Nuova insegna da apporre nei Tribunali

"I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene,
quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori."
"Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem
agunt, fures publici in auro atque in purpura."
Catone, citazione in Aulo Gellio, Notti attiche, XI, 18, 18.
In Italia dopo 2000 anni nulla è cambiato...
Silvio Talarico

filippo matteucci DEMOCRAZIA TURNARIA  22/04/10, 14:37
PADRONI E SERVI (BALLA SERVO, BALLA)
Piccola Allegoria della nuova tirannide

Democrazia elettiva
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e con i mezzi stabiliti dalle famiglie dei padroni.
Il padrone dice al servo: “ma ti faccio votare, non ti senti sovrano?”
I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.
Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.
(“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…”
oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)

Uguaglianza
Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.
Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.

Accoglienza
Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.
La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a p.ttane o a viados.

Solidarietà
Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.

Garantismo
Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, con la menzogna, col crimine, col furto, con l’inganno, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.
Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.
Favor rei e favor debitoris.
E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.

Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi
Nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, a turno, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.
Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.
Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.
L’unica differenza fra destra o sinistra è che sono, a seconda dei casi e dei luoghi, o strumenti di differenti cosche di famiglie padrone, o le due facce del giano bifronte che tutto domina.
Se il popolo vuole la democrazia se la deve fare da solo: auto-organizzazione, democrazia diretta turnaria, propaganda, boicottaggio, perseveranza.

Mezzi di distrazione di massa , mezzi di asservimento di massa (balla servo, balla)
Il padrone guarda il buon servo, tatuato e con piercing, ballare nella discoteca che ha fatto costruire per lui e per gli altri suoi servi , e pensa:
“BALLA SERVO, BALLA.
Da quello scemo che sei.
Picchiati con qualche altro servo, da quel cafone bullo che sei, ma ovviamente a me non mi tocchi neanche con un dito, neppure sai chi sono.
Vieni nella mia discoteca a cercare sesso o affetto, l’anima gemella o una delle mie puttane pagandola.
E impasticcati, riempiti della droga e dell’alcool che ti vendo, sfasciati nell’automobilina elettronica che ho fabbricato per te.
Cos’altro ti meriti, fesso come sei.
E vivi e lavora per me , pagami tasse e contributi , lascia che ti inflaziono i tuoi risparmi , usa questa moneta di carta straccia da me imposta , pagami il 20% d’IVA su ogni cosa che compri , vieni a leccarmi il sedere se vuoi un posto di lavoro…
Ma… a tutto questo non devi pensare, né ora né mai, devi rimuoverlo dalla mente, da quella tua mente tanto stupida e indifesa che io controllo così bene. Non pensare, testa vuota, BALLA.
Ti do panem et circensem.
Droga, discoteca, calcio, musica, TV spazzatura, notti bianche, concerti in piazza, rave: ho creato tutto questo per te,
proprio per TE,
SERVO.
Figlio di fessi e fesso tu stesso, fesso e servo ti faccio rimanere.
A te e alla tua famiglia di servi fessi.
Servi per l’eternità”

Movida di regime
Tra le famiglie padrone dell’Italietta fintodemocratica vi sono le famiglie padrone della criminalità organizzata, le quali hanno bisogno di mode e di locali notturni che favoriscono lo spaccio e la prostituzione. Poi reinvestono gli ingenti profitti dello spaccio oltre che nella cementificazione di bassa qualità e nell’ecomafia, nel corrompere politici, amministratori locali, funzionari pubblici e tutti coloro che dovrebbero garantire l’ordine pubblico e la qualità della vita. La movida dello spaccio diviene così intoccabile, e la vita dei cittadini residenti impossibile.
La colpa di tutto ciò è di un popolo imbelle mangiamaccheroni che lo permette senza reagire e senza sapersi organizzare. Continua a sperare che qualcun altro gli risolva i problemi… aspetta e spera, che la criminalità si avvicina. Ce l’hai già sotto casa, apri gli occhi, cog*ione d’un tartassato!
Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi. La soluzione: ronde di cittadini e comitati di quartiere autogestiti. Contro lo stato dei padroni che protegge delinquenti, balordi e spacciatori, ed è nemico delle persone oneste che la mattina si devono alzare per andare a lavorare e mantenere parassiti, balordi e delinquenti.

Emancipazione
Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.
La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne e divorzi, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.
La famiglia del servo deve essere divisa, debole, non competitiva, non pericolosa, disarmata, imbelle.
Dividi et impera.

Trasgressione
Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E’ funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.
Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi e faccia così vivere male se stesso e gli altri servi. Così i servi vivono soffocati nella m.rda, e non pensano a rivoltarsi, a eliminare le famiglie dei padroni.
Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.
Dividi et impera, semper.

Filippo Matteucci - DEMOCRAZIA TURNARIA
Libertarian Writer & Blogger


P.S. – spunto di riflessione per qualsiasi buon servo : sai quali famiglie padrone controllano il tuo comune, la tua provincia, la tua regione, la tua vuota esistenza, la tua vuota testa …?

ps2: Due parole sul sistema fiscale
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html
sergio scorza  02/04/10, 12:27
Caro Luigi de Magistris,
Ti seguo con affetto ed interesse da quando hai cominciato ad indagare sulle massonerie para ed intra mafiose calabresi che hanno distrutto la speranza di sviluppo e riscatto di quella meravigliosa regione.
So bene come ci si sente quando sei al centro della morsa di quei sistemi di potere opachi e trasversali.
La tua reazione a quella morsa è stata talmente esaltante che ha dato una botta di speranza a moltissimi che come me viaggiavano, da un po’ di tempo, sul filo della quasi rassegnazione.
Poi, quando hai dichiarato, senza alcuna reticenza, di sentire le tue radici nel patrimonio politico,ideale e culturale del movimento operaio e democratico italiano, ho capito che eri sulla lunghezza d'onda di chi vuole costruire un'alternativa non qualunque ma fondata su memoria, identità e consapevolezza storica di quanto ha preceduto l’attuale profonda crisi della società italiana intrappolata nel berlusconismo.
Era evidente, pertanto, che i nodi sarebbero, prima o poi, venuti al pettine e che, quanto meno per vari motivi( storici, culturali, anagrafici et et) tanto Beppe quanto Tonino abbiano più di una difficoltà a cogliere la delicatissima strategica questione del chi siamo e del dove vogliamo andare. Sono d’accordo con te sul fatto che si debba seriamente e urgentemente cominciare a lavorare alla costruzione di un'area alternativa al PD proprio perchè quel partito è sempre più schiacciato da una montagna di equivoci ed ambiguità ( compreso un berlusconismo di sinistra) politiche e culturali ed è questo il motivo principale della deriva e del distacco progressivo di quel apparato stanco, vetusto e sempre più lontano dalla società reale( dalemismo e veltronismo pari sono),
Il PD vuole occupare il centro ed insegue il mito dei moderati che non votano. Balle. Non votano senza lavoro, senza casa , senza sogni, senza prospettive tanto materiali quanto politiche ed ideali. Non votano tutti i deprivati e quelli che stanno scivolando nella miseria a causa di una crisi cui si risponde solo con i tagli allo stato sociale.
Ma se alternativa deve essere, questa deve ripartire dal basso e dalla costruzione di un grande movimento politico, sociale, culturale e di massa che vada ad occupare quegli spazi che al nord sono occupati dalla lega ed al sud dalla mafia e dalla sua egemonia e di cui il Berlusconismo è garante e veicolo. Ho ritenuto un segnale importantissimo ed in controtendenza l’appoggio che l’IDV sta dando sulla battaglia , appena iniziata, contro la privatizzazione dell’acqua.
Ci vuole un grande movimento di massa che esprima un blocco sociale concorrente ed alternativo a quello rappresentato dal centrodestra, che inizi una lunga marcia sui grandi temi della difesa dei beni comuni( acqua, scuola pubblica, trasporti, reti telematiche, ambiente), per le energie rinnovabili, contro il dramma del precariato, contro il nuovo schiavismo ai danni degli immigrati e per i reddito di cittadinanza per tutti( pensa al sud cosa succederebbe…). Su tutte queste cose è arrivato il momento di prendere delle posizioni chiare e nette.
Un grande movimento di massa che unifichi tutte queste istanze e che riaccenda un desiderio di utopia e futuro fondato su sostenibilità, equità , partecipazione e riscoperta del “ comune”.
Tanti attuali depressi di sinistra e non , che ora si astengono, sono sicuro tornerebbero in pista disposti a combattere ed ad andare fino in fondo.
Il sogno che manca a sinistra,. in fondo , è questo.
Non sarà semplice, ma se si va a vedere tra le righe di queste regionali, si può intravedere una potenzialità enorme , anche e soprattutto, nel rifiuto della delega e nella delegittimazione dell’attuale sistema rappresentativo e delle sue degenerazioni autoreferenziali e castali cui la destra risponde con un pericoloso mix di populismo ed autoritarismo che trova la sua sintesi compiuta nel progetto federal-presidenzialista. E’ arrivato il momento di prendere delle posizioni chiare e nette.

Sergio Scorza
Antonio SENATO  20/03/10, 13:09
Fantastico!!!!!
è la complessa realtà di questo periodo amaro della storia d'Italia detta con una sola frase.
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