano Battaglia
Articolo Depositi dormienti: una legge che sta facendo discutere, per i
danni incalcolabili al cittadino, con conseguenze disastrose sul più
debole. Com'è noto, la legge finanziaria dello Stato per il 2006,
emanata nel 2005, ha assestato un fendente al cittadino, rappresentato
dalla categoria dei piccoli risparmiatori, da sempre ritenuti per la
società civile quella valvola di sfogo dell'economia di uno Stato d
emocratico e liberale, dando slancio e vigore agli investimenti delle
imprese, soprattutto a quelle del nord del nostro paese. Ma anche
necessario alla formazione delle famiglie ed al mantenimento della loro
stabilità nel tempo. Il provvedimento in questione ha previsto che, per
indennizzare i risparmiatori che abbiano investito sul mercato
finanziario e che siano rimasti vittime di frodi finanziarie e sofferto
un danno ingiusto non altrimenti risarcito, fosse istituito un apposito
fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze. Tra le
fattispecie normative previste dall'Art. 1 - commi 343/345 della L.F.
2006 n° 266 del 23/12/2005 (convertita Legge 27/10/2008, n° 166, art.
3, di conversione del D.L. 28/08/2008, n° 134, Alitalia),
rientrerebbero i depositi di somme di denaro, depositi di strumenti
finanziari, rendite, polizze vita o buoni postali, che stabiliscono la
prescrizione del diritto alla riscossione da parte degli legittimi
beneficiari e degli eredi legittimi. Di
fatti, ove si sarà di fronte a
somme accantonate e non movimentate per almeno 10 anni presso banche,
poste e società assicuratrici, la destinazione del denaro maturato nei
10 e più anni di inattività sarà devoluta: per una parte, per risarcire
i risparmiatori truffati negli scandali finanziari, come Parmalat,
Cirio, Alitalia e Argentina; per la restante parte andrà a finanziare
l'assunzione dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione.
Contestualmente, in caso di premorienza dell'assicurato, il termine di
prescrizione previsto dall'art. 2952 cod. civ. è stato elevato a due
anni. Se gli utenti avessero saputo prima, era ovvio immaginare come la
psicosi sofferta dagli stessi (si parla di circa 400.000 italiani
colpiti dal provvedimento), per non aver liberato già da subito risorse
finanziarie sul mercato dei beni di largo consumo, prendesse il posto
della gioia che avrebbero potuto provare al pensiero di vivere - anche
se per poco - un giorno da re. E non sarà facile
mettere un'ipoteca
sul futuro, quando si tratterà di decidere cosa fare dei propri soldi:
risparmiare nuovamente, con lo spauracchio che alla prima occasione,
una disposizione di legge arrivi inaspettatamente ad espropriarti di
ciò che è tuo, che hai messo da parte con tanti sacrifici e rinunce;
oppure dissipare il reddito appena prodotto, indebolendo la struttura
finanziaria del proprio patrimonio e vivendo alla giornata, con lo
spettro di un futuro incerto ed insidioso che incombe su chiunque non
sia preparato a sopportare il peso del paniere dei consumi e le
imprevedibilità. Né si potrà mai calcolare quanti cittadini, potendo
disporre potenzialmente di accantonamenti sulle proprie entrate,
saranno disposti d'ora in avanti a rischiare il certo per l'incerto.
Mentre, quel ch'è certo è che il sistema economico nazionale verrà
penalizzato nella naturale propensione al risparmio della gente di
tutti i giorni, che è sempre stato rappresentativo della capacità di
investimento
imprenditoriale e creditizia. Analizzando, a mò
d'esempio, l'art. 10 del contratto dell'ente Poste Vita concernente il
prodotto "Traguardo", relativo alle modalità di pagamento delle
prestazioni in caso di premorienza dell'Assicurato, lo stesso
prescrive: il termine previsto dal codice civile (2952 C.C.), se non è
stata avanzata richiesta di pagamento, dispone quanto segue: "i diritti
derivanti dal contratto di assicurazione si prescrivono entro un anno
da quando si è verificato l'evento su cui il diritto si fonda. Ma che
tuttavia, trascorso l'anno di prescrizione, la politica di Poste Vita S.
p.A. è quella di non avvalersi di tale diritto per tutti i 10 anni
successivi all'evento". A tal riguardo corre l'obbligo fare osservare
che in relazione alla negoziazione degli strumenti finanziari in un
mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, la
liquidazione deve essere effettuata secondo le condizioni
contrattualmente stabilite in sede di sottoscrizione, ivi
compresa
l'ipotesi di riscatto anticipato. Il prolungamento del termine di
prescrivibilità dei diritti a riscuotere i propri titoli, voluto
contrattualmente dall'ente poste da un anno a dieci anni (come
ricordato sopra dall'art. 10) appare quanto mai opportuno in sede di
richiesta di liquidazione ed in un'ottica di ragionevolezza delle
ragioni delle parti contraenti, onde consentire che i benefici previsti
dal contratto avallino l'attendibilità del contratto stesso in ordine
alla certezza dei rapporti assicurativi, ponendoli al riparo di
qualsivoglia trattamento giuridico che può rivelarsi punitivo per il
beneficiario. Intanto, per il futuro, occorrerà pensare ad una
comunicazione propedeutica, chiara ed incontrovertibile, da inserire
nelle polizze vita, per informare i sottoscrittori all'interno delle
condizioni contrattuali che il relativo diritto si prescrive in due
anni dalla scadenza della polizza o dalla morte dell'assicurato e che
trascorso questi termini i soldi sono devo
luti al Fondo dormienti.
Così, infatti, recita il D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 (Regolamento di
attuazione dell'articolo 1, comma 345, della legge 23/12/ 2005, n.
266), all'art. 3: l'intermediario ha l'obbligo di inviare al titolare
del rapporto, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento,
o a terzi da lui eventualmente delegati, l'invito ad impartire
disposizioni entro il termine di 180 giorni dalla data della ricezione,
avvisandolo che, decorso tale termine, il rapporto verrà estinto e le
somme ed i valori relativi a ciascun rapporto verranno devoluti al
fondo secondo le modalità indicate nell'articolo 4. Senza un'apposita
comunicazione, risulta che di fatto i titolari di depositi di denaro a
qualunque titolo effettuati od i loro legittimi beneficiari siano stati
privati inappellabilmente a loro insaputa della disponibilità del
valore dei loro soldi, quando può provarsi senza ombra di smentita che
la tardiva richiesta di pagamento, a cura del beneficiario del de c
uius, potrebbe scaturire dal non essere a conoscenza dell'esistenza
della polizza, avendo ritrovato la documentazione solo in un momento
successivo al decesso dell'assicurato. Oltretutto appare paradossale ed
inaccettabile che il fondo presso il Ministero dell'Economia e delle
Finanze venga istituito a tutela dei risparmiatori vittime di frodi
finanziarie ed alimentato a spese e a danno di altri risparmiatori. E
sembra oltremodo incredibile che tra i depositi cosiddetti dormienti
vengano fatti rientrare i titoli vincolati, come nel caso specifico lo
sono le polizze assicurative a scadenza di cui sopra. Per certo la loro
qualità di deposito vincolato nel tempo non può configurarsi simile ai
conti correnti di corrispondenza, che presuppongono delle ricorrenti
transazioni negoziali di versamenti e prelevamenti sul conto corrente.
Da ciò ne consegue che il termine "movimentazione", utilizzato dal
legislatore, nel caso in specie, sembra appalesarsi improprio, sia nel
suo significato et
imologico, come nel lessico giuscontabile. Le su
richiamate disposizioni di legge, ove non formassero oggetto di
prossima modifica parlamentare a favore del risparmiatore, ancorché
demonizzabili per l'acclarata abnormità, tanto da sembrare
inverosimili, si porrebbero fuori da ogni apparente logica di civiltà
giuridica, in quanto affette da forti dubbi di manifesta illegittimità
sul piano costituzionale, in violazione degli artt. 47/29 della Legge
fondamentale dello Stato. In quanto penalizzano coloro i quali, col
proprio diuturno lavoro quotidiano, favoriscono l'accrescimento del
risparmio. "L'Art. 47 della Cost. così recita: "La Repubblica
incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina,
coordina e controlla l'esercizio del credito". Favorisce l'accesso del
risparmio popolare alla proprieta`dell'abitazione, alla proprietà
diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario
nei grandi complessi produttivi del paese." E l'art. 29 Cost.: "La Re
pubblica ricono! sce i diritti della famiglia come società naturale
fondata sul matrimonio….". Per quanto sopra in premessa, tenuto conto
del crescendo di disperazione e rabbia che aleggiano tra la gente, che
giustamente si ritiene danneggiata per propri diritti lesi, generati
dalla legge in argomento, onde evitare che la ragion di Stato possa
essere equivocata dalla gente come un atto di tirannide, attribuendo
per chiave di lettura l'espressione di "appropriazione indebita
legalizzata" a scapito della salvaguardia dei succitati principi
costituzionali, si confida in una immediata modifica della legge, che,
comunque non scoraggi la formazione del risparmio, che favorisca
l'accesso dello stesso alla proprietà dell'abitazione ed
all'investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese.
E, consequenzialmente, promuovendo di fatto i diritti della famiglia,
che attraverso il risparmio, alimenta i bisogni primari della
collettività. In conclusione, ci si aspetta di conosce
re quali
provvedimenti immediati il legislatore intenda assumere nel più breve
termine, per ripristinare la giusta dialettica tra le parti (Stato e
propri amministrati), affinché per gli anni a venire la gente riesca a
dormire sonni tranquilli. Sebastiano Battaglia (Funzionario di
Ragioneria dello Stato) www.dialogoweb.org - sebastiano.battaglia@tin.
it

francesca pelusi  28/05/10, 09:58
Incateniamoci davanti al ministero del tesoro, scegliamo un giorno ma facciamolo.
E' una situazione insostenibile.
E' un'ingiustizia.
I miei risparmi volatilizzati.
Andrò anche sola ma manifesterò davanti al ministero.
Francesca PELUSI
franca devoto  08/05/10, 20:56
Il Dl. 40 25.03.2010 ci ha fatto gioire per i NOSTRI soldi. Come mai Poste Vita adesso dice che non ha mai rinunciato alla prescrizione? E’ possibile che ben 9.000 clienti capirono male? Certo siamo ignoranti, ma siamo tutti degli idioti? Il giochetto non è sostenibile (soprattutto in sede di tribunali)dal dott. C.Raimondi, diciamo piuttosto che il personale fu istruito a dare quelle informazioni seguendo le direttive centrali date!!!! Loro ne hanno la responsabilità!Il dott. Raimondi dirà il vero anche sul sistema di gestione in intranet quando i clienti chiedevano una ricevuta ma non veniva loro data? “Non si può, è tutto centralizzato, le hai qui, le vedi sul monitor, sono tue!” Come era gestita dalla sede centrale la trasparenza che Poste Vita tanto sbandiera? Decreto Alitalia o no Poste Vita avrebbe tirato fuori il cavillo della non rinuncia?! Si sarebbe tenuta comunque il nostro denaro?! Sorge il dubbio che fosse in malafede quando studiò a tavolino, ambiguamente modificandoli, i termini dei contratti: si può modificare in peggio un contratto? Inoltre per la non sequestrabilità nel contratto sembrano tutelare il cliente contro terzi per eventuali creditori in caso di fallimento dei titolari, poi girano ciò a proprio favore e bacchettano il giudice che ha effettuato il sequestro di polizze! Poste Vita si fa fregio del proprio patrimonio e definisce cifre misere quelle che non vuole liquidare(fate il conto totale se siamo ben in 9.000!). Che vergogna e che caduta di stile, non certo quello che mostra nelle dichiarazioni alla stampa. Trattano i clienti che li hanno fatti grossi sui mercati finanziari, facendo le pulci ai loro soldi. Ma Il dirigente ha il coraggio di dire che possiamo PENSARE ciò che vogliamo: no, ci sono dei fatti oggettivi che mettono in chiaro la sequenza delle azioni dei dirigenti di Poste Vita. A Reggio Emilia e Bologna alcune cause civili-per ora solo civili- Poste Vita le ha perse e ha pagato le spese di causa. Se non pagano ad un mese dalla lettera si possono denunciare per appropriazione indebita o per pratica commerciale scorretta?

antonio 8386  11/02/10, 17:04
Avviso a tutti gli interessati: spostatevi su
http://dilatua.aduc.it/forum/postevita+programma+dinamico+quartetto_10625.php
e unitevi a noi nelle iniziative.
SAVERIO  11/02/10, 00:11
Scusate, posso esprimere il mio modesto parere? naturalmente anche io sono una delle tante vittime di una legge sbagliata che non so se è del tutto applicabile alle polizze vita cosiddette prescritte.
Ci sono due aspetti da tener presente:
1) Poste Vita si sta facendo scudo di una legge per tutelare i propri interessi;volendo rispettare i contratti stipulati con la clientela dovrebbe liquidare immediatamente le somme richieste, in quanto, in un articolo degli stessi contratti, rinuncia espressamente alla prescrizione dell'articolo c.c. 2952 e si impegna a liquidare ai beneficiari fino ad un termine massimo di dieci anni dall'evento (morte dell'assicurato). Se la legge è sbagliata se la sbrigasse Poste Vita con la Camera,il Senato e tutta l'organizzazione; nel frattempo onorasse i contratti con i clienti liquidando le somme dovute!!!
2) Questa situazione equivoca fa comodo al legislatore perchè risulta più facile togliere alla povera gente che ad un ceto sociale più agiato. Le polizze in argomento appartengono a piccoli risparmiatori che con i sacrifici e privazioni di una intera vita hanno investito in polizze i frutti dei propri risparmi.
La gente povera non sa come muoversi e nè ha conoscenze per imporre l'applicazione dei propri diritti....o, in Italia esiste solo l'applicazione dei doveri?
Trovate giusto che ogni cittadino che si trovi nelle nostre condizioni debba impegnare la giustizia con cause singole per risolvere un problema collettivo di cattiva legislazione. Queste considerazioni dovrebbero arrivare agli Onorevoli che noi stessi eleggiamo!!! Chissà, forse in qualcuno di loro potrebbe esserci ancora un po' di coscienza!!!!
Scusatemi tutti: grazie a questo strumento ho un po' dato libero sfogo alle mie idee.
Spero di essere riuscito ad attirare l'attenzione di qualcuno che prenda in considerazione il nostro problema.
Un sorso d'acqua può esser vita per chi non ne ha; è invece nulla per chi già ne ha in abbondanza.
paola  10/02/10, 21:44
Anche io sono coinvolta e condivido le parole di NAzareno galli ma ora chi meglio è in grado di difenderci? il decreto Mille Proroghe non è ancora chiuso e quindi qualcuno potrebbe ancora aiutarci...
L'on. Malan che fine ha fatto ?
nazzareno galli  10/02/10, 20:41
di parole ne ho sentite tante negli ultimi mesi ma non ho mai saputo di qualche onorevole o senatore che abbia proposto una interrogazione parlamentare in proposito.
è evidente che nessuna vittima di tale legge può pensare di risolvre da solo il proprio problema con una azione legale (poi non si sa bene nei confronti di chi).
serve il contributo di qualcuno che organizzi e unisca le forze di tutti, anche di quelli che hanno il contenzioso con assicurazioni diverse da poste vita.
se il provvedimento presenta profili di incostituzionalità si avvii una procedura, ma chi deve farlo?
io sono sicuro che tutti gli sfortunati che si trovano in questa situazione sarebbero pronti a contribuire economicamente ciascuno per la sua parte se qualcuno si facesse parte promotrice, perchè è l'unione di tanti che da la forza.
Paola Rossi  10/02/10, 14:59
Ma allora cosa dobbiamo fare?
Incatenarci ai cancelli del Ministero del Tesoro?
Mandare migliaia di e-mail al sottosegretario Saglia che per poco giurava col sangue di portare un emendamento nel prossimo Decreto per lo Sviluppo?
Andare in contenzioso con Banche e Assicurazioni?
Cosa dobbiamo fare?
Io, personalmente, sono disperata.
Sto perdendo tutti i risparmi che i miei avevano messo da parte per me, per assicurarmi un pranzo e una cena visto che con il mio lavoro di precariato universitario non posso assicuramelo da sola.
COSA
DOBBIAMO
FARE?
nicola puorto  06/02/10, 22:20
Io..... non ho commenti da fare.In Italia si commenta tutto da solo.E lei mi insegna una cosa che la mafia ,la camorra la ndrangheta etc.non hanno motivo di esistere senza la mala politica e le cattive istituzioni.
enzo fante  02/02/10, 13:47
Basta poco per capire perchè una legge demenziale ( per la parte riguardante i prodotti assicurativi vita ) non sia ancora stata modificata : perchè siamo un popolo incivile che ha politici che non governano come "padri di Famiglia" ma come mercanti , perchè l'Europa non obbliga gli stati membri a legiferare se non "armonizzando " tutto ciò che riguarda materia fiscale,assicurativa,finanziaria,previdenziale soprattutto a far invece rispettare dove già esistono leggi comunitarie al riguardo, intervenendo con tutti gli ORGANI COMUNITARI verso questi irrispettose disposizioni emanate da un governo e promulgate dal Presidente della Repubblica ,che tranquillamnete firma la legge e non la rimanda alle Camere perchè "tanto la ripropongono lo stesso". Legge che sembra pensate senza tener conto che così si rubano al cittadino i suoi risparmi o quelli dei quali è stato designato come beneficiario .Queste sono denuncie da sottoporre al Parlamento Europeo o al tribunale di giustizia europeo , non solo da discutere su mi manda rai3. Con tutto il rispetto , come dicono i politici, compresi quelli di "italia dei valori" che di questo si occupavano e si occupano ancora.E' vergognoso che a distanza di tutto questo tempo ( 5 anni) e di fronte a quattrocentomila persone interessate , ci siano ancora solo parole e non fatti , comprese le mie .
Forza ITALIA , Italia dei Valori, sembrano parole uguali VUOTE!
enzo fante

enzo corrado fante
Inserisci il tuo commento:
Nome:          
Cognome:    
E-mail:          
Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003):

I dati che i partecipanti al Blog conferiscono all'atto dell'inserimento di un post sono limitati all'indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere via e-mail la notifica di pubblicazione di un post. Tale segnalazione sarà impiegata anche per sottoporre agli utenti opportunità di consultazione, rispetto alle quali si avrà comunque, ed ogni volta, la possibilità di opporsi, chiedendo la cancellazione dell'indirizzo di posta dall'elenco di quelli cui vengono indirizzati i predetti messaggi.
L'inserimento del nome e cognome è facoltativo per la pubblicazione del post, se presenti saranno pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall'utente, l'indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per l'invio delle news del sito.
Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l'aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell'utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell'utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi è, dunque, prevista. In ogni caso, l'utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all' art. 7 del D.Lgs. 196/2003 .
Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è Luigi de Magistris, mentre il responsabile del trattamento dei dati è Claudio de Magistris.
Luigi de Magistris: Assalto al PM.
ANTIMAFIA Duemila :: Informazione su Cosa Nostra e organizzazioni criminali connesse.